Parco circolante in Croazia: l’età media delle auto è di 12,64 anni

Report sulle revisioni del Centro per le vetture della Croazia (Cvh); male Ford, Fiat e Chevrolet, ma anche Volkswagen. Giapponesi le più affidabili

Un'auto sottoposta a revisione in una stazione Cvh. Foto Marko Prpic/PIXSELL

L’età media delle automobili in Croazia è di 12,64 anni, quelle con i maggiori problemi tecnici sono prodotte da Ford, Volkswagen, Fiat e Chevrolet, mentre quelle che offrono maggiore sicurezza sono soprattutto le giapponesi. Sono questi i dati più interessanti scaturiti dal report 2018 del Centro per i veicoli della Croazia (Centar vozila Hrvatske-Cvh), che raggruppa le stazioni di revisione in Croazia, esaminati dal sito index.hr. Ma vediamo il rapporto in dettaglio.
I modelli Ford risultano con i maggiori problemi tecnici tra le vetture che hanno percorso meno di 50.000 chilometri: il 22,57 per cento risulta non idoneo ad ottenere l’immatricolazione per un ulteriore anno. Segue il marchio preferito dai croati, ossia la Volkswagen: il 19,17 p.c. delle vetture di questa casa tedesca ha qualche problema tecnico. Sul gradino più basso del podio sale la Fiat con il 14,25 p.c. delle auto che non superano la revisione.
Il marchio più affidabile in questa categoria risulta la Mazda: l’anno scorso 3.286 vetture di questa casa giapponese si sono presentate in una delle stazioni Cvh, ma solo 95 sono state “bocciate” dai controllori, ossia il 2,89 p.c. Un’altra casa nipponica è tra le più sicure, la Toyota, seguita delle tedesche Bmw, Audi e Mercedes.
La Fiat guida la poco invidiabile classifica delle auto più difettose nella categoria dei veicoli che hanno percorso tra i 50mila e i 100mila chilometri. Il 20,79 p.c. delle vetture della Casa torinese hanno qualche “acciacco”, mentre la medaglia d’argento va alla Ford (20,10 p.c. auto non idoneo)  e quella di bronzo alla Chevrolet (19,20). In questa categoria le auto più affidabili risultano l’Audi (solo il 3,69 p.c. è stato “rimandato”), Bmw e Mercedes (entrambi con il 5,30 p.c.).
​Una volta superati i 100mila chilometri, l’auto viene considerata “vecchia”, però date le possibilità economiche della popolazione, in Croazia non è così. Tra i marchi che dimostrano inequivocabilmente tutta la loro età, troviamo soprattutto la Daewoo (ora Chevrolet): addirittura il 38 p.c. delle vetture delle Casa sudcoreana che nel 2005 è stata acquistata dalla General Motors, non riesce a superare i test ai quali viene sottoposto nelle stazioni di revisione. Alle sue spalle troviamo la Fiat (34,71 p.c.) e la spagnola Seat (27,97 p.c.). Nella top ten tra le peggiori in questa categoria si piazzano anche Kia, Renault, Opel, Lancia, Alfa Romeo, Hyundai e Mitsubishi. Le migliori, invece, sono Bmw, Toyota e Suzuki. Va rilevato che in questa categoria sono state ben 220.180 le vetture con marchio Volkswagen che si sono presentate per la revisione annuale, a dimostrazione che gli automobilisti continuano a preferire la Casa di Wolfsburg. Il 24,57 per cento dei veicoli della Volkswagen sono stati “rimandati” ai test.
​Prendendo in considerazione soltanto l’età delle vetture, risulta che la Toyota sia la più affidabile tra le automobili che percorrono le strade croate da oltre 10 anni. Poi troviamo i modelli Jeep, seguiti da quelli di un’altra casa nipponica, ossia della Suzuki. I possessori dei modelli prodotto da Lada, Zastava, Daewoo, Fiat, Kia, Seat e Volkswagen – proprio in questo ordine – sono i più sfortunati, poiché vengono spesso “bocciati” dai controlli del Cvh.
​Come dicevamo all’inizio dell’articolo, l’età media del parco macchine in Croazia è di 12,64 anni. Però, c’è un altro dato che balza all’occhio: un decennio fa in Croazia nella stazioni di revisione arrivarono 80.419 automobili nuove, mentre il numero di quelle di seconda mano si fermò a 19.191. Ora, nel 2018, questo dato è stato ribaltato: sono state 79.345 le auto acquistate di seconda mano, mentre quelle appena uscite dalle Concessionarie si sono fermate a 61.732. Questo sta a dimostrare che i prezzi delle nuove vetture sono cresciuti tantissimo negli ultimi anni, che il potere d’acquisto degli automobilisti croati è crollato e che i prestiti finanziari offerti dalle banche sono tutt’altro che vantaggiosi, con tassi d’interessi molto al di sopra di quelli praticati in altri Paesi Ue.

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