Coronavirus a Fiume: è un uomo che lavora a Parma

La Clinica per le Malattie infettive del CCO di Fiume. Foto Željko Jerneić

Il coronavirus arriva anche a Fiume. Il primo caso riguarda un uomo ricoverato nella Clinica per le malattie infettive di Fiume, che lavora in Italia e più precisamente a Parma (Emilia-Romagna). Si tratta del terzo caso in Croazia di Covid-19. Le condizioni di salute dell’uomo sono stabili, ha la tosse e la febbre. Non ha la polmonite. Si tratta di una persona giovane pertanto dovrebbe guarire in fretta. Lo ha dichiarato la direttrice della Clinica per le malattie infettive di Zagabria Alemka Markotić. Il responsabile dell’Istituto nazionale per la salute pubblica Krunoslav Capak ha confermato che anche la figlia dell’uomo ha la febbre. La ragazza non è stata ricoverata.

In mattinata era stato confermato il secondo caso coronavirus in Croazia. E’ il fratello gemello del paziente 0. Lo ha confermato il ministro della Salute, Vili Beroš, il quale ha spiegato che “anche lui accusa sintomi lievi e sta abbastanza bene”. Ma la notizia buona è che la fidanzata del 26.enne che è la prima persona che ha contratto il Covid-19 “è risultata negativa”. Nonostante il primo tampone abbia dato esito negativo, la ragazza sarà nuovamente sottoposta ad analisi, poiché accusa sintomi che potrebbero condurre al contagio. La task force della Protezione civile ha reso noto oggi a Zagabria che finora sono stati effettuati 72 tamponi, e soltanto due sono risultati positivi. Tra le persone sottoposte a tampone anche moltissimi lavoratori della Ericsson Nikola Tesla di Zagabria, dove il 26.enne è impiegato. Secondo fonti ancora da confermare, l’uomo era venerdì scorso sul suo posto di lavoro e stava già dando i primi sintomi della malattia, ma sembra che non fosse ancora contagioso. Sarebbe una splendida notizia soprattutto per i circa 1.500 impiegati dell’azienda.

Zagabria. Sullo Sljeme in allestimento il Centro per la quarantena
Nell’albergo „Tomislavov dom“ e negli appartamenti „Snježna kraljica“ sullo Sljeme, il monte nei pressi di Zagabria, è stato istituito il centro per la quarantena che accoglierà le persone colpite da coronavirus. Lo ha deciso l’Unità di crisi della Protezione civile della Croazia.
Dall’hotel sono stati cacciati 150 sportivi con disabilità che avrebbero dovuto soggiornarvi fino a sabato prossimo. La conferma arriva da Anja Škutelj, direttrice della Coppa europea per sportivi disabili. Visto che l’albergo sta per essere trasformato in centro per la quarantena, gli sportivi saranno trasferiti in un altro impianto alberghiero a Zagabria.

Regolari i voli della Croatia Airlines
Nessun intoppo nelle linee aeree espletate dalla Croatia Airlines. I velivoli della compagnia di bandiera continueranno a mantenere i collegamenti con tutte le città europee come avvenuto finora nonostante il coronavirus. Come si rileva nel comunicato diffuso dalla compagnia croata, agli inizi di febbraio tutto il personale che quotidianamente lavora a contatto con i passeggeri è stato munito di mascherine protettive, guanti in gomma monouso, liquido disinfettante e e fazzoletti disinfettanti. La Croatia Airlines fa sapere inoltre di essere in contatto diretto con tutti gli aeroporti in cui atterrano i suoi velivoli onde coordinare il procedimento in caso di individuazione e gestione di passeggeri colpiti dal coronavirus.

I collegamenti d’autobus da e per Trieste
È una situazione caotica quella venutasi a creare nei collegamenti d’autobus tra Fiume e Trieste. I pullman dell’azienda tedesca Flixbus sono in servizio regolarmente. Infatti, sulle pagine web dell’impresa si può acquistare il biglietto per la linea Trieste-Fiume e non ci sono avvisi di linee sospese o quant’altro. Non è così, invece, per quanto riguarda l’azienda Arriva, l’ex Autotrans di Fiume. Tutti i collegamenti d’autobus da e per Trieste sono stati interrotti dal 25 febbraio al 6 marzo. Dall’Autostazione di Trieste informano pure i viaggiatori che fino al 6 marzo prossimo saranno sospese diverse corse con partenza dal capoluogo del FVG. Fermi gli autobus per Fiume, Zagabria, Spalato e Parenzo come pure quelli che collegano Umago con Trieste.

