A sei mesi dall’inizio del mandato, abbiamo chiesto al presidente della Regione litoraneo-montana Ivica Lukanović di tracciare un primo bilancio della sua gestione del massimo ente rappresentativo regionale. Sanità e istruzione, pilastri della campagna elettorale di colui che è subentrato nel giugno scorso a Zlatko Komadina (presidente per sei mandati consecutivi), diventano il punto di partenza per valutare progetti, priorità e scelte destinate a incidere nel tempo sulla qualità di vita dei cittadini.
Durante la campagna elettorale ha indicato sanità e istruzione come assi portanti del suo programma. A sei mesi dall’inizio del mandato, quale progetto concreto considera oggi decisivo per produrre un cambiamento reale e duraturo nella qualità di vita dei cittadini della Regione litoraneo-montana e su quale intervento ritiene che i cittadini valuteranno, nel tempo, la riuscita del suo mandato?
“Tutti i progetti che stiamo portando avanti, dalla sanità all’istruzione, dall’assistenza sociale ai trasporti, fino al demanio marittimo, hanno un obiettivo comune: migliorare in modo strutturale e duraturo la qualità di vita in ogni parte della Regione. Nel settore dell’assistenza sociale l’intervento è il più immediato e urgente. Abbiamo già firmato l’accordo per l’ampliamento della Casa di riposo di Volosca, che offrirà 150 posti letto aggiuntivi. A Kostrena è in corso la costruzione di una nuova struttura per circa 150 utenti, a Cherso è prevista la realizzazione di una Casa di riposo con 100 posti, mentre nel Gorski kotar stiamo sviluppando un modello basato su più strutture di dimensioni ridotte, più vicine ai luoghi di residenza. Parallelamente è in fase di realizzazione una rete di centri diurni: il progetto di Jelenje è pronto e l’obiettivo è attivarli in una decina di località. Oggi, oltre 3.500 cittadini sono in lista d’attesa per un posto in una struttura di questo tipo: è una situazione che impone risposte rapide e concrete. In ambito sanitario stiamo puntando con decisione sul rafforzamento dell’assistenza primaria. È in fase di realizzazione la Casa della salute di Abbazia, stiamo ristrutturando quelle di Crikvenica, Ravna Gora e Delnice, mentre a Lussino verrà costruita una nuova struttura, perché quelle attuali non sono più adeguate agli standard di servizio. Un complesso che, a lungo termine, inciderà in modo determinante sulla qualità di vita dell’intera Regione, è il Centro sanitario di Rujevica: un progetto strategico del valore di circa otto milioni di euro che, grazie all’integrazione dei servizi, garantirà un’assistenza più rapida, efficiente e sicura per la costa, le isole e il Gorski kotar.
Nel settore dell’istruzione stiamo realizzando il più ampio ciclo di investimenti finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Sono già stati avviati i progetti per le scuole elementari di Marinići, Rešetari, Lussinpiccolo, Čavle e Tribalj, per un valore complessivo di cinquanta milioni di euro. A Lussinpiccolo è inoltre in costruzione una nuova palestra sportiva da cinque milioni di euro, di cui oltre quattro milioni coperti dal PNRR. A livello di scuole medie superiori, considero particolarmente significativi i progetti ‘Mreža KOM5entnosti’ (Rete delle competenze) e ‘Career Garden’, perché mettono in rete il sistema scolastico con il mondo produttivo e offrono ai giovani competenze concrete per il futuro.
Anche sul fronte del demanio marittimo stiamo investendo in infrastrutture che miglioreranno la sicurezza e la vita quotidiana delle comunità locali. A Crikvenica è in costruzione un nuovo porto (Omorika) con circa cento ormeggi comunali, mentre a Ica è stato firmato il contratto per l’ampliamento del porto, che prevede un nuovo frangiflutti e 55 nuovi ormeggi. Se devo indicare i progetti che considero quelli chiave per una trasformazione strutturale e di lungo periodo del tenore di vita, sono senza dubbio l’aumento della capacità delle Case di riposo per anziani attraverso la costruzione di nuove strutture e il Centro sanitario di Rujevica”.
