Passano nelle mani dell’Unione Italiana i diritti di fondazione della Scuola italiana dell’infanzia “Pinocchio” di Zara, come chiesto lo scorso 3 aprile a Isola dagli stessi consiglieri, che avevano incaricato i propri legali rappresentanti a condurre in porto l’operazione, al fine di mettere così al sicuro l’istituzione da possibili ed eventuali ripercussioni della crisi che da un po’ di tempo sta attanagliando la Comunità degli Italiani. Il presidente dell’UI, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, e il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin, si sono recati a Zara il 23 aprile e hanno attuato la succitata decisione.

Riuniti questa sera, mercoledì 7 maggio, nella sede della Comunità degli Italiani di Verteneglio, i consiglieri hanno ratificato il contratto sottoscritto dall’UI con il presidente del sodalizio zaratino, Pavle Marušić, sull’acquisizione, rispettivamente la cessione della proprietà di un’istituzione che costituisce un unicum nel panorama della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia e non solo perché è persona giuridica privata (mentre tutti gli altri asili italiani in Istria e nel Quarnero sono pubblici), ma anche perché è il primo (e solo) istituto prescolare italiano aperto in Dalmazia dalla chiusura forzata di tutte le altre istituzioni nel 1953. Si attende ora l’iscrizione presso i rispettivi registri.
Inaugurata nel 2013, la maggior parte delle attività della Scuola materna sono sovvenzionate dall’UI di Fiume – già proprietaria dell’edificio –, dall’Università Popolare di Fiume, dalla Città di Zara (che copre fin dall’inizio le spese per gli educatori) e da altre fonti, mentre i mezzi per il personale ausiliario sono ricavati dalle entrate derivanti dalla rette. In pratica, per l’UI non ci saranno ulteriori oneri finanziari. A frequentare l’asilo sono in tutto 40 bambini, suddivisi in due sezioni. L’istituzione funziona e le difficoltà cui era andata incontro erano costituite dall’impasse in cui si trova la CI di Zara da ormai due anni (non ha presentato i bilanci consuntivi per il 2023 e il 2024, come ha osservato Corva).
Cambia anche il Consiglio d’amministrazione, in quanto il fondatore nomina il presidente e cinque membri, di cui almeno la metà in sua rappresentanza, mentre gli altri vengono indicati dai genitori e dagli educatori/collaboratori professionali. Pertanto, a nome dell’UI entrano a far parte dell’organismo, per il mandato 2025-2029, il fiumano Ladislav Radoslović, avvocato di fiducia dell’associazione, Neda Šainčić Pilato (presidente della CI di Visinada, già consigliera dell’Assemblea dell’UI, esperta in contabilità) e, in qualità di presidente, l’umaghese Roberta Lakošeljac (consigliera dell’Assemblea dell’UI, ededucatrice prescolare e ferrata in materia, tra l’altro già alla direzione di asili); mentre i genitori hanno proposto Roman Morović e i dipendenti hanno scelto Snježana Šuša (nel 2013 era stata la prima direttrice della Scuola dell’infanzia “Pinocchio”).

Amministrative in Croazia: importante dichiararsi italiani
Focus sulle elezioni amministrative e locali del 18 maggio in Croazia. Merita la nostra fiducia chi ci rispetta: questo il senso della risoluzione – frutto di riflessioni fatte insieme da Demarin, Tremul e Corva – approvata dall’Assemblea UI, che a dieci giorni dal voto ha preso posizione in tema di Amministrative croate 2025. È un appuntamento elettorale importante – come ha sottolineato e ripetuto Demarin –, perché “determinerà quali forze politiche e programmi operativi reggeranno” per i prossimi quattro anni Regioni, Città e Comuni, ossia quelle realtà locali nelle quali la CNI è storicamente insediata e realizza – sulla base di accordi internazionali, dell’ordinamento giuridico-costituzionale della Repubblica di Croazia, degli Statuti e altri atti fondamentali – gran parte dei diritti che le sono stati riconosciuti. Occhi puntati in particolare al rinnovo delle Assemblee regionali e dei Consigli municipali/comunali.
Oltre all’invito a recarsi ai seggi, Demarin ha constatato con rammarico la riduzione del corpo elettorale italiano in Istria, che rispetto ai 12.000 aventi diritto al voto di quattro anni fa è sceso ora a poco più di 9.450 persone, il che meriterebbe un discorso a parte perché si tratta di un calo “preoccupante”. Demarin ha raccomandato di esercitare il “doppio voto”, ossia di richiedere espressamente alle Commissioni elettorali (che non sono obbligate a consegnarle di loro iniziativa) le schede cosiddette minoritarie o particolari, ossia quelle contenenti i nominativi dei candidati a vicepresidente della Regione/vicesindaci in quota CNI.

