Pola. Dove sono finiti Dante e Petrarca?
Sprizzano di gioia sorniona mista a rabbia, varcano la soglia dell’istituzione dell’interrogatorio scritto con il sollievo da evasi da un luogo di reclusione, ma senza più energia per correre. Sono i maturandi, generazione 2025/26, della Media Superiore Italiana Dante Alighieri, di Pola che davanti al piazzale della scuola formano cerchi di dialogo tipico: sfoghi di tensione e confronti sulle risposte date dopo avere sostenuto la prova scritta dell’esame di maturità di Stato in lingua italiana come lingua materna.
Ma, stavolta, si nota un gran dire di battute ironiche a proposito di domande da enigmistica e di impostazioni di testi estratti dal… sacco della perfidia. La risata derivante dal mal comune che genera mezzo gaudio, aiuta sì la consapevolezza che “ormai è andata come è andata”, ma che sarebbe anche potuto andare meglio, se gli autori delle verifiche, non avessero giocato dei tiri mancini. Ma vediamo cosa commentano. “Devo dir – così in perfetto istroveneto Etan Perković – che no se spetavimo de ciapar autori più recenti e solo Torquato Tasso della controriforma… Ma se gavemo rangià. Iera anche un testo de analisi sui parlanti bilingui. Bisognava solo star concentradi per non fregarse.”. A chi serve la maturità di stato? A chi va all’Università, per un riscontro di quanto imparato, ma si potrebbe anche fare a meno giacché vi è comunque l’esame di ammissione”. La più pittoresca, in uscita dal luogo del salasso esami è invece, Nina Kukac. “Giuro che la faccio finita. La faccio finita!. Solo Ugo Foscolo! Ma metti Danteeee! O Petrarca o Boccaccio. Perché Foscolooo! Dove sono finiti i primi classici della grande letteratura italiana? Li ho studiati tanto, li sapevo bene!” Ma te la sei cavata lo stesso? “Io ho cerchiato… Poi se è giusto è tutto da vedere”. Contenta della maturità? Lo chiediamo a Noemi Grbin: “Una roba. Peggiore combinazione non ci poteva essere. Va bene proporre autori più recenti, ma mettere almeno uno dei tre classici. Non dico che gli altri autori siano meno importanti però… Ok, me la sono si cavata, la parte riferita alla comprensione del testo credo di averla risolta bene. Per almeno una sufficienza sicuramente”. Io sono più concentrata sull’esame di biologia che – dice Mia Maticchio – lo scrivo tra due giorni che per l’italiano, ma non mi aspettavo per nulla un’impostazione del genere e così specifica. C’erano troppe domande biografiche, dettagli, dati. Manca un approccio più equilibrato tra analisi, comprensione dei testi e la concettualità”. “Non mi è piaciuto – sbotta Hari Bassene – ho studiato per filo e per segno tutti i criteri adottati nelle maturità precedenti e vedi un po’ che per la prima volta ti rifilano la Gerusalemme liberata. Mi sono sfibrata a venirci fuori. Passerò di sicuro, però avrei voluto dei voti migliori, un esito più alto che, ho paura, non risulterà tale. Ad ogni modo, la maturità di stato serve a comprova del sapere acquisito, e per rendere giustizia a chi ha veramente studiato nel corso di tutti e quattro anni liceali”. Stefania Družeta. “Di domande cattive ce ne sono state tante stavolta, Molti dati, eventi, contesto storico, date, nomi, trattati. Aiuta tanto la logica che porta alla risposta esatta per esclusione. Si doveva essere molto critici nella risoluzione del test e se le domande di lingua erano abbastanza facili, non era semplice capire come diavolo si era sentito Jacopo Ortis dopo la partenza della sua amata in base ad una parafrasi difficile e critica da farsi”. “Entusiasta” per modo di dire, poi, Oscar Penso. “In confronto alla prova dell’anno passato è stato un po’ più difficile. Ritengo però, che il vero problema debba appena arrivare: la prova di croato, una sfida eccessiva anche per le scuole croate. É più fattibile quello di matematica che concede un punteggio soglia più facilmente raggiungibile”. (Arletta Fonio Grubiša)

Rovigno. L’impegno è stato ripagato
È iniziato lunedì 1 giugno il percorso degli esami della maturità di Stato anche per gli studenti della Scuola media superiore italiana “Antonio Borme”, che hanno affrontato la prova di lingua italiana come lingua materna, dimostrando grande impegno e adattabilità durante la prova scritta. All’uscita dalle aule scolastiche, tra sollievo ed emozione, i maturandi hanno condiviso le loro prime impressioni sull’esame, offrendo uno spaccato delle sensazioni vissute durante una mattinata particolarmente intensa.
