Buie. Giovani attori in scena con vivacità e spontaneità

Sul palco del sodalizio i ragazzi della CI di Verteneglio, della «Giovanni Palma» di Torre e la «Filodrammatica Fioi» della CI ospitante

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Buie. Giovani attori in scena  con vivacità e spontaneità
Foto CI Buie

La sede della Comunità degli Italiani di Buie si è accesa di una luce diversa, quasi teatrale, già prima che il sipario si aprisse davvero con un via vai di bambini emozionati, giovani attori che ripassavano le battute sottovoce, genitori che sorridevano per nascondere l’orgoglio, dirigenti che controllavano ogni dettaglio con la cura di chi sa che la cultura è fatta di gesti piccoli ma fondamentali. La serata di sabato scorso, pensata come occasione d’incontro e condivisione tra sodalizi, ha messo in scena la passione delle filodrammatiche giovanili e, quando le luci si sono abbassate, è iniziato un viaggio attraverso l’entusiasmo, la creatività, la fragilità e la forza dei giovani attivisti nel quale il teatro è diventato specchio, gioco, identità. La presentazione, affidata a Martina Dussich, responsabile del Settore artistico della CI buiese, ha aperto come un invito non solo a guardare, ma a riconoscere, ribadendo come quella fosse “una serata che parla di cultura, di identità, di lingua… e di comunità”. Ha ricordato che fare filodrammatica con i giovani significa offrire loro “un luogo dove crescere insieme, imparare, collaborare, mettersi in gioco”, sottolineando l’importanza di mantenere vivo il nostro modo di parlare, sia in dialetto istroveneto sia in lingua italiana. Le sue parole hanno fatto da filo conduttore della serata, che è stata la definizione netta di un progetto culturale che si nutre di cura e di memoria.

Giovani attori di Verteneglio

I primi a salire sul palco sono stati i ragazzi della CI di Verteneglio, un gruppo che si è ricostituito quest’anno sotto la guida di Giulia Dussich. Il loro percorso, rapido e deciso, li ha già portati fuori dalla sede di Verteneglio, sul palco del Festival dell’istroveneto e perfino a Castelfranco Veneto, raccogliendo applausi e una standing ovation che li ha incoraggiati a proseguire. A Buie hanno portato in scena la loro versione di “Non tutti i ladri riva per nuocer”, una rivisitazione dell’umorismo e della provocazione sociale alla maniera di Dario Fo. La scelta dell’opera non è stata casuale in quanto, come sottolineato, in un mondo fatto di equivoci e maschere, la commedia costruisce una domanda sorniona sui ruoli sociali, mettendo in luce come i giudizi affrettati raramente colgono la complessità delle persone.

La regia di Giulia ha accompagnato i giovani interpreti Thomas Rovina, Nikol Beletić, Nika Drušković, Nikki Bernobić, Reanna Barnabà e Ruben Paljuch in un gioco di ritmi comici e situazioni paradossali, dove il “ladro” si è dimostrato tutt’altro di quanto apparisse e dove la verità si è svelata attraverso il riso. La messa in scena, agilmente calibrata, ha strappato applausi sinceri e ha mostrato una qualità scenica sorprendente per un gruppo così giovane. Si è percepita la voglia di sperimentare, di confrontarsi con testi che stimolano la fantasia critica e il pubblico ha risposto con calore, apprezzando la freschezza e la determinazione di un collettivo che ha già saputo farsi notare.

Le avventure di Torre

A seguire, la filodrammatica giovani della CI “Giovanni Palma” di Torre è salita sul palco con l’innocenza vivace dei bambini dai sei ai dieci anni e con la disciplina gioiosa di chi ama recitare. Diretta da Linda Mušković, che oltre a scrivere e dirigere le commedie, compone poesie in rima e inventa coreografie per i balletti del gruppo, la compagine di Torre ha portato la più recente puntata del suo progetto ricorrente, “Le avventure di San Martino”. Ogni anno, a metà novembre, questi piccoli attori si cimentano in una nuova avventura dedicata al loro patrono e la tradizione si rinnova come un rito collettivo che lega il paese, la scuola e la comunità. Lo spettacolo presentato a Buie, l’ultima e più fresca creazione della serie, ha mostrato bambini entusiasti, volenterosi e sempre più sicuri sul palcoscenico. Neva, Flora, Sara, Iris, Enea, Stella, Sasha e Vita hanno respirato insieme ogni battuta, ogni movimento, imparando la disciplina del gruppo e il piacere della condivisione. La loro recitazione è stata la manifestazione di una passione per il teatro che Linda Mušković alimenta con pazienza e fantasia. La presenza del gruppo di Torre, che si esibisce con gioia anche in altre sedi amiche, ha dato alla serata un tono familiare, un richiamo alle radici e alla continuità delle pratiche culturali locali che si tramandano alle nuove generazioni.

Foto CI Buie

I padroni di casa

È arrivato poi il gran finale con i ragazzi della “Filodrammatica Fioi” della CI di Buie, che hanno chiuso la serata come una ciliegina su una torta già più che squisita. Composto da nove giovani interpreti, Lara Vigini, Leo Vigini, Simone Vežnaver, Emma Markov, Ivana Estelle Beletić, Liam Acquavita Kozlović, Alex Acquavita Kozlović, Dino Paljuh e Nika Vižintin, il gruppo non si è limitato a partecipare, ma ha portato sul palco una produzione pensata, curata e densa di personalità. Intitolata “Cenerentola e il principe delle luganighe”, è tratta dal testo originale “Cenerentola e il principe buzzurro” di Camillo Vittici e reso in istroveneto grazie all’adattamento e alla traduzione di Lena Korenika, direttrice artistica del gruppo nonché presidente del sodalizio organizzatore. La performance è stata la prova tangibile di cosa significhi coltivare il teatro giovanile con costanza e amore. Il testo, con la sua ironia e la sua modernità popolare, ha lasciato spazio al carattere di ciascun interprete, grazie alle scelte registiche che hanno valorizzato le singole personalità e, al tempo stesso, il senso di squadra. I movimenti scenici, i tempi comici, la coralità dei momenti più intensi, hanno rivelato un gruppo che lavora con armonia e che ha saputo fare del palcoscenico una casa, un luogo dove si impara a fidarsi, a sostenersi e a osare. La partecipazione a manifestazioni come “Tutte le arti in scena” a Trieste, la presenza costante al Festival dell’istroveneto e i numerosi inviti dalle CI vicine non sono semplici vetrine, ma il frutto di un laboratorio educativo che ha fatto della filodrammatica buiese un luogo di crescita.

Foto CI Buie

A conclusione di ogni esibizione, Lena Korenika ha consegnato un dono a ogni dirigente presente come ricordo della serata, gesto che ha suggellato il carattere comunitario dell’evento. Una serata dove il pubblico non ha applaudito solo le recite, ma ha riconosciuto un luogo che investe sui giovani, sulle tradizioni linguistiche, sulla capacità di raccontarsi con ironia e affetto. Un mosaico fatto di pezzi differenti che, una volta uniti, hanno restituito un’immagine nitida della vitalità culturale giovanile, dove ogni gruppo ha portato la propria cifra stilistica, le proprie ambizioni e la propria storia.

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