Vai con l’”aromaterapia” istriana e con un’altra estate in compagnia dei miasmi di Castion. Inutile sperare. In totale assenza di stazioni di trasferimento intermedie sul territorio, le problematiche strutturali e operative del Centro regionale di smaltimento dei rifiuti restano in auge e continuano a sottoporre a dura prova l’olfatto dei residenti nelle zone limitrofe di Pola e del Medolinese (sotto tiro Vincural, Pomer e Bagnole), con somma disperazione di chi affitta ai turisti. La fonte del guaio permane, potenziata dalle alte temperature e dal sovraccarico di rifiuti legato al turismo, trasformando la questione ecologica, pure in un danno economico e d’immagine per l’Istria meridionale. Non sono congetture né soltanto valutazioni raccolte tra coloro che abitano nei paraggi dell’immondezzaio tecnologico, ma anche dati confermati dal Gruppo di monitoraggio civile, dopo una visita d’ispezione al Centro, compiuta le scorse settimane. Cosa è stato verificato? Tutto bene nell’area A1, punto di raccolta ora esaurito. I previsti lavori di copertura finale sono in corso. Il bacino di raccolta era stato riempito ancora l’anno passato, mentre ora la superficie è soggetta a lavori di collocazione della geomembrana e di captazione del gas. È prevista la completa sigillatura con il telo e il collegamento del sistema di captazione alla torcia. Il responso del Gruppo di cui sopra dice che “da questa zona non abbiamo avvertito odori sgradevoli più intensi del solito”. Se la A1 non è incriminata, l’area attiva contrassegnata da B1 è stata categorizzata quale “fonte di puzza insopportabile”. La nuova zona attualmente in fase di riempimento, era già da prima una cloaca esalante fetore, nonostante si fosse iniziato a coprirla con un telo (troppo) sottile, per ridurre l’espansione del lezzo. “Durante la nostra visita – comunicano i portavoce dell’iniziativa civica – la copertura non era ancora del tutto completata. Ci è stato consentito di verificare il livello delle acque reflue dirette al depuratore, dove non abbiamo riscontrato anomalie. Successivamente abbiamo visionato la fossa di raccolta e, come ogni volta, vi abbiamo individuato materiali che per composizione non rientrano nei rifiuti urbani residui: cavi lunghi decine di metri, teloni, fusti oleosi e rifiuti organici estremamente umidi da cui gocciola acqua sporca”. Da quanto dedotto dal sopralluogo è che purtroppo, la composizione dei rifiuti non idonei che arrivano a Castion non sarebbe cambiata rispetto agli anni passati: “naturalmente – dicono – anche la fossa di raccolta è fonte di un tanfo insopportabile. Poiché le aziende municipalizzate dell’Istria meridionale non dispongono di una stazione di trasferimento, e tutti i rifiuti urbani residui raccolti – compresi quelli dei cestini stradali – vengono trasportati direttamente al Centro di Castion, riteniamo che delle anticamere sulle porte d’ingresso ridurrebbero significativamente l’impatto di questa fonte di odori sgradevoli”.
Una volta abbandonata la zona della fossa di raccolta, l’ispezione civile ha dirottato verso la sala di controllo, prendendo atto di tutte le sfide che il Centro deve affrontare nella gestione di rifiuti non conformi e inadeguati. Già a livello di scalinata che conduce alla sala di controllo sono stati riscontrati odori sgradevoli estremamente forti. “La fonte – spiegano – possono essere soltanto i biofiltri attraverso i quali esce l’aria dall’interno dell’impianto”. Sulla base del sopralluogo però, non si è potuto stabilire se l’origine della puzza più intensa fosse l’area di discarica, dove arrivano i rifiuti freschi trattati o i biofiltri dell’impianto stesso. L’unica cosa certa era l’intensità estremamente elevata della puzza. Durante la medesima visita è stato pure notato che le ecoballe di CSS (combustibile solido secondario) sono finite per… rotolare all’interno del perimetro del Centro, per poi venire stoccate, cosa che finora non era mai avvenuta. Stando alla spiegazione degli addetti alla gestione dell’impianto, non sarebbe più possibile stoccare le nuove balle all’esterno senza bloccare l’accesso degli autoarticolati a causa dello smaltimento in corso delle vecchie balle degli anni passati, depositate lungo recinzione. Sia come sia, i controllori civici ritengono che le balle nuove non debbano starci dentro il perimetro della struttura.
Dulcis in fundo, permane il problema del “volo” dei sacchetti di plastica leggeri. More solito, durante il trasporto dei rifiuti dal capannone di lavorazione all’area di discarica, il vento soffia via i sacchetti leggeri dalla parte superiore e li disperde nell’ambiente. Si è del parere che questo sia un grave problema ambientale e si fa appello alla dirigenza e ai proprietari di Castion affinché affrontino e inizino a risolvere anche questa criticità, causata in primis dall’errata scelta della localizzazione del Centro di gestione dei rifiuti, ubicato sulla cima di una collina ventosa. La proposta finale del Gruppo di monitoraggio è, quindi un portento di utopia, per non dire fantascienza: “è giunto il momento di chiudere Castion (!) e di trasportare temporaneamente i rifiuti in altri centri (!), fino alla risoluzione dell’intero sistema di gestione dei rifiuti in Istria. I cittadini dell’Istria meridionale hanno il diritto costituzionale all’aria pulita! Spetta ai proprietari, ai soggetti coinvolti in questo sistema e allo Stato, in quanto tutore dei diritti costituzionali dei propri cittadini, renderlo possibile nel minor tempo possibile”.
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