Il tendone in Mlaka per le persone che hanno soggiornato in Lombardia e Veneto
A Fiume nei pressi dell’edificio in cui ha sede l’Istituto per la salute pubblica della Regione litoraneo-montana è stato allestito un tendone dove gli epidemiologi sono a disposizione delle persone che nei giorni scorsi hanno soggiornato nelle cosiddette zone rosse in Italia, ovvero nelle regioni Lombardia e Veneto colpite dal coronavirus. Durante la giornata di martedì una quarantina di persone si sono rivolte ai dipendenti del Servizio di epidemiologia. Il tendone è a disposizione degli interessati dalle 7 alle 22. Qui le persone non vengono sottoposte a visite mediche, come ha precisato Vladimir Mićović, direttore dell’Istituto predetto, bensì si proceda alla raccolta di dati riguardanti il loro soggiorno in Italia e il loro stato di salute. Dopodiché si decide il da farsi.

A Zara nessun caso di coronavirus
Dalla Clinica per le malattie infettive “Fran Mihaljević“ di Zagabria giungono ottime notizie per quanto riguarda il marittimo croato rientrato da Genova. Ebbene è risultato negativo il test al coronavirus al quale è stato sottoposto l’uomo rivoltosi all’ospedale di Zara nella giornata di martedì. Il marittimo, stando ai medici, ha un semplice raffreddore. Nella Regione di Zara finora non è stato registrato nessun caso di coronavirus.

A scuola lezioni regolari
“Nelle scuole sul territorio croato le lezioni vanno avanti senza problemi”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, Blaženka Divjak. “In accordo con il Ministero della Salute, resta in vigore la raccomandazioni di rinviare tutte le gite in Italia. Inoltre, abbiamo rafforzato le  misure di igiene personale tra gli alunni”.

Il premier: «Scaffali vuoti? Una follia»
“E’ una follia questa corsa incontrollata ai negozi. Capisco la preoccupazione dei cittadini, ma non c’è alcun motivo per lasciarsi sopraffare dal panico”. Lo ha dichiarato il premier Andrej Plenković. “La situazione è assolutamente sotto controllo e noi come governo siamo assolutamente trasparenti: quello che so io come primo ministro, lo sanno anche tutti i cittadini”.

Negativa una donna di Koprivnica che era in Italia
E’ risultato negativo il tampone fatto a una 50.enne di Koprivnica, nel nord-est del Paese, che per motivi di lavoro si trovava in Italia. Al suo rientro dal Belpaese aveva qualche linea di febbre e tosse, e perciò è stata isolata all’ospedale cittadino. Dopo l’arrivo delle analisi dall’ospedale Fran Mihaljević di Zagabria, che hanno scongiurato il contagio, la donna sarà dimessa in giornata.

Panico alla HEP di Zagabria: 15 impiegati mandati a casa
Il panico sta serpeggiando in queste ora nella sede dell’Ente elettroenergetico (HEP) di via Vukovar, a Zagabria. Infatti, il secondo contagiato è impiegato da cinque mesi nella HEP ODS: qui lavoro in turni che condivide con altri sette colleghi, di cui uno accusa i sintomi che potrebbero portare al coronavirus. Come confermato all’ufficio stampa della società, 15 dipendenti sono stati mandati a casa perché sono stati a stretto contatto con il ragazzo. Intanto, la mensa aziendale ha chiuso le porte.

Il viaggio a Milano in autobus
Il 26.enne che è la prima persona ad aver contratto il Covid-19 e la sua fidanzata hanno viaggiato a Milano in autobus. “Stiamo contattando tutte gli amici della coppia, nonché i passeggeri dell’autobus con cui il 26.enne e la sua fidanzata si sono recati nel capoluogo lombardo la scorsa settimana”, ha reso noto la task force della protezione civile. Ricorderemo che il paziente 1, assieme alla sua compagna, era nel capoluogo lombardo tra il 19 e il 21 febbraio scorsi, quando hanno pure assistito al match di Champions League Atalanta-Valencia, disputatosi allo stadio Giuseppe Meazza.

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