Torna a correre l’inflazione in Croazia. A marzo i prezzi al consumo sono aumentati del 4,8% su base annua, segnando un’accelerazione evidente rispetto ai mesi precedenti e toccando il livello più alto dall’ottobre 2023. Lo ha reso noto l’Istituto nazionale di statistica (Dzs).
Un’inversione di tendenza dopo i valori più contenuti di inizio anno: 3,3% a dicembre, 3,4% a gennaio e 3,8% a febbraio.
A spingere maggiormente i prezzi sono stati i costi legati all’abitazione. La voce “casa, acqua, energia e combustibili” ha registrato un aumento dell’11,1% su base annua, risultando la più pesante nel paniere.
Un dato che riflette l’impatto diretto dell’energia sulle famiglie, tra affitti, manutenzione e utenze domestiche.
Aumenti diffusi, pochi cali
Tra le altre categorie in crescita spiccano alcol e tabacco (+7,5%), trasporti (+7%), ristorazione e turismo (+6%) e servizi culturali e ricreativi (+4,4%). Più contenuti gli aumenti per alimentari (+3,3%) e sanità (+3,6%).
In controtendenza, invece, i prezzi di abbigliamento e calzature (-2,4%), istruzione (-1,6%) e arredamento (-0,3%).
Energia ancora protagonista
Guardando alle componenti principali, l’energia resta il motore dell’inflazione con un aumento dell’11,2%. In crescita anche i servizi (+7,8%) e il comparto alimentare, bevande e tabacco (+3,9%). Al contrario, i beni industriali non energetici registrano una lieve flessione.
Balzo di abbigliamento e trasporti
Nel confronto con febbraio, i rincari più marcati si registrano per abbigliamento e calzature (+6,3%) e trasporti (+4,7%). Seguono comunicazioni, sanità e costi abitativi, tutti in aumento più contenuto. L’unico calo riguarda il settore ricreativo e culturale.
Il confronto europeo
Secondo l’indice armonizzato europeo (HIPC), l’inflazione in Croazia si attesta al 4,6% su base annua, confermando comunque una dinamica più sostenuta rispetto a molti altri Paesi dell’Unione europea.
Uno scenario che continua a pesare sul potere d’acquisto delle famiglie e che riporta al centro il tema del caro energia.
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