La Regione istriana sta compiendo un passo decisivo verso la creazione di un sistema sostenibile e moderno per la gestione degli alimenti donati. L’obiettivo è chiaro: ridurre gli sprechi, valorizzare i surplus alimentari e garantire un sostegno continuo alle cittadine e ai cittadini più vulnerabili. Proprio in vista dell’istituzione del futuro banco alimentare regionale, il presidente Boris Miletić e la vicepresidente Gordana Antić hanno ricevuto nella sede della Regione a Pola la direttrice della Croce rossa dell’Istria, Sandra Stipanov. Durante l’incontro, lo zupano ha proposto di affidare alla Croce rossa il ruolo di intermediario nella gestione del futuro banco alimentare.
L’affidabilità della Croce rossa
Alla riunione hanno partecipato anche il responsabile dell’ufficio del presidente, Ivan Glušac, l’assessore regionale alla Salute e all’Assistenza sociale, Davorka Maras-Tkačuk, e Patricija Blažević Benković, collaboratrice alle attività programmatiche della Croce rossa della Regione istriana, nei cui confronti Miletić ha espresso un forte apprezzamento per il lavoro svolto: “La Croce rossa dell’Istria da anni dimostra un altissimo livello di professionalità, solidarietà e responsabilità verso i nostri concittadini più vulnerabili. Grazie alla vostra esperienza, alla rete di volontari e alle capacità logistiche, siete un partner naturale e affidabile a cui possiamo consegnare la gestione del banco alimentare”. Il presidente della Regione ha quindi sottolineato che tutte le attività dovranno essere attentamente pianificate e organizzate, affinché il sistema possa partire il prima possibile e funzionare in modo efficiente fin dal primo giorno. Ha inoltre ricordato che il banco alimentare rappresenta un passo importante anche nel campo dell’economia circolare: i surplus alimentari, invece di diventare rifiuti, si trasformano in risorse preziose per chi ne ha bisogno.
In Croazia sono già attivi nove banchi alimentari, e Miletić è convinto che l’Istria saprà unirsi a questo sistema in modo organizzato e di qualità. “La Regione – ha commentato – è pronta a sostenere l’investimento iniziale e a garantire uno spazio adeguato e attrezzature idonee, mentre la gestione operativa verrebbe affidata alla Croce rossa”.
Salute, ambiente e inclusione sociale
La vicepresidente Antić ha invece ricordato che l’istituzione di un banco alimentare non è solo una questione sociale, ma anche sanitaria e ambientale. “Una corretta e sufficiente alimentazione è fondamentale per la salute, soprattutto per bambini, anziani e malati cronici. Il banco permetterà alle persone con minori risorse economiche di ricevere non solo un pasto, ma un’alimentazione più nutriente e di qualità”, ha detto. Antić ha quindi evidenziato anche l’impatto ambientale dell’iniziativa, dicendo che secondo gli studi, le analisi e le esperienze delle singole Regioni che hanno già avviato banchi alimentari, sia in Croazia che all’estero, si registra una riduzione degli sprechi alimentari del 5 p.c. già nella fase iniziale, e fino al 10 p.c. nel primo anno. Ha inoltre sottolineato l’importanza di individuare un terreno adeguato e una posizione facilmente accessibile, preferibilmente vicino a una strada principale, per facilitare non soltanto l’accesso al banco, ma anche la logistica e la collaborazione con le catene di supermercati e gli operatori firmatari dell’Accordo volontario per la prevenzione dello spreco alimentare, ovviamente sottoscritto anche dalla Regione istriana. L’iniziativa, è stato quindi ricordato, segue gli obiettivi dell’Unione Europea, che punta a ridurre drasticamente lo spreco alimentare entro il 2030.
Servono spazi adeguati
Durante l’incontro non è mancato l’intervento di Sandra Stipanov, che ha informato i presenti circa la visita dei rappresentanti della Croce rossa istriana ai banchi alimentari di Zagabria e Osijek, dove hanno potuto osservare da vicino i vari modelli organizzativi e logistici. Quale esempio di dimensioni e organizzazione Stipanov ha citato in particolare il banco di Osijek, che serve circa 3.500 utenti e conta quattro dipendenti. “Tutto ciò dimostra quanto sia fondamentale una struttura organizzativa e di personale adeguata, oltre a uno spazio idoneo. I nostri attuali locali non sono sufficienti, oltre ad esserci stati affittati”, ha concluso.
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