Familiari, amici e numerosi ex studenti hanno partecipato l’altra sera, nella Biblioteca civica di Fiume, alla presentazione del volume “Mali ilustrirani besedarij Sušaka” (Piccolo vocabolario illustrato di Sušak) di Vera Štimac, amata insegnante di lingua e letteratura croata alla Scuola media superiore italiana. La Sala degli incontri era troppo piccola per accogliere tutti coloro che hanno voluto conoscere la seconda fatica letteraria di Vera Štimac – la prima è stata una raccolta di poesie in ciacavo, intitolata “Sega po malo” (Di tutto un po’) e pubblicata nel 2021 – ed esprimere il loro affetto verso l’insegnante che ha lasciato una traccia profonda nella vita di tante generazioni di studenti dell’ex Liceo e di altri istituti scolastici nei quali ha lavorato.
Un legame con la comunità
A salutare i presenti è stato il direttore della Biblioteca civica, Niko Cvjetković, il quale si è detto compiaciuto per il fatto che per la presentazione del libro sia stata scelta proprio la Biblioteca, rimarcando così il legame dell’ente con la comunità locale. Il secondo motivo, ha proseguito il direttore, è personale, in quanto la prof.ssa Štimac è stata sua insegnante di croato alla SMSI e pertanto “una delle persone che lo hanno spronato a scegliere proprio questa strada professionale e non un’altra”, ha concluso.

La piacevole serata è stata condotta con verve e simpatia dall’ex giornalista di Radio Fiume, Leonida Domijan Fišter. Tra il pubblico si sono trovate anche alcune autorità, come il vicepresidente della Regione litoraneo-montana, Robert Matić, e la capodipartimento regionale per la Cultura, lo Sport e la Cultura tecnica, Sonja Šišić, nonché la direttrice dell’Ente per il turismo del Quarnero, Irena Peršić Živadinov. Robert Matić ha voluto esprimere il suo apprezzamento per il lavoro svolto da Vera Štimac nella tutela e conservazione dei vocaboli del ciacavo urbano di Sušak che stanno sempre più rapidamente cadendo in disuso e ha rilevato come la Regione appoggi e continuerà ad appoggiare iniziative di questo tipo.
Una raccolta di 5mila parole
Uno dei redattori della pubblicazione e autore della prefazione del libro, Mladen Urem, ha spiegato che “Mali ilustrirani besedarij Sušaka” è stato edito dalla sezione fiumana della Matica croata e che conta 5mila parole che rispecchiano l’influenza dell’italiano, del tedesco e di altre lingue nella parlata ciacava di Sušak. “Questo è un libro specifico, in quanto si tratta del primo vocabolario della parlata urbana – ha spiegato Urem –. Esso è pure una sfida per i futuri linguisti, che avranno uno spunto per ulteriori ricerche sociolinguistiche”, ha puntualizzato Urem, aggiungendo che le illustrazioni, realizzate da Magdalena Prvonožec e Cvijeta Veronika Plenković, spezzano visivamente la monotonia del testo stampato. Urem ha rimarcato che l’autrice, quale insegnante di croato e italiano, ha avuto una particolare sensibilità per l’influenza italiana sul dialetto di Sušak.
Milan Zagorac, anch’egli redattore della pubblicazione, ha osservato come sia incredibile la rapidità con la quale stanno scomparendo i dialetti, per cui questa pubblicazione è un contributo alla conservazione della sua memoria e una base per lo studio del ciacavo di Sušak. Ha inoltre rimarcato la bella accentuazione realizzata dal dottorando Matija Mužek.

La dialettologa Marina Marinković, autrice della seconda prefazione del libro, ha rilevato tre importanti elementi della pubblicazione: l’accentuazione, i vocaboli – di cui molti non si usano più e i giovani di oggi non li conoscono –, e le illustrazioni, grazie alle quali questo libro potrebbe essere usato nelle scuole elementari. Ha voluto infine ringraziare l’autrice, definendola “diligente guardiana del nostro patrimonio”.
Lavoro durato un decennio
Ai presenti si è infine rivolta Vera Štimac, spiegando che il lavoro di raccolta delle parole comprese nel vocabolario è durato una decina di anni. “Per tanto tempo segnavo i vocaboli su foglietti di carta – ha osservato l’autrice –. L’ispirazione mi è venuta in Slovenia, dopo aver visto il vocabolario di una parlata locale. Una volta raccolto un numero sufficiente di parole, ho deciso di riunirle tutte in un volume. Nella mia famiglia, a Sušak, si è sempre parlato in ciacavo e forse anche oggi esso è ancora presente nei nuclei familiari, ma sono purtroppo rarissime le occasioni in cui lo posso parlare, per cui ritengo che sia importante rispettarlo e conservarlo”, ha dichiarato l’autrice.
Sono stati numerosi gli ex studenti della SMSI che nel prosieguo della serata hanno voluto ricordare alcuni aneddoti verificatisi durante le lezioni della prof.ssa Štimac all’epoca dell’ex Liceo.
Ad arricchire l’evento è stata la klapa Gradelini di Fiume, che ha proposto tre brani legati a Fiume, a Sušak e al Quarnero.
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