Croazia. Ancora un record: 3251. I medici: «Agire subito»

Una epidemiologa al lavoro in un laboratorio per la diagnosi del Covid. Foto: Kristina Stedul Fabac/PIXSELL

Oggi, mercoledì 18 novembre, in Croazia è stato registrato un nuovo record di casi di coronavirus. Sono 3251 le persone che nelle ultime 24 ore hanno contratto il Covid (il precedente primato era stato stabilito il 12 novembre con 3082 casi), a fronte di 9126 tamponi effettuati. Il rapporto test/positivi è schizzato al 36%. A questi numeri va aggiunto che si sono avuti anche 38 decessi. Le ospedalizzazioni sono 1878, mentre 205 pazienti vengono curati nei reparti di terapia intensiva.
Per tutti questi motivi i medici lanciano l’allarme e inviano un appello alla task force nazionale e al governo affinché vengano introdotte misure più rigide per contrastare la pandemia. “Le scuole medie superiori dovrebbero passare alla didattica a distanza per circa tre-quattro settimane. Ai bar e ai ristoranti andrebbero sovvenzionato l’affitto delle terrazze e l’acquisto di stufe per riscaldare gli ambienti esterni, in modo che la gente trascorra quanto meno tempo al chiuso. I locali notturni e i bar andrebbero messi sotto stretta sorveglianza, poiché è stato notato che il mancato rispetto delle misure epidemiologiche è nella norma. Inoltre, andrebbe limitata l’attività delle strutture ecclesiastiche, poiché abbiamo notato che molti contagiati si sono infettati proprio durante le messe”. Queste le misure proposte da Ivana Šmit, presidente dell’Associazione croata dei medici ospedalieri.

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