Vertice MED9 a Rovigno: l’Europa mediterranea cerca una strategia comune

Il summit riunisce nove Paesi che rappresentano il 45 per cento della popolazione UE

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Vertice MED9 a Rovigno: l’Europa mediterranea cerca una strategia comune

La città di Sant’Eufemia ospita il vertice dei ministri dell’Interno dei Paesi membri del gruppo MED9, nell’ambito della presidenza croata dell’organismo mediterraneo dell’Unione Europea. Si tratta di uno dei più importanti appuntamenti politici internazionali ospitati quest’anno in Istria che ha preso il via oggi, lunedì 18 maggio, per concludersi domani 19 maggio.

Il MED9 rappresenta il più ampio gruppo regionale all’interno dell’UE e riunisce nove Stati membri mediterranei: Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Malta, Slovenia, Croazia, Grecia e Cipro. Lo slogan scelto dalla Croazia per il semestre di presidenza è “Per un Mediterraneo più sicuro, sostenibile e resiliente”.

L’organismo è stato istituito con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione e coordinare posizioni comuni su temi di interesse strategico, in particolare nei settori delle migrazioni, della protezione delle frontiere esterne dell’Unione Europea, della sicurezza del Mediterraneo, dell’energia, delle politiche climatiche e delle relazioni con i Paesi del vicinato meridionale.

Il gruppo MED9 rappresenta circa il 40 per cento del territorio dell’UE e il 45 per cento della popolazione europea, pari a circa 205 milioni di abitanti, consentendo così ai Paesi membri di incidere con maggiore forza sulle politiche europee di particolare interesse per l’Europa meridionale.

L’incontro odierno, ospitato presso il Grand Park Hotel Rovinj, è stato presieduto dal vicepresidente del Governo croato e ministro dell’Interno Davor Božinović.

Al vertice hanno partecipato, oltre ai commissari europei Magnus Brunner e Dubravka Šuica, anche i ministri dell’Interno di Cipro, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Francia, nonché i segretari di Stato di Malta e Slovenia.

Presenti inoltre i rappresentanti delle principali agenzie europee attive nei settori della sicurezza e del controllo delle frontiere, tra cui Frontex, Europol, eu-LISA, l’Agenzia dell’Unione Europea per l’asilo, l’Agenzia europea per le droghe e il Centro operativo per l’analisi marittima sul narcotraffico (MAOC-N).

La prima giornata dei lavori è stata dedicata al contrasto dell’immigrazione irregolare e alla protezione delle frontiere esterne dell’UE nel contesto della sicurezza mediterranea. Al centro del dibattito l’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, il rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti, l’efficacia delle procedure di rimpatrio e l’ulteriore sviluppo operativo del Patto per il Mediterraneo.

Un contesto geopolitico complesso

“Per la prima volta in questo formato discutiamo di questioni che incidono direttamente sulla sicurezza del Mediterraneo e dell’Unione Europea: dalle migrazioni illegali alla protezione delle frontiere esterne, fino alla cooperazione in materia di sicurezza e alla resilienza del nostro vicinato. Questa conferenza si svolge in un contesto geopolitico complesso, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e nel Nord Africa, ma con un obiettivo comune chiaro: rendere il Mediterraneo uno spazio più sicuro e resiliente. Nessuno Stato può affrontare da solo sfide di tale portata ed è proprio per questo che il dialogo e il coordinamento tra i Paesi mediterranei risultano fondamentali. Dobbiamo rafforzare la collaborazione operativa, migliorare lo scambio di informazioni e costruire una risposta comune che garantisca sicurezza ai cittadini europei, ma anche stabilità e cooperazione con i Paesi partner del Mediterraneo”, ha dichiarato Davor Božinović nel corso della conferenza stampa conclusiva.

Migrazioni e stabilità regionale

I commissari europei Brunner e Šuica hanno invece evidenziato l’importanza della cooperazione tra i Paesi mediterranei nella gestione delle sfide comuni legate alla sicurezza, alle migrazioni e alla stabilità regionale.

“La protezione delle frontiere esterne dell’Unione Europea e la lotta alle reti criminali che sfruttano le migrazioni illegali richiedono una risposta coordinata e solidale da parte di tutti gli Stati membri. Il Mediterraneo rappresenta una delle aree strategiche più sensibili dell’Europa e proprio per questo è fondamentale rafforzare la cooperazione operativa e lo scambio di informazioni”, ha dichiarato Magnus Brunner.

Dubravka Šuica ha posto l’accento sulla necessità di una visione europea condivisa: “Le sfide che interessano il Mediterraneo non riguardano soltanto i Paesi del Sud Europa, ma l’intera Unione Europea. È necessario continuare a costruire partenariati solidi con i Paesi vicini, investendo nella stabilità, nello sviluppo sostenibile e nella resilienza delle nostre comunità”.

La seconda giornata del vertice, in programma martedì, sarà invece dedicata alla lotta al traffico di droga via mare e al contrasto della criminalità organizzata nell’area mediterranea. I ministri discuteranno in particolare della sicurezza dei porti e delle rotte marittime, della cooperazione operativa tra polizia, dogane e autorità competenti, nonché del rafforzamento della collaborazione con i Paesi terzi.

 

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