Aumentano le pensioni di invalidità e partono i primi pagamenti già da venerdì. Ad annunciarlo è stato il premier Andrej Plenković, intervenendo oggi, giovedì 5 febbraio, alla seduta del governo, precisando che gli assegni più alti riguarderanno complessivamente oltre 218mila beneficiari. L’aumento medio sarà di circa 72 euro al mese, pari a un incremento vicino al 10 per cento, e sarà applicato a partire dalle pensioni di gennaio.
Una misura che rientra nel più ampio intervento di riforma del sistema previdenziale, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’equità e garantire maggiore sicurezza economica alle fasce più vulnerabili della popolazione.
La riforma
Alla base dell’aumento c’è la nuova Legge sull’assicurazione pensionistica recentemente approvata. Come spiegato da Plenković, il coefficiente pensionistico utilizzato per il calcolo delle pensioni di invalidità è stato rivisto al rialzo. In caso di perdita totale della capacità lavorativa, il fattore passa da 1 a 1,1; per la perdita parziale, da 0,8 a 0,9.
Secondo il premier, si tratta di un intervento strutturale che mira a correggere squilibri storici e a rendere il sistema più giusto per chi, a causa di condizioni di salute, non può più partecipare pienamente al mercato del lavoro.
Stop alle penalizzazioni dopo i 70 anni
La riforma introduce anche un’altra novità significativa: l’abolizione della penalizzazione per le pensioni di vecchiaia anticipate una volta compiuti i 70 anni. Una misura che, nelle parole di Plenković, contribuisce ulteriormente a migliorare la giustizia del sistema previdenziale e a rafforzare la dignità degli anziani.
Il governo, ha sottolineato, intende proseguire su questa strada, con interventi mirati a rafforzare la sicurezza e il tenore di vita dei pensionati, in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dalle pressioni economiche sulle famiglie.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.












































