Fiume. Un bonsai di cultura per la ripartenza del Teatro (foto)

Atmosfera diversa dal solito tra il pubblico, vista la rigidità nella disposizione dei posti a sedere e i controlli del personale affinché i posti dei biglietti vengano rispettati. Mascherine e possbilmente guanti in lattice erano requisiti necessari per assistere allo spettacolo

È stato il Dramma Italiano ad avere il grande onore di riaprire il TNC “Ivan de Zajc“ in questa stagione teatrale che si potrebbe definire post-corona. Lo spettacolo che è andato in scena è nato proprio durante l’isolamento e ne parla in maniera scherzosa. Si tratta di “Il bonsai ha i rami corti”, un monodramma divertente e per tantissimi versi vicino alla quotidianità di tutti noi negli ultimi mesi.
Stefania Laganini trascorre tutto il suo tempo a casa con i suoi pensieri e i suoi passatempi. Potremmo dire che è da sola, ma ciò non sarebbe esatto, in quanto a farle compagnia c’è un piccolo alberello, un bonsai. Le lunghe giornate di isolamento, quelle stesse giornate passate da quasi tutti noi, vengono rese meno monotone dai tutorial, dal lavoro a maglia, dal fitness, dalla lettura di riviste e dal votka-martini, che rappresenta una sorta di sollievo per il palato e forse una via di fuga dalla monotonia e dall’ansia della clausura.
Tante risate e moltissima empatia nei confronti di Stefania, che incarna le paure e i desideri vissuti negli ultimi mesi.

Parte dell’atmosfera vissuta dalla protagonista di questo pezzo ha regnato anche tra il pubblico, vista la rigidità nella disposizione dei posti a sedere e i controlli del personale affinché i posti dei biglietti vengano rispettati. Mascherine e (possibilmente) guanti in lattice erano requisiti necessari se non obbligatori e coloro che ne erano privi hanno ottenuto una mascherina in cotone realizzata dalle sarte del teatro che solitamente realizzano i costumi. Gli spettatori, anche se “diradati”, hanno apprezzato la monocommedia e hanno dimostrato di saper ridere dei propri difetti e delle proprie ansie.

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