Presenza capillare sul territorio, vicinanza alle aziende e offerta su misura per ogni realtà imprenditoriale: questi gli obiettivi del direttore generale della Camera di Commercio Italo-Croata (CCIC), Denis Jurčić, il quale lavoro è sostenuto da un contesto economico di crescita e cooperazione fruttuosa tra i Paesi delle due sponde dell’Adriatico. Jurčić è subentrato quest’anno ad Andrea Perkov nel ruolo, ma ha un’esperienza lavorativa nella CCIC di quasi cinque anni. A poco tempo dall’assunzione di tale incarico lo abbiamo intervistato, in vista di una stagione che si prospetta proficua per la Camera.
Come è entrato nella realtà della CCIC?
“Dopo la laurea magistrale in Sviluppo Globale e Imprenditorialità conseguita presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’impiego presso un’azienda di informatica di Montebelluna, nel trevigiano, dove ho potuto acquisire competenze in ambito economico, contabile, informatico e della programmazione, sono approdato in Croazia come studente del programma Erasmus. Nel settembre 2021 ho iniziato il tirocinio in Camera e nel gennaio 2022 sono diventato ufficialmente dipendente”.
Quali saranno le sue priorità per la Camera?
“Sono molto ambizioso, voglio sicuramente continuare a far crescere la Camera sotto tanti punti di vista. Siamo una Camera giovane, stiamo crescendo di anno in anno, è importante continuare su questa strada. Vogliamo essere più presenti sul territorio – in questo contesto si inseriscono le aperture delle nostre sedi di rappresentanza –, avvicinarci alle autorità locali ed essere più vicini anche alle aziende, comprendendo meglio quali sono i loro bisogni e i loro obiettivi in modo tale da poter offrire servizi sempre più su misura”.
A proposito delle sedi di rappresentanza della CCIC, a giugno è stata inaugurata quella di Zara e avete annunciato aperture anche a Osijek e a Fiume. Queste sedi andranno ad occuparsi di settori specifici?
“L’esigenza di aprire le nostre sedi di rappresentanza è emersa perché, con la crescita che abbiamo avuto negli ultimi anni, le richieste e l’attenzione verso la Camera sono aumentate moltissimo e diventava difficile essere sempre presenti fisicamente su tutto il territorio del Paese. Abbiamo quindi deciso di appoggiarci a dei nostri associati, che hanno già i loro uffici e danno a disposizione la loro sede come rappresentanza camerale, per lavorare più a stretto contatto con le aziende locali del territorio sul quale ogni sede avrà la propria competenza. Le sedi non saranno specializzate in determinati settori, ma ovviamente andranno soprattutto incontro alle peculiarità di ogni territorio della Croazia. Se pensiamo, per esempio, alla Slavonia, ci sarà un’attenzione maggiore alla parte produttiva e agroalimentare; in Dalmazia, invece, ci occuperemo di più delle attività marittime e dell’economia blu. La sede di Fiume, che coprirà sia il Quarnero che l’Istria, vista la vicinanza con l’Italia avrà facilitazioni a mettere in contatto le aziende italiane con parte della comunità italiana presente e molto attiva in Istria, con la quale collaboriamo benissimo. Anche l’ampliamento del porto di Fiume sarà di cruciale importanza. In generale, lavoreremo a stretto contatto con le nostre sedi in modo tale da avere una strategia comune e operare in ogni regione in base ai bisogni specifici”.
Quando sono previste le prossime aperture?
“La sede di Osijek sarà aperta verso metà settembre, stiamo aspettando delle ultime conferme per l’apertura, mentre la sede di Fiume dopo la stagione estiva”.
In generale, quali sono i settori sui quali lavorate di più?
“Negli ultimi due anni abbiamo ricevuto il maggior numero di richieste per quanto riguarda il settore agroalimentare. I croati apprezzano molto i prodotti italiani e negli ultimi anni si è formata una vera e propria cultura culinaria, come dimostrano i numerosi programmi di cucina trasmessi in televisione. Penso che nel tempo sia anche cambiata la metodologia utilizzata dalle aziende, che prima di vendere il prodotto lo fanno conoscere, spiegano cosa c’è dietro un determinato prezzo, mostrano tutta la filiera produttiva… Si tratta di elementi che accrescono la popolarità dei prodotti italiani e li rendono ancora più ricercati. Poi c’è il turismo, che costituisce tra il 20 e il 25% del PIL della Croazia, anche in questo settore abbiamo moltissime richieste. Lavoriamo molto anche nei settori metalmeccanico e del legno; riguardo quest’ultimo, il rovere croato è uno dei più pregiati al mondo, con circa il 90% delle foreste croate che sono certificate SFC (Forest Stewardship Council). Ci sono infine tutti quei settori ad alto valore aggiunto tra i quali citerei sicuramente il settore delle fonti di energia rinnovabili e la transizione verde. Un altro ambito sul quale potrebbero spingersi molto di più le aziende italiane è quello della vendita di macchinari: in una prossima fase, penso anche molto vicina, le stesse aziende croate dovranno ammodernare i propri impianti produttivi. C’è chi l’ha già fatto, chi lo dovrà fare, e chi farà un ulteriore passo cimentandosi nell’industria 5.0, un campo che in Italia è già realtà ma che in Croazia conta ancora poche aziende”.

Come la CCIC può aiutare le aziende?
“La Camera deve essere uno strumento sia per le aziende associate che per quelle non associate, che possono comunque richiedere i nostri servizi. Il nostro compito è duplice: facilitare l’ingresso di chi si affaccia per la prima volta su uno dei due mercati e rafforzare la presenza di chi già vi opera. Lo facciamo attraverso analisi di mercato, ricerca di partner e contatti qualificati, incontri B2B, supporto istituzionale, formazione, progetti europei e ovviamente creando rete tra i membri della nostra rete associativa. In concreto, siamo il punto di riferimento per ogni realtà interessata all’Italia o alla Croazia, con un accompagnamento costruito sul bisogno specifico di ciascuna azienda”.
Come sono distribuite le aziende associate?
“Circa il 70% delle aziende associate sono presenti in Croazia e il 30% sono aziende italiane che o commerciano già con la Croazia o hanno questo interesse, oppure offrono e vendono servizi verso la Croazia. Di questo 70% di aziende presenti nel Paese, la maggior parte si trova a Zagabria; abbiamo tuttavia un buon numero di aziende sia in Istria che nel Quarnero, e alcune in Dalmazia, Slavonia e nella zona di Varaždin”.
Qual è lo stato attuale delle relazioni economiche tra Italia e Croazia?
“È ancora presto per avere dati ufficiali relativi al 2026. Lo scorso anno c’è stato un interscambio di circa 8,5 miliardi di euro, in crescita del 3,2%, nel 2024 di circa 8,4, e questo in un contesto geopolitico caratterizzato da forte instabilità: si tratta perciò di ottimi dati che confermano l’Italia come secondo partner commerciale della Croazia. Anche a livello politico e diplomatico i rapporti sono eccellenti, con visite istituzionali sempre più frequenti da entrambe le parti. Questo clima positivo e di cooperazione pone le basi per crescere ancora di più”.
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