Nei primi sei mesi di mandato ha visitato il Gorski kotar e le isole quarnerine. Quali sono, a suo avviso, le tre principali criticità strutturali che oggi ne frenano lo sviluppo e quali risposte intende mettere in campo, al di là delle misure standard finora adottate?
“Nel corso delle visite sul campo ho avuto l’opportunità di conoscere da vicino ogni parte della Regione e di confrontarmi direttamente con le persone. È emerso con chiarezza che lo sviluppo del Gorski kotar rappresenti una delle principali questioni strategiche delle nostre aree. Accanto a importanti vantaggi naturali, esistono criticità profonde di carattere demografico ed economico, che richiedono un approccio mirato e complessivo. Per questo, già nel primo anno di mandato, apriremo a Delnice un Ufficio per il Gorski kotar: una presenza stabile e operativa, pensata come punto di coordinamento dei progetti e di raccordo con le esigenze delle comunità locali. Parallelamente stiamo rafforzando le infrastrutture, i servizi sanitari ed educativi e sostenendo lo sviluppo dell’imprenditoria, dell’agricoltura, della silvicoltura e del turismo. In ambito sanitario abbiamo già avviato i primi interventi, coinvolgendo medici specializzandi affiancati da tutor, per garantire una reale accessibilità ai servizi, non solo formale. Stiamo inoltre lavorando alla definizione di un ‘bonus rurale’, un incentivo destinato a chi decide di restare o di tornare a vivere e lavorare nel Gorski kotar. L’obiettivo è rendere questa misura pienamente operativa entro i prossimi due anni. Un altro elemento centrale è lo sviluppo delle strutture per anziani: una risposta concreta in termini di sicurezza sociale, ma anche una fonte di nuova occupazione in territori che ne hanno bisogno. Tutto questo avviene nel rispetto del territorio: lo sviluppo deve essere controllato e sostenibile, senza consumo indiscriminato di suolo, perché il patrimonio naturale del Gorski kotar è un valore che va tutelato. In questo contesto la Regione assume un ruolo proattivo: stiamo rafforzando le competenze in materia di pianificazione territoriale, aprendo un dialogo con lo Stato sui temi strategici e sostenendo le iniziative locali capaci di innescare processi di rivitalizzazione. L’obiettivo è chiaro: fare del Gorski kotar un’area in cui si vive, si lavora e si resta, non una regione dalla quale si va via. La situazione delle isole presenta caratteristiche diverse. Accanto al turismo e all’edilizia, è necessario sviluppare altre attività economiche. Il futuro non può basarsi esclusivamente sull’aumento delle capacità ricettive: occorre rafforzare l’agricoltura, la viticoltura, l’olivicoltura e l’allevamento, così come migliorare l’autosufficienza energetica delle isole. In questo quadro, l’isola di Veglia dispone di un potenziale significativo per un salto di qualità economico, legato al terminal GNL, al futuro porto e allo sviluppo di un aeroporto cargo. In sintesi, sia sulla terraferma sia sulle isole, la sfida è trovare un equilibrio tra sviluppo sostenibile, creazione di nuovi posti di lavoro e servizi concreti che rendano la vita quotidiana delle persone più semplice e sicura”.
Ha più volte richiamato il forte divario tra i bisogni reali e le attuali capacità delle strutture per anziani, con oltre 3.500 persone in lista d’attesa. Qual è il piano concreto e realistico per colmare questo gap durante il suo mandato, in termini di nuovi posti letto, localizzazioni e tempi di realizzazione? E intende sviluppare una rete di centri diurni come alternativa all’istituzionalizzazione?
