Allarme turismo croato, prezzi troppo alti e crollo estivo

Presentati i dati sul calo di quasi un milione di visitatori in luglio e agosto. Il direttore dell'Ente nazionale Staničić: «Persi 140 milioni di uero in due mesi». Il ministro Glavina: «Servono correzioni immediate»

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Allarme turismo croato, prezzi troppo alti e crollo estivo
Foto Željko Jerneić

Il prolungamento della stagione è un dato positivo, ma il crollo registrato nei mesi centrali dell’estate 2025 preoccupa e non poco. È questo il messaggio arrivato dal Congresso degli albergatori, dove il ministro del Turismo Tonči Glavina e il direttore dell’Ente turistico nazionale Kristjan Staničić, hanno lanciato un appello urgente al settore: rivedere i prezzi per restare competitivi.

Troppo costosi rispetto al Mediterraneo

Secondo le analisi presentate al congresso, la Croazia risulta oggi il Paese con le tariffe più alte del Mediterraneo, seconda solo alla Francia. Una posizione che, secondo gli esperti, sarebbe “insostenibile” senza un immediato intervento. “Se non correggiamo le tariffe per il prossimo anno, il calo continuerà”, ha avvertito Staničić, definendo la situazione “pienamente misurabile”.

In luglio e agosto, i mesi più redditizi, la Croazia ha perso 964mila turisti rispetto allo stesso periodo del 2024. Un calo che si traduce in 140 milioni di euro in meno di introiti, una cifra considerata molto rilevante dagli operatori.

Una concorrenza aggressiva e campagne negative

Il ministro Glavina ha collegato il fenomeno anche alla situazione geopolitica e alle difficoltà economiche nei mercati chiave. Ha inoltre denunciato l’esistenza di vere e proprie campagne negative all’estero, utilizzate da governi che cercano di trattenere i propri cittadini entro i confini nazionali. “Le storie della pallina di gelato a 5 euro, delle alghe o degli squali non sono casuali. Sono spinte dalle autorità turistiche di Paesi come Repubblica Ceca, Austria e Germania”, ha sottolineato.

Glavina ha ricordato che dal 2020 i prezzi in Croazia sono cresciuti del 50 per cento, più di qualsiasi altro concorrente mediterraneo.

L’aumento dei costi che pesa sul settore

Dal settore turistico arriva però una risposta chiara: l’aumento delle tariffe non è un capriccio, ma una necessità imposta dai costi crescenti. Veljko Ostojić, direttore dell’Associazione croata del turismo, sottolinea come gli ultimi anni siano stati segnati da un forte incremento delle spese operative. “In cinque anni i costi del lavoro sono aumentati del 50 per cento. I prezzi dei prodotti alimentari nel 2025 sono cresciuti del 4,9 per cento, ben oltre la media europea del 2,8 per cento”, ha dichiarato. Il risultato è un peggioramento dei margini di profitto e una riduzione del peso dell’utile sul totale dei ricavi.

Nonostante ciò, gli hotel hanno registrato un incremento del traffico del 2,4 per cento, seguiti dai campeggi con un +2,2 per cento. Il segmento degli affitti brevi, invece, ha smesso di crescere, riporta Jutarnji list.

Qualità o riduzione dei prezzi: la scelta del 2026

Per il ministro Glavina l’obiettivo è chiaro: chi non intende ritoccare al ribasso le tariffe dovrà investire rapidamente nella qualità dei servizi. Tutti gli altri, invece, dovranno adattare i prezzi al mercato internazionale. “Le correzioni arriveranno comunque, prima o poi. La vera domanda è quali conseguenze avremo se decideremo di farlo troppo tardi”, ha avvertito.

Il 2026, secondo le previsioni, sarà un anno di forte competizione e la Croazia dovrà affrontarlo con una strategia chiara, se vuole evitare un nuovo scossone nei mesi cruciali dell’estate.

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