È stato presentato oggi, 8 giugno, nel Salone delle feste di Palazzo Modello gremito di pubblico, il romanzo breve in dialetto fiumano “Do amiche (Le vie del cor)”, firmato da Florinda Klevisser e Ivana Precetti Božičević, quest’ultima vicecaporedattrice del nostro quotidiano, e insignito del primo premio al concorso Istria Nobilissima 2022 nella categoria Letteratura, sezione Prosa in uno dei dialetti della Comunità Nazionale Italiana. Il libro è stato pubblicato dalla Comunità degli Italiani di Fiume con il sostegno della Città di Fiume. Accanto alle due autrici, unite da una lunga amicizia oltre che da una comune passione per la scrittura, sono intervenuti il presidente del sodalizio fiumano, Enea Dessardo, e Melita Sciucca, autrice della postfazione e moderatrice dell’incontro. Nello scritto il racconto si sviluppa lungo il confine sottile che separa il tempo vissuto da quello ricordato. La storia di Anita e Milvia si apre a una riflessione sulla tenacia degli affetti, sul rapporto con i luoghi delle origini e su quella parte di noi che continua a riconoscersi in essi anche dopo lunghi anni e grandi distanze. Fiume accompagna silenziosamente ogni pagina, inscritta nelle coscienze delle protagoniste prima ancora che nella geografia del racconto. Il dialetto fiumano ottiene così il valore di una testimonianza culturale nella quale confluiscono memorie, esperienze e sensibilità affidate alla letteratura.

Le parole e il loro lascito
Ad aprire l’incontro è stato Dessardo, che nel porgere il proprio saluto ai presenti ha richiamato il significato che la pubblicazione di “Do Amiche” assume nel quadro delle iniziative dedicate alla Settimana della cultura fiumana. Nel corso del suo intervento il presidente della CI ha inoltre ricordato il valore della produzione letteraria in dialetto, espressione di un patrimonio linguistico che continua a custodire una parte significativa della memoria storica e culturale della città.

Su questa linea di riflessione si è innestato l’intervento di Sciucca, che ha proposto alcune considerazioni sulla natura stessa del romanzo, evidenziando la misura con cui le autrici affrontano questioni appartenenti all’esperienza universale e osservando come l’opera trasformi il dialetto fiumano in uno strumento narrativo in grado di raccontare con autenticità amicizia, memoria e appartenenza. Analizzando le figure di Anita e Milvia, ha rilevato come nessuna delle due venga presentata quale modello alternativo all’altra, poiché entrambe custodiscono ciò che alla controparte manca, in un continuo dialogo tra permanenza e lontananza, tra il legame con i luoghi e quello con le persone. Sciucca ha inoltre evidenziato il rapporto tra la dimensione del ricordo e l’identità che attraversa l’intera vicenda, sottolineando come il romanzo riesca a narrare senza enfasi temi profondamente radicati nella storia della comunità fiumana. Infine, è stato posto l’accento sul ruolo di Fiume, presenza costante che accompagna l’intero racconto fino a divenirne una vera protagonista emotiva, scenario vivo nel quale convergono ricordi, affetti e senso di appartenenza.

In filigrana
Guidate dalle domande di Melita Sciucca, Klevisser e Precetti Božičević hanno accompagnato il pubblico verso quella dimensione più intima dalla quale “Do amiche” trae la propria origine, ripercorrendo il cammino che dal riconoscimento ottenuto nell’ambito di Istria Nobilissima conduce oggi alla pubblicazione del volume e al suo incontro con i lettori. Con emozione hanno spiegato come il romanzo sia nato dal desiderio di raccontare il capoluogo quarnerino e la sua lingua attraverso una storia di amicizia. Un metodo che le ha spesso portate a sorprendersi reciprocamente, conferendo spontaneità ai personaggi. Le autrici hanno inoltre richiamato il lavoro di ricerca linguistica condotto tra dizionari, testimonianze familiari e memoria collettiva, ricordando il prezioso apporto di Bruno Bontempo alla revisione del manoscritto e manifestando la propria riconoscenza alla Comunità degli Italiani di Fiume e agli enti promotori di Istria Nobilissima. Attraverso una vicenda apparentemente semplice, hanno spiegato di aver voluto rendere omaggio alla città, alla sua storia e a quella lingua che continua a custodire una parte significativa dell’identità culturale fiumana. Sullo sfondo emerge la lunga amicizia che lega Ivana e Florinda, elemento che contribuisce alla naturalezza dei personaggi e dei temi affrontati.
A completare il volume concorrono anche gli elementi che ne definiscono l’identità visiva; la copertina porta la firma di Helena Labus Bačić, redattrice del nostro quotidiano, presente alla serata, mentre l’inserto illustrato è opera di Maja Subotić, studentessa della SMSI di Fiume.

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