CAN di Isola, seduta tra tensioni e polizia

Seduta tesa a Palazzo Manzioli: parte del pubblico rifiuta di uscire, gli agenti chiamati a mediare

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CAN di Isola, seduta tra tensioni e polizia
L'intervento della polizia. Foto: AIA

La XIX seduta ordinaria del Consiglio della CAN di Isola si è distinta per i momenti di forte tensione e per la necessità di richiedere l’intervento della polizia. L’ordine del giorno prevedeva la seconda lettura e deliberazione del “Regolamento sull’organizzazione interna e sull’organico del personale dipendente”. Il documento, predisposto con il supporto di un legale, era già stato discusso in prima lettura lo scorso 26 giugno e successivamente sottoposto al parere del sindacato, costituitosi il 9 luglio, mentre la sua approvazione era prevista per la riunione del 27 agosto, poi rimandata. Durante la seduta di venerdì sera 5 settembre, a Palazzo Manzioli, il presidente del Consiglio Jan Pulin ha ribadito che l’iter di approvazione del regolamento si è svolto nel rispetto delle disposizioni della legge sul lavoro e che la nuova discussione, pur non obbligatoria, era stata inserita per garantire maggiore trasparenza.

La riunione ha però assunto toni accesi quando, in seguito a osservazioni su alcuni passaggi del discorso del presidente, una parte del pubblico ha iniziato a rumoreggiare sommessamente. La situazione ha spinto il consigliere Felice Ziza a proporre la chiusura della seduta al pubblico, come previsto dal regolamento interno. La proposta, messa ai voti, è stata approvata a maggioranza suscitando proteste tra i presenti. Alcuni cittadini hanno contestato la legittimità del provvedimento, sostenendo che l’articolo 2 menzionato serva a tutelare l’interesse pubblico, non a chiudere le porte. Secondo Bruno Orlando, tra i presenti, “l’interesse pubblico era che la riunione restasse aperta, anche perché i presenti erano tranquilli e silenziosi”.

Poiché una parte di loro si è rifiutata di lasciare la sala, il presidente ha richiesto l’intervento della polizia. Gli agenti intervenuti hanno ascoltato ambo le parti, chiarendo che la decisione sulla partecipazione del pubblico non rientrava nelle loro competenze. Pulin ha spiegato la decisione con le seguenti parole: “La volontà di una piccola minoranza di agitatori, tra cui anche esponenti di forze politiche, di impedire ai consiglieri di lavorare nell’interesse della Comunità Nazionale Italiana dimostra un piano, che viene da più lontano e che investe personaggi che, sconfitti più volte alle elezioni democratiche a tutti i livelli, aizzano i loro seguaci per rendere ingovernabile la CAN di Isola”. La riunione è ripresa a porte chiuse.

Il Consiglio ha approvato in via definitiva il regolamento sopra menzionato, che secondo Pulin non modifica i contratti in essere ma riorganizza alcune mansioni per ottimizzare il lavoro. Critica la rappresentante sindacale dei lavoratori della CAN, Clio Diabatè, che ha commentato: “Questa proposta di regolamento necessitava di un incontro faccia a faccia, affinché si spiegasse nel concreto quello che accadrà. Noi abbiamo fatto presente che le procedure non sono state rispettate. Adesso l’atto è stato accolto, ma la cosa grave è che non si sia voluto dialogare. Questo è un dato di fatto, per cui non è chiaro quali saranno le singole mansioni né chi guiderà concretamente il servizio professionale di Palazzo Manzioli”.

Una posizione corroborata da una nota della Confederazione sindacale ’90 a tutela dei dipendenti. La serata si è così conclusa in un clima di divisione, con il regolamento approvato ma tra polemiche sul metodo e sulla gestione dei rapporti con il pubblico e i lavoratori.

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