“La carenza di posti nelle strutture per anziani è uno dei problemi più urgenti che abbiamo individuato e l’ho posta tra le priorità assolute di questo mandato, con obiettivi chiari e fasi di attuazione definite. Il divario tra domanda e offerta è ampio e richiede un intervento su due fronti paralleli: da un lato l’aumento dei posti residenziali, dall’altro lo sviluppo di servizi alternativi sul territorio, a partire dai centri diurni e dall’assistenza nella comunità. Per quanto riguarda l’accoglienza residenziale, l’obiettivo del mandato è l’attivazione di almeno cinquecento nuovi posti letto. Come ho già detto poc’anzi, è già stato firmato l’accordo per l’ampliamento della Casa di riposo di Volosca, che prevede 150 posti aggiuntivi. A Kostrena è in corso la costruzione di una nuova struttura per circa 150 utenti; a Cherso è programmata la realizzazione di una Casa di riposo con 100 posti, mentre nel Gorski kotar stiamo sviluppando un modello basato su più strutture di dimensioni ridotte, più vicine ai luoghi di residenza e quindi più accessibili anche alle famiglie. Parallelamente stiamo costruendo una rete di centri diurni come valida alternativa all’istituzionalizzazione. Il progetto di Jelenje è già pronto e l’obiettivo è aprire queste strutture in una decina di località sul territorio regionale. I centri diurni saranno accompagnati dal potenziamento dell’assistenza domiciliare e dei team mobili, per consentire alle persone anziane di rimanere il più a lungo possibile nella propria casa, con il supporto necessario. Con questo approccio integrato puntiamo a ridurre in modo strutturale le liste d’attesa – che oggi contano appunto circa 3.500 persone – e ad elevare gli standard dell’assistenza su tutto il territorio regionale”.
La carenza cronica di personale sanitario penalizza in modo particolare le aree più periferiche, come il Gorski kotar e le isole. Quali strumenti concreti intende mettere in campo per garantire un accesso reale e continuativo alle prestazioni specialistiche in questi territori, e in che modo pensa di rendere attrattivo il sistema per i professionisti della sanità?
“Sono consapevole delle difficoltà che caratterizzano le aree più periferiche e il nostro approccio è graduale, costruito sull’ascolto delle esigenze locali. Dopo le visite sul campo abbiamo definito le priorità e avviato una serie di interventi infrastrutturali mirati. Ad Abbazia è in fase di realizzazione la nuova Casa della salute; a Crikvenica sono in corso i lavori di riqualificazione energetica e di riorganizzazione degli spazi interni, mentre interventi analoghi sono programmati a Jadranovo, Bribir e Grižane. A Ravna Gora e Delnice i lavori di ristrutturazione sono già in corso. A Lussino, infine, abbiamo avviato un’analisi approfondita che porta verso una decisione concreta: la costruzione di una nuova Casa della salute, poiché le strutture esistenti non rispondono più agli standard richiesti dai servizi offerti. Il secondo fattore è il personale. Abbiamo avviato un modello che prevede l’inserimento di medici specializzandi affiancati da tutor, così da facilitarne l’ingresso nel sistema sanitario e coprire proprio quei posti oggi più difficili da occupare. Questo approccio ci consente di costruire una presenza specialistica stabile e prevedibile nelle aree dove il fabbisogno è maggiore, in particolare nel Gorski kotar e nelle isole. Attraverso il rafforzamento delle infrastrutture e una pianificazione attenta delle risorse umane, l’obiettivo è chiaro: garantire che lo standard dell’assistenza specialistica sia realmente accessibile e omogeneo in tutte le parti della Regione, senza differenze tra centro e periferia”.
Con i nuovi importanti investimenti nelle Autorità portuali, come intende garantire che la priorità sia sempre data agli ormeggi per i cittadini locali, rispetto allo sviluppo commerciale del turismo nautico?
