Dal 1° ottobre in Croazia non è più possibile acquistare giornali e riviste straniere. La decisione è la conseguenza del ritiro coordinato degli editori internazionali, che hanno giudicato non sostenibili le nuove condizioni di distribuzione introdotte dopo il passaggio del servizio alle Poste croate “Hrvatska pošta”. Il risultato è che, per la prima volta da decenni, lettori locali, turisti, minoranze nazionali, diplomatici e biblioteche si trovano senza accesso alla stampa estera.
La situazione, come spiega l’agenzia Hina, si è creata dopo che Tisak ha rinunciato al servizio, considerato economicamente in perdita. Il Governo ha allora definito la distribuzione dei giornali come servizio di interesse pubblico, affidandolo alle Poste croate. Tuttavia, per beneficiare delle tariffe agevolate previste dallo Stato, gli editori devono risultare registrati in Croazia. Senza una sede legale nazionale, i grandi editori internazionali si vedono quindi applicare costi quattro volte più elevati rispetto a quelli dei quotidiani croati.
Maja Curić, direttrice della società DistriEst che rappresenta oltre 200 editori internazionali, ha spiegato che la decisione di sospendere le forniture è arrivata dopo mesi di tentativi di ottenere condizioni paritarie. La tariffazione proposta dalle Poste croate, che prevede il pagamento del trasporto per ogni copia distribuita, è considerata anomala rispetto al sistema della vendita in conto deposito, adottato in tutta Europa. “Distribuiamo circa un milione di copie l’anno. Con questi costi non ci sarebbe sostenibilità possibile”, ha dichiarato Curić.
Le associazioni internazionali degli editori, tra cui WAN-IFRA e DistriPress, hanno espresso “grave preoccupazione”, sottolineando come la situazione limiti la libertà di informazione e la circolazione delle idee. Hanno anche ricordato che in nessuna altra destinazione turistica europea la stampa straniera risulta assente dal mercato.
La risposta delle autorità
Il Ministero della Cultura e dei Media ha fatto sapere di essere al lavoro su una soluzione e che il problema è reso più complesso dal generale calo del mercato della carta stampata e dagli alti costi logistici. Tuttavia non ha ancora fornito tempistiche o proposte concrete. Secondo il Ministero, l’obiettivo resta garantire l’accesso equo ai media, ma anche assicurare la sostenibilità del sistema di distribuzione.
Le associazioni internazionali annunciano che, in assenza di progressi, la questione potrebbe essere portata davanti alla Commissione europea. Nel frattempo, la Croazia è l’unico Paese dell’Ue dove gli scaffali delle edicole sono privi di stampa estera.
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