Gli incontri tra le Comunità degli Italiani si sono rivelati nuovamente un prezioso momento di connessione con le proprie origini. Quando realtà diverse della CNI si ritrovano, non si tratta solo di uno scambio formale, ma di un viaggio nella memoria collettiva, un’occasione per condividere storie, sapori, canti e tradizioni che definiscono l’identità comune. In queste giornate di dialogo e scoperta reciproca, ogni parola, ogni gesto e ogni sorriso diventano ponti tra generazioni e territori, rafforzando un sentimento d’appartenenza che continua a unire oltre i confini e il tempo. Così è stati anche presso la Comunità degli Italiani di Castelvenere, che lo scorso fine settimana ha accolto i soci della Comunità degli Italiani di Zagabria. Un incontro che è andato ben oltre la semplice visita istituzionale, trasformandosi in un vero e proprio abbraccio tra connazionali, un intreccio di culture, esperienze e affetti.
Il gruppo, composto da trentasei membri del sodalizio della capitale, ha fatto dapprima tappa al sodalizio di Valle, dove è stato accolto dal presidente della CI Fabrizio Fioretti. Il giorno successivo, il viaggio è proseguito verso Castelvenere, dove la presidente Tamara Tomasich e i membri della Comunità locale hanno preparato un’accoglienza calorosa, curata in ogni dettaglio. Ad accogliere gli ospiti è stata la stessa Tomasich, orgogliosa di presentare la vivacità della propria Comunità, mentre a guidare il gruppo di connazionali di Zagabria sono stati Daniela Dapas, presidente della CI zagabrese, e Oskar Arlant, suo vice, che ha partecipato anche in rappresentanza della Città di provenienza. La loro presenza ha conferito all’incontro un valore ancora più significativo, testimoniando l’impegno delle istituzioni e delle Comunità nel mantenere vivi i legami culturali e affettivi che uniscono gli italiani. Entrambi hanno espresso grande apprezzamento per l’accoglienza ricevuta e per l’energia con la quale la CI di Castelvenere custodisce e promuove il patrimonio comune.

“Abbiamo mostrato loro la nostra sede, le nostre attività, il nostro borgo medievale e fatto assaporare i dolci tipici del territorio, realizzati da Roberta Rihter e Loredana Novak. Inoltre, abbiamo visitato l’azienda agricola familiare ‘Dorina’, dei connazionali Danilo e Leni Pištan, dove abbiamo degustato il latte delle loro asine e conosciuto questi meravigliosi esemplari. La giornata è finita tra brindisi e risate”, ha rilevato con fierezza Tamara Tomasich.
Le parole della presidente, intrise di calore e gratitudine, hanno ben sintetizzato lo spirito dell’incontro, un sincero scambio di culture e tradizioni, animato da una comune identità e da un profondo senso d’appartenenza.
All’interno della sede, gli ospiti hanno potuto conoscere le molteplici attività che rendono viva la CI di Castelvenere, dal teatro alla danza, fino alla musica, rappresentata in questa occasione dal gruppo vocale maschile “Castrum Veneris”, diretto dal Maestro Teo Biloslavo. Il gruppo ha eseguito con grande maestria e intensità un repertorio di brani tradizionali, tra cui “La villanella”, “Zrasla mi ladonja”, “Molighe el fil che’l svoli”, “Marinaresca” e “Quel mazzolin de fiori”, oltre ad altre canzoni eseguite a cappella. Le voci dei cantori, perfettamente amalgamate, hanno trasmesso al pubblico un profondo senso di convivialità, unione e appartenenza, trasformando l’incontro in un momento d’intensa condivisione musicale e umana.

Conoscere il territorio
Ma la giornata non si è limitata alle mura della Comunità. I membri della CI di Castelvenere hanno voluto condurre gli amici di Zagabria alla scoperta del territorio, tra profumi, sapori e paesaggi autentici. Presso l’azienda agricola “Dorina”, dopo l’assaggio del delicato latte d’asina, i visitatori hanno potuto ammirare da vicino questi nobili animali, simbolo di pazienza e forza. Come ricordo della giornata, il proprietario ha voluto omaggiarli con un flacone di questo prezioso prodotto, segno tangibile di un incontro all’insegna della generosità e dell’amicizia.
“Ringrazio gli amici connazionali di Zagabria per averci fatto visita e l’Unione Italiana che, attraverso un programma apposito, rende possibili questi meravigliosi scambi tra Comunità degli Italiani. Un grazie speciale va a Marvi Novak Krenek, Manuela Brčić, Ivana Brčić Prodan e Matei Novak, nonché a tutti gli attivisti che, come sempre, hanno rappresentato la nostra CI, dimostrando che i sodalizi non sono fatti di mattoni, ma di cuori”, ha sottolineato la Tomasich.
Dopo due giorni intensi, ricchi di scoperte e momenti condivisi, i soci della CI di Zagabria sono ripartiti portando con sé tanti bei ricordi come pure nuove amicizie e il desiderio di rincontrarsi presto. A Castelvenere, intanto, resta la dolce consapevolezza che la cultura e l’identità italiana in Istria e oltre si custodiscono e si rinnovano proprio così, con incontri sinceri, gesti semplici e un grande cuore aperto. Tra le colline e le pietre antiche di Castelvenere, questo incontro ha lasciato un segno profondo, intrecciando il calore umano alla forza delle radici comuni. Le voci, i sapori e i sorrisi hanno raccontato più di mille parole, rivelando un territorio che vive della propria gente e delle proprie tradizioni condivise. Nel saluto finale, è rimasta nell’aria la certezza che ogni scambio, ogni canto e ogni abbraccio siano tasselli preziosi di un cammino collettivo, dove il senso d’appartenenza si trasforma in futuro, e il legame tra le CI continua a fiorire come una promessa di unità e memoria viva.
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