Dalle testimonianze raccolte emerge un quadro generalmente positivo. Molti studenti hanno sottolineato come la preparazione svolta nel corso dell’anno scolastico, unita alle simulazioni e alle attività di approfondimento organizzate dall’istituto scolastico, abbia consentito di affrontare la prova con maggiore sicurezza. Fondamentale è stato anche il supporto dei docenti, che hanno incoraggiato gli allievi a pianificare lo studio in modo efficace, utilizzando mappe concettuali, esercitazioni sulle prove degli anni precedenti e frequentando le lezioni aggiuntive di preparazione agli esami, senza trascurare adeguati momenti di riposo.
Particolarmente soddisfatti si sono dichiarati gli studenti della quarta classe dell’indirizzo Fisioterapista. Lana Kljajić, Ketrin Arula, Mark Disiot e Juri Savian hanno definito la prova “abbastanza facile”, spiegando di aver affrontato le domande con serenità grazie alla preparazione acquisita durante l’anno scolastico.
“Eravamo naturalmente un po’ emozionati prima dell’inizio dell’esame, ma una volta letti i quesiti ci siamo tranquillizzati. Molti argomenti erano stati affrontati durante le lezioni e questo ci ha aiutato a lavorare con maggiore sicurezza”, hanno raccontato i quattro maturandi.
Anche Roberta Momić e Noemi Knapić, studentesse dell’indirizzo Estetista medico, hanno espresso soddisfazione per l’esito della prova.
“L’esame è andato abbastanza bene. Abbiamo studiato molto nelle ultime settimane e l’impegno è stato ripagato. Siamo riuscite a rispondere a tutte le 45 domande e questo ci ha dato una sensazione positiva già durante lo svolgimento della prova”, hanno spiegato le due studentesse, sottolineando come la costanza nello studio sia stata determinante per affrontare l’esame con fiducia.
Diversa, ma comunque serena, la valutazione di Emanuela Memedović, maturanda della quarta classe del Liceo generale, che ha trovato la prova più impegnativa rispetto ai compagni.
“Alcune domande richiedevano una riflessione più approfondita e ho percepito l’esame come abbastanza difficile. Tuttavia credo di aver dato il massimo e ora attendo con fiducia i risultati”, ha dichiarato la studentessa.
Con la conclusione della prova di lingua italiana, per gli studenti della “Antonio Borme” il percorso della maturità prosegue ora con i successivi esami previsti dal calendario nazionale. Dopo mesi di studio e preparazione, i maturandi guardano alle prossime prove con determinazione, consapevoli che ogni esame rappresenta un passo verso il futuro universitario e professionale.
Per molti di loro, la giornata di ieri resterà comunque un momento speciale: il primo vero banco di prova di un percorso che segna la fine dell’esperienza scolastica e l’inizio di nuove sfide e opportunità. (Roberta Ugrin)

A Buie prevale la soddisfazione
BUIE | La strada è ancora lunga, ma il viaggio è ufficialmente iniziato. Ieri, davanti all’ingresso della SMSI “Leonardo Da Vinci” di Buie, abbiamo atteso la quarantina di maturandi che hanno sostenuto la prova scritta dell’esame di maturità di Stato in lingua italiana come lingua materna, per raccogliere impressioni, emozioni e aspettative di una generazione pronta ad affacciarsi al futuro. Le prime impressioni emerse confermano una solida preparazione, frutto dell’impegno personale e del costante supporto dei docenti. Abbiamo raccolto le testimonianze di Ariana Šoštarić (4.C Perito commerciale), Nina Batalija (4.A Liceo generale) e Toni Kocijančić (4.C Perito commerciale).
