La proposta della sindaca Iva Rinčić di modificare radicalmente l’assetto organizzativo dell’amministrazione cittadina ha superato l’esame del Consiglio grazie anche ai voti determinanti dell’HDZ. Il Consiglio municipale di Fiume ha infatti approvato il piano di riorganizzazione della macchina amministrativa con 21 voti favorevoli, cinque astenuti e cinque contrari, sancendo una delle decisioni più importanti dell’attuale mandato.
Il provvedimento prevede l’aumento degli organi amministrativi cittadini da 10 a 13 e rappresenta uno dei pilastri del programma della nuova amministrazione guidata da Rinčić. Il sostegno compatto dei cinque consiglieri dell’HDZ ha avuto un peso decisivo nell’approvazione della riforma, tanto che la formazione politica viene ora considerata parte della maggioranza progettuale che sostiene il governo cittadino.

Oltre all’HDZ, il piano è stato votato dagli undici consiglieri della coalizione che aveva sostenuto Iva Rinčić alle elezioni amministrative, dal consigliere indipendente della lista Most Marinko Koljanin, dal rappresentante della minoranza nazionale italiana Enea Dessardo e da tre consiglieri della Lista indipendente dell’ex sindaco Marko Filipović. Contrari i consiglieri di Možemo e del PGS, mentre i rappresentanti dell’SDP, della Lista per Fiume e dell’IDS si sono astenuti.
Contestualmente è stato approvato, con una maggioranza pressoché identica, anche il primo assestamento del bilancio comunale per il 2026, necessario per consentire l’attuazione formale della riorganizzazione. L’iter dovrebbe completarsi durante i mesi estivi, quando verrà pubblicato il bando pubblico per la nomina dei dirigenti dei 13 organi amministrativi della Città di Fiume.
Che la proposta fosse destinata a passare è apparso evidente già durante il dibattito consiliare, quando il consigliere dell’HDZ Josip Ostrogović ha dichiarato dalla tribuna di accogliere “con soddisfazion3 il progetto presentato dalla sindaca Rinčić.
La nuova organizzazione dell’amministrazione cittadina sarà articolata in 11 dipartimenti e 2 servizi. La struttura comprenderà il Dipartimento dell’Ufficio della Città; il Dipartimento per lo Sport, lo Sviluppo economico e il Turismo; il Dipartimento per l’Assetto territoriale, l’Edilizia e il Patrimonio cittadino; il Dipartimento per il Sistema comunale, le Guardie comunali, la Sicurezza, la Mobilità e l’Ambiente; il Dipartimento per l’Educazione, l’Istruzione, la Cultura tecnica e i Giovani; il Dipartimento per la Cultura e lo Sviluppo creativo; il Dipartimento per le Politiche sociali, la Sanità e i Difensori; il Dipartimento per le Finanze e gli Appalti pubblici; il Dipartimento per l’Autogoverno locale e i Programmi della comunità; il Dipartimento per i Progetti capitali, gli Investimenti e i Fondi europei; il Dipartimento per lo Sviluppo digitale e la Città intelligente. A questi si aggiungeranno il Servizio per la Revisione interna e il Servizio per gli Investimenti territoriali integrati.
“Non ci saranno licenziamenti, ma ci saranno modifiche nell’organigramma”, ha precisato la sindaca Iva Rinčić nel presentare il nuovo modello organizzativo, sottolineando che l’obiettivo della riforma è rendere l’amministrazione più efficiente, funzionale e in grado di rispondere alle esigenze di sviluppo della città.
Una svolta politica?
L’approvazione della riorganizzazione amministrativa con il sostegno determinante dell’HDZ ha suscitato dure crithe da parte di SDP e Možemo, che parlano di una svolta politica ormai evidente. Secondo le opposizioni, il voto in Consiglio comunale avrebbe confermato i timori espressi già durante la campagna elettorale, quando alcuni esponenti del centrosinistra avevano definito Iva Rinčić un possibile “cavallo di Troia” dell’HDZ. A loro giudizio, il sostegno dei cinque consiglieri del partito di governo nazionale alla riforma più importante del nuovo esecutivo cittadino dimostrerebbe l’esistenza di una collaborazione politica di fatto tra la sindaca e i conservatori.
SDP e Možemo sostengono che “le maschere sono cadute” e che l’HDZ sia ormai parte integrante della maggioranza che sostiene l’amministrazione Rinčić. Le due forze di opposizione accusano inoltre la sindaca di aver costruito la propria affermazione elettorale presentandosi come alternativa sia all’SDP sia all’HDZ, per poi accettare il sostegno determinante dei consiglieri del partito guidato a livello nazionale dal premier Andrej Plenković. Secondo questa lettura, il nuovo assetto politico rappresenterebbe una discontinuità storica per Fiume, città tradizionalmente amministrata dal centrosinistra.
Dal canto suo, Rinčić ha sempre respinto le accuse di essere vicina all’HDZ, definendole una strumentalizzazione politica. Già durante la campagna elettorale aveva escluso accordi preventivi con i partiti tradizionali, sostenendo di voler costruire una maggioranza basata sui singoli progetti e sugli interessi della città, senza alleanze ideologiche precostituite. Anche dopo la vittoria aveva ribadito di non voler “portare al potere né l’HDZ né l’SDP”, ma di voler cambiare il modello di governo cittadino attraverso una coalizione civica e trasversale.
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