Per il presidente dell’Assemblea, i connazionali dovrebbero essere più partecipi alla vita politica e si è complimentato con tutti coloro che, sia da indipendenti, o nell’ambito di liste civiche o partitiche, hanno voluto mettersi in gioco, auspicando che “l’abbiano fatto per il bene collettivo e non personale”. Anche il consigliere abbaziano Krsto Babić ha espresso apprezzamento ai candidati della CNI per il loro coinvolgimento e la voglia di fare, con senso di sacrificio e la consapevolezza che se vogliamo ottenere qualcosa dobbiamo anche contribuire, perché il futuro non ci spetta di diritto. Sulla questione dell’iscrizione nei registri particolari, Babić ha proposto che all’atto dell’affiliazione, ai soci della Comunità degli Italiani si richieda l’iscrizione negli elenchi elettorali particolari. La cosa fondamentale, ha rimarcato Demarin, è dichiararsi di nazionalità italiana, che è quello che conta anche per le autorità.
Veniamo alla risoluzione. Nessun suggerimento concreto su come orientarsi di fronte all’urna, ma piena libertà di scelta – ciascuno deve agire secondo coscienza e credo politico, come si premette nel documento –, solo un’indicazione di massima: sarebbe opportuno optare per i partiti e le forze politiche che storicamente hanno dimostrato, con la loro azione, ovvero hanno inserito nei loro programmi elettorali, una serie di valori e di principi. “C’è solo la Dieta”, ha commentato il consigliere di Lussinpiccolo, Andreino Maglievaz. E guardando alle esperienze del passato, l’UI ha ricordato lo stretto rapporto di collaborazione instaurato con la Dieta Democratica Istriana.

Nel 1992, nel 1997 e nel 2013, in occasione delle elezioni amministrative, l’UI aveva sottoscritto specifiche intese elettorali con il partito della capra, che nella sua gestione dell’amministrazione e dell’autogoverno locale e regionale ha sostenuto e promosso, fin dall’inizio, la convivenza e il dialogo interculturale, ma soprattutto l’autoctonia e i diritti degli italiani di queste terre, inserendo la specificità della CNI negli Statuti comunali, cittadini e regionale in Istria. Un trattamento che si è tradotto in una serie di principi che la CNI considera vitali e di grande rilevanza: dal bilinguismo alla partecipazione politica, dall’educazione-istruzione al mantenimento e sviluppo della cultura e dell’identità nazionale.
Principi e valori imprescindibili
In tale ottica, la preferenza andrebbe andata a quanti, per l’appunto, faranno propri alcuni principi e valori considerati imprescindibili, come ad esempio il rispetto e la tutela dei diritti delle minoranze nazionali, la tutela e il rafforzamento dei diritti acquisiti, l’attuazione del Trattato tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica Italiana sui diritti delle minoranze del 1996, in particolar modo la promozione e la diffusione del bilinguismo nelle aree d’insediamento storico della CNI. Nella decina di punti evidenziati nel testo dell’Assemblea UI, sono contemplati, inoltre, l’impegno volto a garantire e sostenere l’autonomia delle istituzioni prescolari, scolastiche e universitarie in lingua italiana, nonché di incentivare la creazione e la fondazione di nuove istituzioni educative-istruttive nei Comuni e nelle Città bilingui.

Si menziona, inoltre, la necessità di sostenere e valorizzare i progetti relativi al mantenimento e al rafforzamento delle parlate tipiche di quest’area, come l’istroveneto, l’istrioto e il fiumano, mentre si dovrebbe tradurre in un “imperativo” assicurare e possibilmente aumentare le risorse destinate a finanziarie le attività delle Comunità degli Italiani, della CNI e delle sue istituzioni in generale (nella fattispecie, l’Edit, il Centro di ricerche storiche di Rovigno, il Dramma Italiano e l’Unione Italiana con sede a Fiume).
Sul piano politico, invece, sarebbe auspicabile che la piattaforma politica dei candidati contenesse riferimenti espliciti all’autonomia elettorale e all’appartenenza apartitica dei candidati per i posti di rappresentanti della CNI eletti direttamente alle funzioni di vicesindaci e vicepresidenti regionali, ai quali dovrebbe essere reso possibile partecipare pienamente e direttamente al potere esecutivo assicurando loro tutti i diritti derivanti dalle competenze del potere esecutivo stesso.

