«Riflettere sul futuro senza nascondere i problemi»

Comunicato stampa dell’ex presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, in occasione del 35º anniversario della massima organizzazione della Comunità Nazionale Italiana di Croazia e Slovenia

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«Riflettere sul futuro senza nascondere i problemi»
foto: Roni Brmalj

“Si riunì a Pola, il 2 marzo 1991, l’Assemblea costituente della nuova Unione Italiana, eletta, per la prima volta, in maniera democratica, libera e pluralistica il 25, 26 e 27 gennaio 1991 dalle connazionali e dai connazionali dell’ex Jugoslavia.

L’Assemblea costituente era formata da 65 consiglieri, in rappresentanza delle cosiddette Consulte territoriali: Quarnero, Rovigno, Buiese, Polese e Capodistriano”: inizia così il comunicato stampa firmato dal past president dell’Unione Italiana Maurizio Tremul che prosegue elencando i nomi dei “padri costituenti della nuova Unione Italiana: Fulvio Varljen, Licia Antonelli, Ennio Tiblias, Alessandro Leković, Renzo Illiasich, Ezio Giuricin, Mauro Graziani e Aldo Bressan, per Fiume; Piero Nutrizio e Francesco Belle per Abbazia; per Cherso Nivio Toich; per Lussino Stelio Cappelli; Anton Brunetta per Ploštine; per Rovigno Antonio Borme, Giovanni Radossi, Andrea Sponza, Silvio Brunelli, Vladimiro Uggeri, Maria Velan e Elio Velan; per Parenzo Mariagrazia Benčić – Bazzara, Graziano Musizza e Dario Marion; Boris Brussich e Miriana Pauletić per Valle; Franco Palma per Torre; per Buie Franca Cimador – Papić, Marino Dussich, Dolores Barnaba e Antonio Furlan; per Umago Giuseppe Rota, Fiorella Campagnola e Dario Forza; Silvano Pelizzon per Salvore; Antonio Cecco per Villanova; Ezio Barnabà e Alessandro Druscovich per Verteneglio; Edoardo Gherbaz e Maria Kovačević per Cittanova; Gianni Rossanda, Fabrizio Radin, Antonio Mirković, Flavio Pauletta, Giuliano Libanore e Morena Dobran per Pola; Sergio Delton, Lidia Delton e Giorgio Cerlon per Dignano; Fulvio Delcaro e Mario Barbi per Gallesano; per Sissano Aldo Demarin; per Albona Dino Persi; Maurizio Tremul, Ondina Gregorič – Diabatè, Sergio Settomini, Claudio Geissa e Alberto Cernaz, per Capodistria; Claudio Bartole, Luisella Ravalico, Vili Petronio e Amalia Petronio per Pirano; Silvano Sau, Gianfranco Siljan, Bruno Gasperini e Fausto Marchesan, per Isola”.

“Silvano Sau, ultimo Presidente dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume, organizzazione unitaria e rappresentativa della CNI riconosciuta dall’ordinamento jugoslavo, dichiarò sciolta l’organizzazione nata a Čamparovica, il 10 e 11 luglio 1944.
A presiedere la massima Assise venne chiamato il Prof. Antonio Borme, nei cui confronti abbiano sempre nutrito un profondo debito di riconoscenza. Alla guida della Giunta Esecutiva venne eletto il sottoscritto. Vennero nominati due importanti Gruppi di Lavoro. A presiedere il Gruppo di lavoro per la stesura dello Statuto della nuova Organizzazione fu chiamato Ezio Giuricin, coadiuvato dai seguenti membri: V. Uggeri, F. Radin, C. Geissa, S. Pelizzon, G. Siljan e Apollonio.

Sergio Settomini fu nominato a presiedere il Gruppo di lavoro per l’Indirizzo Programmatico – che a distanza di 35 anni mantiene intatti i suoi valori e principi fondanti – coadiuvato dai seguenti membri: A. Borme, D. Forza, M. Dobran, A. Leković, O. Milotti e M. Benčić–Bazzara”, si legge nella nota firmata dall’ex presidente dell’UI.

