Presso la Comunità degli Italiani di Cittanova si è aperta la terza mostra personale di Maurizio Barbo, un appuntamento artistico che segna una profonda evoluzione espressiva per l’autore. Intitolata significativamente “Panorami” e accompagnata dal suggestivo sottotitolo in istroveneto “Dal gran de ua ala grande luna”, l’esposizione rappresenta un viaggio intimo e tecnico attraverso il territorio, catturando lo sguardo di una vasta ed entusiasta affluenza di pubblico.
Questa terza tappa espositiva evidenzia un radicale cambio di stile e di tecnica per Barbo. Al centro della ricerca si colloca il concetto stesso di panorama, sviscerato attraverso prospettive inedite e angolazioni insolite. I paesaggi naturali e urbani si trasformano sotto l’obiettivo, offrendo geometrie e visioni non facilmente riconoscibili al primo sguardo.
L’autore scardina la staticità della cartolina classica per proporre un dinamismo visivo in cui le forme mutano, si allungano o si stringono, alternando sentimenti di allegria a una rigorosa astrazione formale. “Sono panorami, scorci, dettagli che guardiamo ogni giorno, ma in realtà non vediamo – commenta il fotografo -. Siamo abituati a vedere le cose sempre allo stesso modo, appena l’obiettivo cattura un dettaglio, anche vicino, in più, non sempre le riconosciamo”.
Un desiderio autentico
La spinta profonda che ha guidato la creazione di questo ciclo di opere nasce dal desiderio autentico dell’artista di misurarsi con ciò che non era ancora riuscito a realizzare durante il proprio percorso lavorativo. Si avverte la soddisfazione genuina e il “gusto” di dare forma a un’urgenza espressiva rimasta a lungo nel cassetto. “Mi volevo dedicare ai panorami già molto tempo fa, ma mentre lavoro non ne avevo il tempo – ammette Maurizio Barbo -. Ora, che sono in pensione cerco di dare forma ai sogni rimasti irrealizzati”.
In un’epoca dominata dalla manipolazione digitale, Barbo compie una scelta di campo netta e coraggiosa: la sua fotografia è puramente reale, sviluppata senza l’ausilio di decorazioni o alterazioni digitali in post-produzione, se non quelle strettamente necessarie. La macchina fotografica torna a essere lo strumento d’elezione per catturare la verità della luce, una scelta che evoca una vera e propria “poesia visiva”. Lo scatto diventa così un atto di sintesi, una “macchina fotografica a forma di poesia” che ferma il tempo.
Il suggestivo sottotitolo “Dal gran de ua ala grande luna” racchiude l’intero arco temporale e concettuale della mostra. Le opere si muovono idealmente nel periodo compreso tra l’eclissi di luna e l’inizio della crescita dell’uva, legando i cicli della terra a quelli del cosmo.
I colori cittadini
Un rilievo particolare è stato dedicato ai colori di Cittanova, riscoperti e reinterpretati attraverso accostamenti cromatici sorprendenti. Barbo esplora la dimensione notturna della cittadina, valorizzandone le luci artificiali, i riflessi, i giochi d’ombra e le manifestazioni che la animano, così come gli ombrelli sospesi tra le sue vie. L’esposizione non si limita tuttavia alla bidimensionalità della fotografia tradizionale. Tra i passaggi più originali dell’allestimento si segnala l’ulteriore sottotitolo “Tele Cittanova”: foto impresse direttamente su tela, che però hanno incuriosito il pubblico proprio per l’assonanza con la televisione. Proprio questi giochi di parole hanno invogliato i presenti ad assistere all’inaugurazione di “Panorami”, per capire meglio quale fosse il soggetto dell’esposizione.
La mostra è stata aperta dalla lettura di una poesia, composta dallo stesso Barbo, artista a tutto tondo, incentrata anch’essa su giochi di parole: “Faccio un po’ come Renato Zero, al posto di usare una parola per esprimere un concetto ne uso dieci – scherza l’autore -. Così i presenti si devono sforzare per trovare il significato, è un esercizio mentale, bisogna capire quello che è stato scritto o in questo caso letto”.
Curiosa e di grande impatto la presenza di particolari composizioni realizzate con l’ausilio di barattoli, che testimoniano lo spirito eclettico dell’apertura alla sperimentazione di Maurizio Barbo.
L’esposizione ha registrato riscontri estremamente positivi, richiamando non solo i residenti ma anche numerosi visitatori provenienti da Buie e dalle località limitrofe. “Maurizio è molto attivo nella nostra Comunità, quindi erano presenti i membri del gruppo creativo per offrirgli supporto e questo ci fa molto piacere – ha commentato Cristina Fattori, presidente del sodalizio cittanovese -. La Comunità degli Italiani vuole offrire uno spazio vitale capace di dare risalto alle persone del territorio, dedicando una vetrina istituzionale anche ad autori non professionisti ma animati da talento e passione”.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