“La mia priorità è chiara e la ribadisco ovunque: gli ormeggi per i nostri cittadini vengono prima di qualsiasi espansione commerciale. Per chi vive lungo la costa, un posto barca è spesso più importante di un parcheggio. Questo principio guida concretamente tutti i progetti che porto avanti con le Autorità portuali. A Crikvenica stiamo realizzando il porto Omorika, che porterà circa 100 nuovi posti barca per uso locale, e a Ica abbiamo firmato un contratto per l’ampliamento del porto con un nuovo frangiflutti e ulteriori 55 posti barca. Parallelamente, sono in corso interventi significativi a Novi Vinodolski, Veglia, Martinšćica e Arbe, finanziati con quasi 60 milioni di euro a fondo perduto. Ad Arbe, l’Autorità portuale locale gestisce anche i progetti a Melk e San Marino. Oggi il sistema delle otto autorità portuali della nostra Regione gestisce 101 porti e circa 12.500 posti barca. Ogni nuovo investimento viene pianificato in modo che prima cresca la quota destinata ai cittadini locali, migliorando sicurezza e qualità dei servizi. In altre parole, il turismo nautico ha il suo spazio, ma non a scapito delle esigenze della comunità locale. Prima gli ormeggi per i cittadini, tutto il resto viene dopo”.
Sulla questione della bonifica della Raffineria di Urinj, quale sarà il prossimo passo concreto che la Regione intende intraprendere nei confronti dell’INA per accelerare la bonifica e garantire la protezione dell’ambiente in quell’area?
“La Raffineria di Urinj richiede un chiaro ordine d’azione. Dopo la seduta tematica, abbiamo adottato conclusioni che impongono all’INA l’obbligo di completare la bonifica del suolo e del mare entro il 2027, con scadenze intermedie e report regolari verso la Regione e il Comune di Kostrena. La Regione sta rafforzando i monitoraggi esistenti e installando una nuova stazione moderna per il controllo della qualità dell’aria. Inoltre, ci rivolgeremo allo Stato per promuovere tutte le modifiche necessarie che potenzino l’obbligo di manutenzioni regolari e controlli. Il principio che mi guida resta invariato: lo sviluppo è possibile solo garantendo piena tutela dell’ambiente e della salute delle persone”.
Con l’annuncio della costruzione di scuole e palestre a Castua, Marinići, Čavle e Castelmuschio, quale è lo stato attuale di questi progetti? Il finanziamento è assicurato e i permessi di costruire sono pronti? Per quando è previsto l’inizio dei lavori?
“Ho deciso personalmente di dare il via al progetto della nuova scuola elementare a Rešetari – un intervento chiave per Castua. Con la scelta della ditta esecutrice, abbiamo concluso la fase preparatoria e passiamo ora alla fase visibile della costruzione, che porterà l’adozione della didattica a turno singolo e migliori condizioni di apprendimento e di lavoro. Il progetto è finanziato con fondi del PNRR. Parallelamente, si sta concludendo la selezione dell’azienda appaltatrice per la scuola a Marinići, mentre a Čavle è già garantito il contratto PNRR per la ricostruzione e l’allestimento. Per Castelmuschio, insieme al Comune, abbiamo completato la documentazione e presentato il progetto per il finanziamento; non appena ricevuta l’approvazione, daremo immediatamente inizio ai lavori. La mia priorità nell’istruzione è chiara: lezioni a turno singolo come regola e spazi scolastici moderni e sicuri, adeguati ai bambini e alle famiglie di oggi”.
Quali misure demografiche concrete, oltre agli investimenti nell’istruzione, intende attivare per trattenere i giovani nella Regione, in particolare nel Gorski kotar? Prevede, ad esempio, incentivi per giovani famiglie o sussidi abitativi?