Un altro segmento da attenzionare riguarda il rispetto e la piena attuazione delle disposizioni degli Statuti comunali, cittadini e regionali concernenti i diritti della CNI e la loro ulteriore implementazione, come pure il mantenimento e rafforzamento, nella Regione istriana, dell’azione del Dipartimento amministrativo per la minoranza nazionale italiana, gli altri gruppi etnici e i giovani. Infine, ma non per ultimo, è auspicabile che nel programma sia inserito anche l’impegno alla coerente applicazione, per quanto di loro competenza a livello locale e regionale, delle disposizioni e delle misure atte alla realizzazione delle attività del Piano operativo per la CNI adottato dal Governo croato.
Quale futuro per Finistria?
Accolto il bilancio consuntivo 2024 della Finistria, società dell’UI che è in pratica inattiva da anni e della quale “non stiamo trovando utilità”, come ha rilevato Corva. Bisognerà decidere in quale direzione andare, ma il futuro della Finistria non si prospetta roseo. Dopo le dimissione di Romina Gruber, che ha voluto lasciare l’incarico, il presidente della Giunta esecutiva assume anche l’incarico di direttore della società.
Disco verde al bilancio consuntivo 2024 delle due istituzioni di cui l’UI è fondatore, vale a dire l’Edit di Fiume e il Centro di ricerche storiche di Rovigno. I consiglieri fiumani Flavio Cossetto ed Enea Dessardo, e il collega di Cittanova, Glauco Bevilacqua, hanno cercato di approfondire alcuni aspetti riguardanti l’Edit, dal turn over alla stabilità finanziaria e alla sua stessa struttura. Demarin ha concluso che sull’Edit sarà necessario convocare a breve una seduta tematica dell’Assemblea, per discutere tanto dei problemi quanto del rilancio della Casa editrice della CNI.
Prima di chiudere i lavori, riferendosi alla Slovenia e agli inviti della Commissione nazionalità, il consigliere fiumano Mauro Graziani ha sollevato la questione della rappresentanza dell’UI e dell’unitarietà. Si farà chiarezza, fornendo un’interpretazione certa dello Statuto, in una delle prossime sessioni dell’Assemblea, come annunciato da Demarin. Rigettata l’ipotesi di un “rimpasto” della Giunta esecutiva: l’idea di Graziani era quella che Corva, che ricopre l’incarico a interim, rinunciasse allo stesso per preparare una persona che gestirà in futuro un settore delicato come quello della Comunità degli Italiani.

Fate sentire la nostra presenza
In sala, tra gli ospiti, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva UI, Marino Corva, il direttore dell’ente giornalistico editoriale Edit di Fiume, Christiana Babić, e il direttore del Centro di ricerche storiche di Rovigno, Raul Marsetič. Alla quindicesima seduta hanno partecipato 45 consiglieri.
Dopo il benvenuto del presidente della Comunità degli Italiani di Verteneglio, Eric Persel, ai consiglieri si è rivolta la vicepresidente della Regione istriana in quota CNI, Jessica Acquavita, che ha colto l’occasione per rivolgere ai connazionali un appello importante in vista delle elezioni locali 2025: “Uscite alle urne e facciamo sentire anche attraverso il voto la nostra presenza”. Acquavita, che sarà sicuramente confermata per un secondo mandato visto che è l’unica candidata a questa funzione, ha raccomandato non solo di recarsi ai seggi, ma anche di richiedere esplicitamente le schede riguardanti l’elezione del vicesindaco e vicepresidente della Regione in rappresentanza della Comunità Nazionale Italiana.
Nel punto riservato alle interrogazioni, interpellenze e mozioni, il consigliere Krsto Babić (Abbazia) ha sollecitatto l’UI a intervenire in materia di cimiteri, dato che è stata inviata in procedura la nuova legge e considerata la necessità di tutelare le tombe italiane. Corva ha rilevato che la materia è stata inserita nel Programma operativo per le minoranze nazionali e quindi dovebbe impegnare il Governo croato anche su questo versante. Visto che il dibattito pubblico si è concluso, Tremul ha detto che l’UI potrà agire in Parlamento attraverso il deputato della CNI, Furio Radin.
Babić ha inoltre indicato la necessità di assicurare che le onoranze funebri siano svolte in lingua italiana e il consigliere Glauco Bevilacqua (Cittanova) ha aggiunto che la richiesta andrebbe estesa non solo alla liturgia funebre, ma a tutti i riti religiosi. I vertici dell’UI sono stati pertanto invitati a (ri)prendere i contatti con le autorità ecclesiastiche, affinché ciò sia reso possibile.
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