Una mattinata diversa dal solito tutta dedicata alla solidarietà. L’allenatore Radomir Đalović e i calciatori Luka Menalo e Silvio Ilinković hanno fatto visita alla cucina della Croce Rossa a Pećine mettendosi ai fornelli. In realtà non si sono messi ad affettare, bollire e cucinare, ma hanno comunque indossato i grembiuli, si sono rimboccati le maniche e gomito a gomito hanno iniziato a confezionare i pasti che poi i volontari dell’associazione distribuiranno ai bisognosi. Un’iniziativa volta a sensibilizzare sull’importanza e la necessità di servizi destinati ad aiutare la fasce più a rischio della comunità cittadina, anche attraverso l’impegno in prima persona degli atleti. Il Rijeka riveste un importante ruolo sociale grazie alla sua capacità di coinvolgere, influenzare e orientare migliaia di persone. E come tale il suo impegno va ben oltre il campo di gioco, con l’obiettivo di promuovere azioni di responsabilità sociale e beneficenza verso la collettività e verso coloro che ne hanno maggiormente bisogno.

“Il Rijeka aderisce sempre volentieri a questo tipo di iniziative – sorride Radomir Đalović mentre ripone le varie pietanze preparate dai volontari nelle apposite vaschette –. Aiutare il prossimo è un gesto nobile e anche quello più piccolo può fare un’enorme differenza. E se siamo qui è proprio per veicolare questo messaggio e sensibilizzare le persone sull’importanza della beneficenza. Anche in futuro parteciperemo con piacere a questo tipo di iniziative”.
Un concetto condiviso anche da Luka Menalo e Silvio Ilinković. “Siamo rimasti sorpresi quando ci hanno comunicato il numero di persone che usufruisce dei pasti, che sono molte di più di quello che pensavamo. E questo deve farci riflettere. C’è bisogno di più iniziative di questo genere. Come si sta in cucina? Un po’ come in campo: alla fine è un gioco di squadra”, hanno aggiunto in coro Luka e Silvio, i quali per una volta hanno tolto la maglia biancocrociata per indossare il grembiule da cucina.
E alla fine della mattinata è stata la volta degli immancabili selfie e di quattro chiacchiere con i volontari, molti dei quali tifosissimi del Rijeka.
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