“La demografia non si risolve con una sola decisione. Per far sì che i giovani rimangano, è necessario garantire lavoro stabile e servizi pubblici affidabili. Per questo la Regione segue e rafforza i progetti locali e gli imprenditori, utilizza programmi statali ed europei e incentiva attività che creano posti di lavoro tutto l’anno. Attraverso il Bilancio regionale sono state destinate risorse alla demografia e allo sviluppo equilibrato. Invece di piccoli sussidi temporanei alle amministrazioni locali, passiamo a finanziare progetti concreti e misurabili, soprattutto nel Gorski kotar. In questo pacchetto rientra anche la borsa mensile da 250 euro per gli studenti delle scuole superiori del territorio, come primo passo del ‘bonus rurale’, insieme alla preparazione di investimenti più ampi in grado di sostenere l’economia locale. Con gli investimenti nella sanità e nell’assistenza sociale aumentiamo la disponibilità della protezione primaria ed estendiamo i programmi nella comunità, di modo che l’aiuto sia più vicino alle persone. Da parte mia, in qualità di presidente di Regione, non prometto miracoli da un giorno all’altro; costruisco una serie di azioni coerenti che offrono alle persone ciò che conta davvero: lavoro stabile e servizi accessibili. Il mio obiettivo è chiaro: far sì che ‘rimango qui’ diventi la regola e non l’eccezione”.
Considerato il Bilancio per il 2026 e i numerosi investimenti previsti, la stabilità finanziaria della Regione è solida? I nuovi progetti richiederanno un indebitamento significativo nel prossimo anno?
“La stabilità finanziaria della Regione è solida, come confermato dall’approvazione del Bilancio per il 2026, che ammonta a 406,9 milioni di euro. Si tratta di un Bilancio fortemente orientato agli investimenti: quasi la metà della somma totale è destinata a opere e progetti, per un totale di 96 milioni di euro distribuiti su 38 interventi. La maggior parte va in sanità e istruzione, seguiti da assistenza agli anziani, cultura, sport e tempo libero. Questa distribuzione delle risorse alza direttamente la qualità di vita e indica chiaramente la direzione di questo mandato. Rispetto ai dibattiti sull’assestamento di Bilancio, oggi abbiamo una visione completa: il piano è finanziato con una combinazione delle nostre risorse, programmi statali ed europei, senza bisogno di un indebitamento significativo nel 2026. Eventuali ricorsi al credito nei prossimi anni saranno esclusivamente per progetti con strutture finanziarie solide e chiara ricaduta sociale. Siamo consapevoli che le proiezioni per il 2027 e 2028 riflettono una temporanea minore disponibilità di fondi europei, in attesa di nuove allocazioni. Per questo stiamo già preparando nuovi progetti di sviluppo e riorganizzando l’amministrazione per accelerare l’attuazione e sfruttare al meglio tutte le risorse disponibili. Il Bilancio non è una gestualità politica, ma uno strumento di gestione: restituisce denaro ai cittadini attraverso istruzione, sanità, assistenza sociale e sviluppo, mantenendo al contempo disciplina fiscale e stabilità del sistema”.
Ha annunciato che continuerà con il lavoro sul campo. Intende introdurre nuovi meccanismi, più trasparenti, di comunicazione diretta con i cittadini e di raccolta delle loro proposte, al di là delle tradizionali conferenze stampa?
“Il lavoro sul territorio è il mio punto di partenza. Fin dall’inizio del mandato, insieme ai miei collaboratori, visitiamo i Comuni e le Città delle isole e del Gorski kotar, entriamo nelle scuole, nelle Case della salute, nelle strutture di assistenza sociale e nelle Autorità portuali, incontriamo le persone e raccogliamo direttamente le loro necessità. Proprio queste informazioni provenienti dal campo vengono poi tradotte in piani mirati per ogni singola struttura, nel rispetto delle sue possibilità e delle priorità individuate. In questo modo costruiamo programmi di sviluppo a lungo termine, su un orizzonte di cinque anni, con obiettivi chiari, fasi definite e scadenze precise, concentrandoci su ciò che incide maggiormente sulla qualità di vita: sanità, assistenza sociale, istruzione, sviluppo regionale e demanio marittimo. Per quanto riguarda la comunicazione diretta, resto presente sul campo e sempre disponibile. In ogni comunità diamo priorità al dialogo aperto con i cittadini e a uno scambio costante attraverso i canali già attivi della Regione. Per me è fondamentale che quanto concordato si rifletta poi concretamente nell’attuazione: che ogni impegno abbia un responsabile e una scadenza, e che ogni visita mostri progressi reali quando torniamo sul posto”.
