Trascorsa  con successo la settimana dedicata alla sardina, il pesce azzurro più popolare, per costo e per effetti salutari, da oggi, lunedì 10 giugno, e fino a sabato 16, è la volta della ciliegia che ha in quella lauranese uno dei marchi autoctoni della Regione.
In merito alla sardina, questa, con diverse presentazioni aperte al pubblico,  è stata sezionata in tanti segmenti: dal giusto abbinamento enologico ai consigli per un’ alimentazione sana che comprenda  la Sardina pilchardus, dalla dieta mediterranea all’utilità dei grassi Omega 3, ritenuti una delle colonne dell’alimentazione sana. Considerata erroneamente pesce povero della sardina si può dire rappresenti invece un ottimo alimento presentando valori nutrizionali molto interessanti in quanto sono un’ottima fonte di proteine (64%), vitamine B12, B3 e B2, A e D e diversi oligoelementi tra cui fosforo, sodio, calcio, ferro, magnesio e selenio. A fronte di pochi carboidrati, il 5%, le sardine sono ricche di grassi prevalentemente insaturi appartenenti alla serie degli omega-3, EPA e DHA. Si tratta, in altre parole  di grassi buoni, la cui qualità comunque varia a seconda della stagione in cui il pesce viene pescato. Ai più attenti non sarà  sfuggito  tuttavia che la sardina presenti anche una discreta quantità di colesterolo, ma gli effetti sono ridotti dal buon apporto di omega-3.
Non va chiaramente  sottovalutata nemmeno la differenza, sempre dal punto di vista nutrizionale, tra sardina fresca e quella conservata sott’olio: quest’ultima, infatti, presenta una maggiore quantità di colesterolo, di grassi dovuti all’olio e un maggiore apporto calorico. Per 100 grammi di prodotto  si possono arrivare anche a  circa 120 calorie per l’alimento fresco e ben 200 per quello sott’olio.

Strudel di ciliegie
Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Si dice che una ciliegia tira l’altra, lo sa bene  chi ha  il privilegio di raccogliere le ciliegie direttamente dall’albero. Le ciliegie sono uno dei frutti più amati e con meno calorie. Ricche di vitamine contengono vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B. Fonte di sali minerali, come ferro, calcio, magnesio, potassio e zolfo. Presentano oligoelementi importanti, con particolare riferimento a rame, zinco, manganese e cobalto. Contengono anche melatonina naturale, una sostanza che favorisce il sonno, e sono una fonte di antiossidanti, che aiutano il nostro organismo a contrastare l’invecchiamento provocato dai radicali liberi.Le cosiddette antocianine sono presenti soprattutto nella visciola, una varietà di ciliegia selvatica. Le ciliegie aiutano a depurare il fegato e a regolare la sua attività. Frutto diuretico e leggermente lassativo, il consumo è considerato particolarmente utile in caso di stipsi. Sono un iniezione di salute perché ricaricano l’organismo di energia e di sostanze nutritive utili. Il loro consumo è, dunque, particolarmente indicato in caso di stress e spossatezza. I dietologi per depurare e disintossicare l’organismo, consigliano di mangiare 25 ciliegie al giorno.

Laurana e Visignano, giardini dei ciliegi
La più apprezzata in zona è la rinomata ciliegia di Laurana, molto simile al cultivar Lambert. Nella località liburnica se ne possono assaggiare le caratteristiche sotto forma di marmellate, crepes, strudel dolci vari ecc. Il tutto sul filo dell’agro dolce. All’insegna del rosso: col taglio tradizionale dello strudel proprio a Laurana è stato dato il via alla 19.esima edizione delle giornate della ciliegia lauranese, assieme al marrone uno dei simboli della località liburnica. Quest’anno sono 19 i locali che hanno aderito all’iniziativa. Offriranno dessert e anche altri piatti che vedono il frutto quale principale protagonista. Il clou è rappresentato dal “Fine dinning cherry experience”, in calendario giovedì 13 giugno al Food and Wine Bar Ganeum. Affermati chef daranno sfogo alla loro gastro-fantasia nella preparazione di piatti slow…
Secondo Fulvio Tomizza, invece, la ciliegia lega il suo nome al paese di Visignano (Višnjan), che starebbe a significare “Il giardino dei ciliegi”. In effetti pochi altri posti dell’Istria sono così ricchi di questo frutto prezioso, che matura tra fine maggio e metà giugno.

Leggenda Luxardo
Come parlare di ciliegie non citare il maraschino Luxardo di Zara inizialmente una sorta di rosolio nato nel XVI secolo in un monastero della Dalmazia, felice intuizione di un frate farmacista, ma non si hanno prove in merito: molti tuttavia sostengono che la sua invenzione possa essere addirittura antecedente. Solo il luogo di origine è certo, ossia il territorio che circonda la cittadina di Zara. A tal proposito va detto che le piante di “marasca”, il cultivar di ciliegia utilizzato per il liquore, una volta crescevano esclusivamente in questa zona. Vi nacquero numerose fabbriche, tra le quali le più antiche e importanti furono Drioli (1759), Luxardo (1821) e Vlahov (1861). La storia della famiglia Luxardo è strettamente legata a quella del prodotto che le ha dato maggior fama nel mondo: il Maraschino.Tutto iniziò nel 1817, quando Girolamo Luxardo, imprenditore di origini nobili, si trasferì con la famiglia dalla Liguria a Zara. Sua moglie, la Marchesa Maria Canevari, si dilettava nel preparare in casa un liquore tipico della Dalmazia, il rosolio Maraschino. Seguirono anni in cui la ricetta della Marchesa venne ulteriormente perfezionata, fino a quando, nel 1829, la grande qualità del Maraschino Luxardo fu certificata da un “privilegio”, conferito dall’Imperatore d’Austria.La Seconda guerra mondiale assestò alla Luxardo  un colpo potenzialmente fatale: nel 1943 lo stabilimento venne in gran parte distrutto dai bombardamenti Alleati e molti componenti della famiglia furono uccisi, principalmente a causa delle esecuzioni sommarie operate dai partigiani di Tito e volte a sradicare la presenza italiana dalla Dalmazia. Quanto accaduto a Zara sembrò aver posto definitivamente fine all’avventura imprenditoriale iniziata più di un secolo prima da Girolamo, ma così non fu. Uno dei fratelli, Giorgio, riuscì infatti per puro caso a sfuggire allo sterminio  e alle devastazioni. Con grande coraggio e l’aiuto del giovane Nicolò (Nicolò terzo, appartenente alla quinta generazione), fece rinascere la ditta di famiglia nel paese Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei, poco distante dalla città di Padova.

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