«Coefficienti iniqui». Insegnanti in piazza a Zagabria

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«Coefficienti iniqui». Insegnanti in piazza a Zagabria
Foto: Patrik Macek/PIXSELL

I dipendenti del settore scolastico e universitario, insoddisfatti innanzitutto dell’ammontare delle loro retribuzioni, sono scesi in piazza oggi, venerdì 9 maggio, a Zagabria. A organizzare la protesta sono state tre organizzazioni sindacali, ovvero il Sindacato della scienza e dell’istruzione, il Sindacato scolastico Preporod e il Sindacato indipendente dei dipendenti delle scuole medie superiori. La manifestazione ha avuto l’obiettivo di ribadire l’insoddisfazione per la nuova legge sugli stipendi e per il sistema di valutazione degli insegnanti.

Il Governo è stato accusato di cercare di ostacolarli e di mettere a tacere in ogni modo i contestatori. Il raduno dei manifestanti è iniziato in Piazza della Repubblica di Croazia, da dove il corteo si è diretto verso la centralissima Piazza Bano Jelačić. I Sindacati hanno ribadito la richiesta che i coefficienti salariali nei settori della scienza e dell’istruzione vengano aumentati dell’otto per cento, che gli insegnanti vengano esclusi dall’obbligo della valutazione finché non si trovi una soluzione adeguata e che l’applicazione frontale dell’insegnamento modulare venga abbandonata per un anno.

Nuova agitazione in vista

Se nulla si muoverà sarà possibile uno sciopero nelle scuole a giugno.
La folla di manifestanti ha espresso la propria insoddisfazione con fischietti, bandiere sindacali e striscioni con scritte del tipo: “I coefficienti sono ingiusti, chiediamo un cambiamento!”, “Aumento salariale = aumento della dignità”, “Ogni lotta è una vittoria”, “Dividere i Sindacati e comandare! Non funzionerà!”, “Non ci lasceremo calpestare”, “L’istruzione e la scienza sono importanti, tranne quando rivendicano i loro diritti” e “Non sono un insegnante, ma li sostengo”. Prima della protesta, gli organizzatori hanno accusato il Governo di manipolare e sfruttare la propria posizione di potere per impedire ai dipendenti di partecipare alla protesta e lottare per una posizione più equa per la scienza e l’istruzione. I leader sindacali hanno anche affermato di essere pronti a un accordo e al dialogo nell’interesse di tutti i dipendenti, ma hanno rilevato pure che non si lasceranno “comprare a basso prezzo”.

Il Ministero della Scienza, dell’Istruzione e della Gioventù ha reagito sottolineando che, alla luce di tutto ciò che è stato fatto negli ultimi dieci anni per migliorare la situazione materiale e immateriale dei dipendenti dell’istruzione, non vi sono motivi di protestare. La protesta, originariamente prevista per venerdì 25 aprile, era stata rinviata a causa della morte di Papa Francesco.

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