Raddoppiano i casi di Covid in Croazia e, contemporaneamente, fanno la loro comparsa i primi contagi di influenza. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto croato di sanità pubblica (HZZO), nella settimana dal 15 al 21 settembre sono stati registrati 988 nuovi casi di Covid-19.
Le ambulanze segnalano un incremento delle infezioni respiratorie, mentre la stagione di raffreddori e influenza è appena iniziata. Distinguere i sintomi e seguire le giuste terapie diventa dunque cruciale.
“La sintomatologia del nuovo ceppo di Covid è molto simile a quella delle altre infezioni acute respiratorie”, spiega la dottoressa Nataša Ban Toskić, membro del Comitato esecutivo di KoHOM e medico di famiglia. “Febbre, stanchezza, naso che cola, mal di gola e tosse secca sono i disturbi più comuni, ma nei casi di Covid la febbre non è sempre presente”.
La differenza principale riguarda l’esordio della malattia. “L’influenza comincia quasi sempre in modo brusco con febbre molto alta, che può arrivare a 39 o 40 gradi. In entrambe le patologie si avvertono dolori muscolari e articolari. Senza un test antigenico rapido, distinguerle è quasi impossibile”, precisa Ban Toskić per il canale all news N1.
Il trattamento, tuttavia, rimane simile: riposo, antipiretici, analgesici, idratazione e isolamento per limitare i contagi. “Chi presenta sintomi dovrebbe acquistare un test rapido in farmacia o rivolgersi al proprio medico di fiducia”, consiglia la dottoressa.
Vaccini e prevenzione
Sul fronte della prevenzione, il messaggio è chiaro: la vaccinazione resta lo strumento più efficace. “È fortemente raccomandata agli over 65 e ai pazienti cronici, ma è disponibile per chiunque lo desideri. Basta rivolgersi al proprio Istituto per la salute pubblica”, ricorda Ban Toskić.
Infine, un richiamo alla responsabilità individuale: “Molti cittadini non hanno nemmeno un termometro in casa. Dobbiamo imparare a prenderci cura di noi stessi: misurare la febbre, assumere paracetamolo se necessario, bere tè caldo e riposare qualche giorno. Il Covid oggi si presenta in forma più lieve rispetto all’inizio della pandemia, ma non dimentichiamoci che esistono ancora persone fragili e vulnerabili. Se non per noi, pensiamo almeno a loro”.
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