Un mosaico di emozioni contrastanti sull’atmosfera che si respirava in aula prima dell’inizio della prova, dal silenzio carico di tensione alla paura, dallo stress alla serenità nata dal ripasso condiviso tra compagni, pochi minuti prima dell’esame. Un intreccio di sentimenti che accomuna ogni maturando e che accompagna il passaggio da una fase della vita all’altra. Al termine della prova, però, il sentimento prevalente è stato uno soltanto, quello della felicità, accompagnata dalla consapevolezza di essere giunti alla conclusione di un capitolo importante e all’inizio di una nuova stagione della propria vita. Un momento vissuto tra entusiasmo, orgoglio e una velata nostalgia per gli anni trascorsi tra i banchi di scuola.
Ariana ha rilevato: “Devo ammettere che alcuni argomenti mi hanno sorpresa. Mi aspettavo che le domande si concentrassero su altri autori. Tuttavia mi sentivo preparata e sono riuscita ad affrontare la prova con sicurezza. Per me il superamento della maturità rappresenta l’ingresso nella vita adulta, la conclusione della prima giovinezza e l’inizio di una fase completamente nuova. Per il momento il mio obiettivo è entrare nel mondo del lavoro, nel settore industriale. In seguito valuterò anche la possibilità di proseguire gli studi universitari. Il futuro è ancora tutto da scrivere e sono curiosa di scoprire dove mi porterà”.
Nina invece ha rilevato come: “Esco da questa prova soddisfatta e con la sensazione di aver dato il massimo. È una sorta di ricompensa per tutto lo studio e l’impegno dedicati negli ultimi giorni. Dopo questa prova mi sento certamente più sollevata, ma allo stesso tempo già concentrata sui prossimi impegni che mi attendono. La maturità è un percorso che richiede costanza, bisogna affrontarlo passo dopo passo, con disciplina e dedizione. Per il mio futuro vorrei proseguire gli studi a Trieste nel campo della farmacia e continuare parallelamente il mio percorso sportivo. Colgo inoltre l’occasione per rivolgere un ringraziamento alla professoressa di italiano, Fiorella Biasiol, che ci ha preparati in maniera eccellente, organizzando anche incontri di gruppo a distanza per sostenerci e guidarci nella preparazione dell’esame”.
In conclusione Toni ha rilevato: “Se dovessi dare un consiglio agli studenti che affronteranno la maturità il prossimo anno, direi senza esitazione ‘Iniziate a studiare per tempo!’. È un suggerimento che nasce dall’esperienza personale. In questi quattro anni non porto con me un solo insegnamento, ma molti, esperienze, conoscenze e valori che mi accompagneranno nel futuro. Desidero ringraziare tutti i professori che hanno contribuito alla nostra formazione, in particolare quelli delle materie professionali. Ognuno di loro ha lasciato un segno importante nel nostro percorso”.
(Erika Barnaba)

Fiume, il portone blindato alla SMSI
Iniziate ieri le prime prove della Maturità di Stato a livello nazionale con gli esami di lingua madre per le minoranze nazionali. Così pure alla Scuola media superiore italiana di Fiume, l’unico istituto in Regione che ha dato il via a questo importante passo per tutti i maturandi, il portone ieri mattina è rimasto blindato per dar modo agli alunni di svolgere il primo compito, quello del test di lingua italiana, in tutta tranquillità. Purtroppo, come ci ha riferito il preside della SMSI, Michele Scalembra, le direttive del Centro Nazionale per la Valutazione Esterna dell’Istruzione (NCVVO), sono state severissime e per ora non sono ammessi interventi in pubblico del corpo docenti e degli stessi alunni. In un secondo tempo, si spera, ci sarà modo di intervistare i maturandi sulle loro impressioni per quanto riguarda gli esami di lingua e letteratura italiana e pure delle altre materie. Oggi pure le porte dell’ex Liceo saranno chiuse ai più per dar modo ai ragazzi di concentrarsi nella stesura del saggio nella propria lingua madre. (vc)
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