Lo sport ha un ruolo fondamentale nella vita della Regione litoraneo-montana, soprattutto a Fiume. Come sostiene concretamente lo sviluppo dello sport e delle associazioni sportive sul territorio?
“Lo sport nella nostra Regione è una necessità pubblica. Oggi bambini e giovani trascorrono troppo tempo davanti agli schermi; il mio compito è riportarli sui campi, nelle palestre e nei club. Il prossimo anno Fiume sarà Capitale europea dello Sport e, proprio per questo, ho raddoppiato i mezzi destinato allo sport, affinché questo titolo produca risultati concreti e tangibili. La Regione sta costruendo e rinnovando palestre scolastiche a Moravice, Tribalj, Lussinpiccolo e Fiume; queste strutture, oltre all’orario scolastico, saranno a disposizione di club, scuole sportive e appassionati. La stabilità dei club è altrettanto importante. I club di vertice sono le locomotive del sistema e non possiamo permettere che giochino al di sotto del livello che la loro tradizione richiede. La nuova collaborazione con il Rijeka calcio, che ha avuto grande risalto mediatico, fa parte di un pacchetto più ampio con cui la Regione intende rafforzare l’intero ecosistema sportivo: dai settori giovanili e dalle squadre femminili, fino al lavoro tecnico e ai programmi sociali condivisi. Allo stesso modo c’è un dialogo aperto con altri club fiumani e regionali: mi aspetto una gestione responsabile e piani chiari per i giovani, e da parte mia offro partnership e sostegno prevedibile. Voglio che davanti a noi ci sia un periodo di vera rinascita dello sport a Fiume e nella Regione, non a parole, ma nei risultati che saranno visibili a genitori, allenatori e tifosi”.
La collaborazione tra la Regione e la Città di Fiume è spesso cruciale per la realizzazione di molti progetti, soprattutto in ambito economico, culturale e sociale. Quanto ritiene importante questa sinergia per lo sviluppo dell’intero territorio regionale?
“La sinergia è decisiva. Fiume è il leader naturale della Regione e il suo ruolo deve essere forte, ma sempre in partnership con i Comuni e le Città circostanti. Differenze politiche o confini amministrativi non devono diventare ostacolo: ai cittadini interessa che il sistema funzioni e produca risultati concreti. In questo senso, la pianificazione congiunta e strumenti come l’Agglomerato urbano dimostrano come lo sviluppo di economia, cultura e attività sociali possa moltiplicare i suoi effetti: i progetti nati a Fiume devono avere ricadute anche sulle isole e sul Gorski kotar. Da parte mia, la Regione resterà un partner affidabile della Città. Questo è il percorso affinché il centro della Regione possa trainare l’intero territorio attraverso progetti concreti e risultati visibili”.
Come valuta l’attuale livello di collaborazione tra la Regione e la Città, in particolare con la sindaca Iva Rinčić? Ci sono progetti o ambiti in cui vede possibilità di un collegamento ancora più stretto?
“Valuto la collaborazione con la Città e con la sindaca corretta e orientata verso i risultati. La circostanza per cui le amministrazioni provengono da schieramenti politici diversi non la considero un ostacolo, ma un’opportunità per dimostrare che attraverso collaborazione e comunicazione di qualità si può agire oltre i ristretti interessi di partito. Il mio compito è lavorare per il bene dei cittadini, in modo responsabile e sinergico. Fiume è il leader naturale dell’intera Regione e né confini territoriali né differenze politiche devono impedire alla Città di assumere e rafforzare il suo ruolo di motore dello sviluppo”.
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