Importanti mozioni
“Durante la prima Assise la nuova Unione Italiana accolse alcune importanti Mozioni: sull’unità e l’indivisibilità della CNI (sull’integrità territoriale ed organizzativa della nascente UI quale espressione complessiva degli interessi e dei bisogni della collettività e sull’uniformità di trattamento giuridico. Punti fermi, questi, che dopo i reiterati tentativi di chi perseguiva la sua dissoluzione ha trovato il suo compimento il 9 gennaio 2024 quando 7 consiglieri dell’Assemblea dell’UI, parimenti membri della Consulta dell’UI, per la prima volta si sono riuniti e hanno deliberato in separata sede e non congiuntamente con l’Assemblea dell’UI) e sulla soggettività dei mezzi di informazione e sul sostegno ai Programmi Italiani di TV Capodistria – prosegue il comunicato stampa di Tremul –. Si apriva una nuova pagina della storia della CNI, fondata sul rinnovamento democratico e sulla ripresa della coscienza identitaria. Disse allora il Prof. Antonio Borme: ‘Uno scatto di orgoglio degli italiani di queste terre che vogliono riappropriarsi dei loro diritti, derivanti dall’autoctonia storica, e dichiarano di voler contare ancora, come corpo vivo, creativo e perfettamente equiparato in una regione che è stata sempre anche la loro, diventando finalmente protagonisti di una convivenza qualitativamente nuova che nello spirito della comprensione, della tolleranza e della solidarietà esalti i valori storici, culturali e linguistici delle tre componenti etniche autoctone della nostra regione’. La Giunta Esecutiva eletta era composta di 11 membri e vedeva rappresentate in maniera plurale tutte le anime presenti nell’Assemblea costituente, dai riformatori del Movimento per la Costituente, ai nostalgici, dagli indipendenti, ai conservatori. Ne facevano parte: Ezio Giuricin, Silvano Sau, Fulvio Varljen, Fabrizio Radin, Sergio Delton, Maria Velan, Boris Brussich, Ezio Barnabà, Dario Forza e Claudio Geissa.
A tutti loro va il mio più profondo ringraziamento di cuore per l’apporto dato alla costruzione della nuova UI”.
“Il 9 marzo 1991, ossia soltanto 7 giorni dopo l’Assemblea costituente, una delegazione dell’UI (formata da Antonio Borme, Ezio Giuricin, Silvano Sau, Fabrizio Radin e dal sottoscritto) venne ospitata al Ministero degli Affari Esteri italiano a Roma. ‘Un incontro del tutto inedito, reso possibile dallo sviluppo democratico della nostra minoranza in Istria’, recitava il comunicato della Farnesina al termine dell’incontro, che segnò il riconoscimento ufficiale dell’UI da parte della nostra Nazione Madre.

Impegno, generosità, abnegazione
La nuova Unione Italiana nacque ufficialmente il 16 luglio del 1991 a Fiume, con l’approvazione dello Statuto, dell’indirizzo Programmatico e con la riconferma alla Presidenza dell’Assemblea del Prof. Antonio Borme e della Giunta Esecutiva, con la sola rinuncia di Fulvio Varljen, alla cui guida venni riconfermato.
Dobbiamo intendere il nostro trentacinquesimo anniversario quale avvio di un percorso di riflessione, schietta e sincera, sull’UI che vogliamo e in definitiva sulla CNI che vogliamo essere, tenuto conto anche del sisma che ci ha travolto negli ultimi 30 mesi. Non mettiamo la testa sotto la sabbia. Per farlo dobbiamo essere chiari e onesti, attenerci ai principi etici e ai valori fondanti che hanno guidato il profondo rinnovamento di 35 e più anni fa.
In questa ricorrenza la mia gratitudine va alle persone che in questi anni sono stati chiamati dai nostri connazionali a ricoprire ruoli apicali all’interno dell’UI: il Prof. Antonio Borme, il Prof. Giuseppe Pippo Rota e l’On. Furio Radin, nei loro ruoli di Presidenti dell’Assemblea e dell’UI, Silvano Zilli e Marin Corva nei ruoli di Presidenti della Giunta Esecutiva.
Dulcis in fundo, la mia gratitudine va anzitutto alle migliaia di connazionali che con il loro impegno, generosità, abnegazione, professionalità, altruismo, sapienza, speranza, passione e amore hanno saputo svolgere un’incisiva opera di affermazione dell’identità, lingua e cultura italiane sul nostro territorio d’insediamento storico, segnato dalle tragedie del Secolo scorso che ha visto scontrarsi gli opposti nazionalismi e totalitarismi, fino a ridurci a minoranza da quel 10 febbraio 1947, altra data che dovremmo ricordare annualmente, con l’intento di far sbocciare, su quelle ferite, i fiori della pace. Grazie di cuore, care e cari connazionali, per quanto avete fatto e per quanto vorrete continuare a fare”, conclude così Tremul la sua nota.

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