Ho guardato il film Nuremberg, che parla del processo ai responsabili dei crimini nazisti, ovvero alle persone ai livelli più alti del regime dopo la morte di Hitler, Himmler e Goebbels. In particolare, Hermann Göring, l’uomo con la seconda carica più alta.
Il film non ha un valore molto elevato dal punto di vista della comprensione del nazismo e non ci spiega molto in modo profondo, ma resta utile da guardare, anche grazie all’eccellente interpretazione di Russell Crowe nel ruolo di Göring. Inoltre, ci sono comunque insegnamenti validi. Sottolineo la presentazione di alcuni contenuti del libro scritto dallo psichiatra Douglas Kelley dopo la sua analisi dei gerarchi nazisti imprigionati.
Un pensiero importante offerto è l’invito a non considerare questi criminali, colpevoli di orrori inimmaginabili, come eccezioni irripetibili. Al contrario, Kelley avverte che azioni di massa simili possono ripresentarsi ovunque. Lo psichiatra cita gli Stati Uniti, richiamando l’attenzione su persone malintenzionate che cercano di suscitare odio reciproco nella popolazione per soddisfare fini sinistri. La triste premonizione risale, se ricordo bene, al 1958. Purtroppo, oggi assistiamo a fatti moralmente angoscianti nel mondo, che giustificano la paura di una possibile ripetizione delle nefandezze naziste.
Alla fine del film viene citato anche un pensiero del grande Collingwood: “L’unico indizio di ciò che l’uomo può fare è ciò che l’uomo ha fatto”. Purtroppo, c’è della verità in questa affermazione. Spiega perché le reazioni di fronte a possibili catastrofi sociali e politiche sono spesso tardive. Non tendiamo ad anticipare certe azioni perché le nostre conoscenze sono solo ipotetiche. Tuttavia, nonostante le difficoltà della nostra capacità di valutazione, dobbiamo cercare di ragionare in base ai possibili indizi che, pur non offrendo conoscenze sicure, suggeriscono il rischio di una reiterazione degli orrori già visti nella storia.
Nuremberg offre altre indicazioni importanti. La guerra, nella sua forma attiva, inizia prima degli scontri bellici, con la preparazione psicologica della popolazione, attraverso stimoli apparentemente lodevoli alla compattezza e al senso di unità e partecipazione comunitaria.
Tuttavia, questi sentimenti sono accompagnati dall’incitamento alla mobilitazione distruttiva, attraverso l’individuazione di un nemico percepito come una minaccia, che deve quindi essere combattuto e distrutto.
Un altro momento significativo è nella testimonianza di Göring, che cerca di difendersi dichiarando di non essere a conoscenza dei massacri di massa, attribuendoli unicamente a Himmler. Quando viene pressato, ammette che non rinnegherebbe Hitler né il nazismo, anche se avesse conosciuto quei massacri. L’insegnamento è chiaro. Non bisogna fidarsi delle dichiarazioni esplicite di persone che mostrano sintomi totalitari e distruttivi. Occorre interpretare le loro intenzioni in modo ragionevole. In breve, se una persona manifesta simpatie per espressioni, forme verbali o simboli nazisti, fascisti o dei loro collaborazionisti, conviene non abbassare la guardia, anche quando dichiara di non nutrire intenzioni distruttive.
Per comprendere meglio i sintomi precoci del nazismo e capire quando fenomeni simili potrebbero ripresentarsi, dobbiamo ricorrere ad altre fonti. Consiglio il film Il trionfo della volontà, celebrativo del nazismo e moralmente ripugnante, ma utile per apprendere i sintomi precoci di possibili sviluppi autoritari. Il film rappresenta la militarizzazione come qualcosa di bello e mostra l’uso manipolatorio del linguaggio propagandistico. Ad esempio, Hitler descrive il raduno di Norimberga del 1934 come un incontro dedicato alla pace e all’uguaglianza. Dietrich parla del dovere di dedicarsi alla verità. Frank afferma la tutela dei diritti civili e della libertà.
Il film utilizza risorse artistiche per rendere attraente un’ideologia tremenda. La musica crea una forza motivazionale emotiva, e l’estetica visiva costruisce una sensazione di grandezza e potenza, con riferimenti mitologici che aggiungono una parvenza religiosa.
Chiediamoci se queste risorse manipolatorie possano essere associate a qualcosa nel valutare i fatti e i personaggi contemporanei. È difficile anticipare gli avvenimenti. Ma la descrizione di alcuni aspetti del nazismo precoce ci aiuta a interpretare possibili rischi e a prevenire catastrofi.
*Professore ordinario di Filosofia Politica
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