ETICA E SOCIETÀ L’importanza della vita ordinata

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ETICA E SOCIETÀ L’importanza della vita ordinata
Ginevra. Foto Shutterstock

Ho avuto l’opportunità stupenda di presentare due lezioni all’Università di Ginevra, una sede eccellente per ciò di cui mi occupo: la filosofia politica. Oltre alle persone che già conoscevo, ho incontrato colleghe e colleghi per me nuove e nuovi, che hanno mostrato attenzione verso gli argomenti che ho proposto, con una benvenuta serie di commenti critici e suggerimenti.

Non ne scrivo per trasformare lo spazio pubblico di un quotidiano in un diario personale. Colgo lo spunto per parlare di temi di interesse generale. A cominciare dalla città, molto bella e ricca di insegnamenti. La sua bellezza non risiede in singoli monumenti spettacolari o in momenti apicali della creatività estetica umana. La trovo piuttosto in uno sfondo, comunque esteticamente molto gradevole, valorizzato da una cura diligente e da una grande attenzione al convivere civile. Tutto mi è sembrato molto ordinato, pulito, e orientato alla qualità della vita. Sono rimasto sorpreso dal traffico poco intenso e per nulla fastidioso, così come dall’impeccabile trasporto pubblico. Mi è parso che anche l’immigrazione sia regolata in modo ordinato, con un buon livello di integrazione (ma non mi azzardo a fare affermazioni categoriche: parlo da visitatore che ha osservato, per tre giorni, solo una parte degli spazi pubblici).

Il numero di abitanti corrisponde più o meno a quello della nostra Fiume (ossia a quelli che sarebbero i confini amministrativi ragionevoli della città, non ai suoi limiti attuali). Ma l’afflusso di persone è probabilmente elevato, considerando l’importanza di Ginevra quale centro finanziario e diplomatico. La città, infatti, ospita il maggior numero di enti internazionali al mondo. Possiamo definirla una città tranquilla e non rumorosa, eppure la vita serale è vivace e apprezzabile. In primo luogo, vorrei sottolineare l’eccellente cucina. In tutte le serate in cui ho cenato a Ginevra, l’esperienza è stata di grande piacere. Purtroppo, i prezzi sono per noi difficilmente accessibili (parlo della classe media o medio-alta in Croazia) e, per questo motivo, se non avessi avuto l’occasione di andarci per lavoro, probabilmente non avrei scelto Ginevra come destinazione. Ma credo che il costo della vita sia sensibilmente elevato non solo per la classe media croata. Mi è stato raccontato che, per molte persone residenti a Ginevra, è abituale fare la spesa in Francia, proprio come per noi, a Fiume, è usuale farla a Trieste, Muggia o in Slovenia. Con la differenza che i costi più bassi oltreconfine trovano una spiegazione sensata negli alti stipendi svizzeri. È invece difficile comprendere perché, per noi, convenga acquistare in Stati dove i salari sono comunque più elevati rispetto a quelli croati.

Per concludere questa parte, sottolineo l’importanza della vita ordinata, che equivale a una vita piacevole. Sarà utile, peraltro, prendere coscienza del fatto che una vita ordinata e piacevole non è un dono: è un beneficio che la popolazione deve costruire quotidianamente. Possiamo giustamente criticare l’amministrazione comunale se non raccoglie regolarmente la spazzatura, ma possiamo anche aiutarla non gettando mozziconi o pezzi di carta per terra. Possiamo contribuire alla qualità della vita evitando rumori molesti o con un comportamento gentile nei confronti delle concittadine e dei concittadini, come pure delle persone che vi risiedono o soggiornano temporaneamente. Possiamo sostenere l’integrazione civile di chi arriva a vivere in città. L’imperativo, tanto per chi arriva quanto per chi già vi abita, è il rispetto della dignità di ogni persona.

Infine, alcune parole sulle intense discussioni che hanno accompagnato le due lezioni che ho tenuto. Spero che questa descrizione aiuti a comprendere come si sviluppa la ricerca scientifica e perché dobbiamo avere fiducia in questa pratica umana. L’attività di ricerca, come sto cercando di illustrare, nasce dal lavoro di ricercatrici e ricercatori individuali. Ma questi non sono individui isolati: fanno parte di una comunità che si autocontrolla e si autocorregge. Cercare il confronto critico è un dovere, ma, per molte e molti di noi, è anche un piacere. Raccogliere le obiezioni è uno stimolo a migliorare. È vero che anche nella comunità scientifica non sempre tutto funziona bene. Ma va ricordato che la scienza progredisce grazie agli anticorpi che possiede contro il malfunzionamento.

*Professore ordinario di Filosofia Politica

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