A Bolzano (Bozen/Balsan/Pöazen), nel cuore dell’Alto Adige/Südtirol, sono in corso le celebrazioni indette nella ricorrenza dei 25 anni della MIDAS (Minority Dailies Association), l’associazione che riunisce i quotidiani – cartacei e dal 2019 anche un portale internet – in lingua minoritaria e/o regionale di 12 Paesi europei (al momento le testate associate, scritte in 12 lingue, sono 28, tra queste La Voce del popolo). Dal 14 al 17 maggio delegati, direttori/capiredattori, giornalisti ed esperti del settore si confronteranno su alcune delle sfide più delicate e decisive per il futuro dell’informazione: dalla tutela dell’informazione nelle lingue minoritarie/regionali all’impatto dell’Intelligenza artificiale sulle redazioni giornalistiche.
Il ruolo dei media
L’anniversario della MIDAS (l’assemblea costituente dell’associazione si svolse nel 2001 a Palma de Mallorca, ma l’organizzazione venne successivamente registrata formalmente a Bolzano), non rappresenta soltanto una ricorrenza simbolica, ma anche l’occasione per riflettere sul ruolo che i media in lingua minoritaria svolgono nelle società europee. Per molte comunità nazionali, infatti, i quotidiani e gli altri mezzi d’informazione non sono semplicemente strumenti per diffondere notizie, ma veri e propri presidi culturali e identitari. Attraverso l’uso quotidiano della lingua madre essi contribuiscono alla conservazione del patrimonio linguistico, rafforzano il senso di appartenenza delle comunità e garantiscono pluralismo democratico. In Croazia, ad esempio, il diritto all’informazione nella lingua e nella scrittura delle comunità nazionali è sancito dalla Costituzione o più correttamente dalla Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali. Si tratta di un principio fondamentale che riconosce l’informazione come elemento indispensabile per la tutela dell’identità culturale e linguistica delle comunità minoritarie. In questo contesto, i giornali e i media delle minoranze assumono un valore che va ben oltre l’aspetto editoriale: rappresentano un ponte tra tradizione e contemporaneità, tra memoria collettiva e partecipazione alla vita pubblica.

Relatori autorevoli
Non a caso il programma dell’Assemblea – organizzata quest’anno in collaborazione al Dolomiten (quotidiano in lingua tedesca pubblicato in Alto Adige/Südtirol dall’editrice Athesia) – dedica ampio spazio proprio alle trasformazioni tecnologiche che stanno ridefinendo il giornalismo contemporaneo. Il 15 maggio, l’Istituto sui diritti delle minoranze presso Eurac Research (l’istituto privato di ricerca ospita al suo interno gli uffici della MIDAS) ospiterà gli interventi di Ismael Nafría (già direttore dell’edizione spagnola di National Geographic e autore del libro “La reinvención de The New York Times: Cómo la ‘dama gris’ del periodismo se está adaptando (con éxito) a la era de los móviles” nel quale ha analizzato come il prestigioso quotidiano statunitense abbia affrontato con successo la transizione digitale, trasformandosi da giornale stampato a leader dell’informazione digitale e mobile) e Daniel Fazlić (responsabile dello sviluppo digitale in Bloomberg Adria) dedicati all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale nelle redazioni. Seguirà la relazione di Vicent Partal, fondatore del quotidiano digitale VilaWeb e responsabile del Gruppo di lavoro sull’IA istituito dalla MIDAS.
L’Intelligenza artificiale sta infatti cambiando profondamente il modo di produrre e distribuire l’informazione. Dalla traduzione automatica alla trascrizione delle interviste, dalla ricerca di dati alla personalizzazione dei contenuti, gli strumenti basati sull’IA promettono maggiore rapidità ed efficienza. Per i giornali in lingua minoritaria, spesso caratterizzati da redazioni ridotte e risorse limitate, queste tecnologie possono rappresentare un’opportunità significativa. Allo stesso tempo emergono interrogativi cruciali legati all’affidabilità delle informazioni, alla verifica delle fonti, alla tutela del lavoro giornalistico e al rischio di omologazione linguistica e culturale.
I premiati
Sempre oggi sarà anche il momento celebrativo dell’assemblea con la cena di gala organizzata per i 25 anni della MIDAS.
Sono stati proclamati anche i vincitori del Premio Otto von Habsburg e del Premio giornalistico MIDAS, riconoscimenti che valorizzano il contributo al dialogo interculturale e alla promozione delle minoranze linguistiche europee.
Il Premio Otto von Habsburg (conferito l’anno scorso allo scrittore istriano Milan Rakovac, candidato dal Primorski dnevnik di Trieste con il sostegno de La Voce del popolo) è stato assegnato al giornalista altoatesino Toni Visentini, in riconoscimento del suo contributo di lunga data al giornalismo e al dialogo interculturale in Alto Adige.
Il Premio MIDAS per il giornalismo sulla tutela delle minoranze e la diversità culturale in Europa, inevece, è andato a Miquel Spa Peradejordi del quotidiano catalano Regió7. Il premio ha riconosciuto il suo lavoro giornalistico sulla situazione della lingua catalana nell’Alta Cerdanya, una regione transfrontaliera tra Spagna e Francia.

La giornata del 16 maggio offrirà invece uno sguardo più ravvicinato sulla realtà ladina, una delle minoranze storiche dell’arco alpino. I partecipanti prenderanno parte alla tavola rotonda intitolata “La minoranza ladina: dibattiti e sfide attuali” presso la Cësa di Ladins, seguita dalle visite al Museum Gherdëina e alla redazione de La Usc di Ladins (La voce dei Ladini). Fondata nel 1946, La Usc di Ladins è una delle principali espressioni del giornalismo ladino. Il settimanale rappresenta da decenni uno strumento essenziale per l’informazione e la salvaguardia della lingua e della cultura ladina, raccontando la vita delle comunità dolomitiche e affrontando temi che spaziano dall’attualità alla politica linguistica, dalla scuola alla cultura. I ladini sono una popolazione retoromanza presente soprattutto nelle valli dolomitiche dell’Alto Adige, del Trentino e del Bellunese. La loro lingua, il ladino, affonda le proprie radici nel latino e costituisce uno degli idiomi storici delle Alpi. Pur contando un numero relativamente limitato di parlanti, la comunità ladina dispone di istituzioni culturali e scolastiche molto attive e di un articolato sistema di tutela linguistica.
Custodi dell’identità
L’assemblea della MIDAS si preannuncia dunque non soltanto come un momento celebrativo, ma anche come un’importante occasione di confronto sul futuro dell’informazione europea in un’epoca di profonde trasformazioni tecnologiche e sociali. Per i giornali in lingua minoritaria e regionale, la sfida resta quella di continuare a custodire identità e pluralismo, aprendosi al tempo stesso alle opportunità offerte dall’innovazione digitale e dall’Intelligenza artificiale.
L’anno scorso l’organizzazione dell’Assemblea annuale della MIDAS era stata curata dal Primorski dnevnik, il quotidiano triestino in lingua slovena che proprio nel 2025 ha celebrato l’80º dalla fondazione. L’incontro svoltasi tra Nova Gorica e Gorizia, all’epoca Capitale europea della cultura (la prima di carattere transfrontaliero), si era concluso con l’elezione di Martxelo Otamendi Egiguren (Berria) alla presidenza dell’organizzazione. Il giornalista basco è subentrato alla guida dell’Associazione a Edit Slézak, direttrice del quotidiano slovacco in lingua ungherese Új Szó, ritiratasi dopo aver trascorso ben 12 anni al vertice della MIDAS.
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