Dalmazia, ucciso rider 19enne: il killer è in fuga

0
Dalmazia, ucciso rider 19enne: il killer è in fuga
Agenti di polizia davanti alla casa in cui si è consumata la tragedia. Foto Dusko Jaramaz/PIXSELL

Una serata come tante, una pizza o un pasto ordinato al telefono, il motorino parcheggiato davanti a un cancello. Poi gli spari. Un ragazzo di 19 anni è morto ieri sera a Drniš, cittadina della Dalmazia interna, nell’entroterra della Contea di Sebenico e Knin. Era un fattorino, stava solo facendo il suo lavoro.

Secondo quanto comunicato dalla Polizia, il delitto si è consumato intorno alle 23 sulla terrazza di un’abitazione privata. Il sospettato, identificato con le iniziali K.A., cinquantenne, avrebbe esploso almeno un colpo d’arma da fuoco contro il giovane cittadino croato, che è deceduto sul posto prima dell’arrivo dei soccorsi. Dopo l’omicidio, l’uomo si è dato alla fuga e al momento della pubblicazione di questa notizia non era ancora stato rintracciato. La caccia all’uomo è tuttora in corso.

A rendere la vicenda ancora più agghiacciante è la ricostruzione fornita dal quotidiano Jutarnji list. Stando alle prime informazioni, il 19enne si sarebbe recato dall’uomo per consegnargli un pasto che questi aveva ordinato. Una circostanza del tutto ordinaria, il tipo di gesto ripetuto centinaia di volte ogni giorno in ogni città. Eppure ieri sera qualcosa è andato storto, in circostanze ancora da accertare, e K.A. ha estratto l’arma e ha sparato al ragazzo.

Un passato da omicida, una condanna scontata

Quello che rende il caso esplosivo, e che sta alimentando la rabbia della comunità locale, è la storia giudiziaria dell’uomo ricercato. Secondo quanto riporta la giornalista di Jutarnji Hajdi Karakaš Jakubin, K.A. era già stato condannato in passato per omicidio, commesso a metà degli anni Novanta.

All’epoca aveva accoltellato e poi massacrato con una sbarra metallica una giovane donna del quartiere, lasciandola morire in strada. Per quel crimine era stato condannato a 12 anni di reclusione con l’obbligo di trattamento psichiatrico. Ha scontato la pena ed è tornato in libertà.

Ma nella piccola Drniš, a quanto pare, nessuno si era fatto illusioni sulla sua pericolosità. Alcuni abitanti della città hanno raccontato a Jutarnji che dopo il rilascio l’uomo aveva mostrato comportamenti inquietanti: girava per il paese e aveva persino scritto sui muri grafiti con cui minacciava di uccidere di nuovo. Un dettaglio raccapricciante, rimasto tuttavia senza conseguenze concrete da parte delle autorità.

«Tempesta annunciata, nessuno ha fatto nulla»

La voce della comunità è durissima. Una residente di Drniš, intervistata dalla giornalista del Jutarnji, non ha usato mezzi termini: “Ha fallito l’intero sistema nel suo caso. Abbiamo tutto il diritto di essere arrabbiati e indignati. È stato ucciso un bambino che si sforzava di guadagnarsi da vivere onestamente. Un mese fa era già stato coinvolto in una rissa con un’altra persona. Se almeno allora gli avessero perquisito l’abitazione, sono convinta che avrebbero trovato l’arma. Provoca conflitti, cerca attenzione nel modo sbagliato. Non sai mai cosa aspettarti quando gli passi vicino. È una persona psichicamente instabile e ha bisogno di sorveglianza costante”.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display