Lavoratori stranieri: imparare il croato sarà obbligatorio

Nuove tutele e nuovi vincoli sui permessi per i cittadini impiegati dall'estero

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Lavoratori stranieri: imparare il croato sarà obbligatorio
Foto: Kristina Stedul Fabac/PIXSELL

Imparare il croato diventa un passaggio obbligato per restare. Il governo ha approvato nel corso della sessione di governo di oggi, giovedì 5 febbraio, una serie di modifiche alla legge sugli stranieri che cambiano in modo significativo le regole per i lavoratori provenienti da Paesi terzi. Tra le novità principali c’è l’introduzione dell’obbligo di apprendere la lingua croata e di superare un esame di livello base come condizione per il rinnovo del permesso di soggiorno e di lavoro. Allo stesso tempo, vengono semplificate le procedure per cambiare datore di lavoro, con l’obiettivo dichiarato di rispondere più rapidamente alle esigenze del mercato.

Un intervento che il governo presenta come necessario per allinearsi al quadro normativo europeo e per garantire una maggiore tutela dei lavoratori stranieri, sempre più centrali nel sistema produttivo del Paese.

Le modifiche alla legge sugli stranieri nascono dall’esigenza di adeguarsi alla normativa dell’Unione europea, in particolare alla direttiva sul permesso unico di soggiorno e lavoro e al Patto su asilo e migrazioni. Un pacchetto di regole che punta a una gestione comune dei flussi migratori e a un sistema di asilo condiviso, lasciando però agli Stati membri un certo margine di flessibilità per affrontare problemi specifici.

Il livello più elementare

Tra le novità più discusse c’è l’obbligo, per i lavoratori stranieri, di imparare il croato. Dopo un anno di soggiorno, il rinnovo del permesso di lavoro e di residenza sarà subordinato al superamento di un esame linguistico di livello A1.1, il più elementare. Una misura che il governo giustifica come strumento di integrazione, ma che rischia di diventare un ostacolo per una parte dei lavoratori meno qualificati.

L’idea di fondo è che una conoscenza minima della lingua favorisca una migliore integrazione sociale e lavorativa, riducendo anche il rischio di abusi.

Rafforzate le procedure per i rimpatri

Tra le nuove misure rientra la possibilità di effettuare controlli approfonditi sui cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne dell’Unione, accompagnati da un meccanismo indipendente di monitoraggio del rispetto dei diritti fondamentali. Viene inoltre rafforzata la procedura di rimpatrio alla frontiera per chi si vede respingere la richiesta di asilo.

Il ministro dell’Interno e vicepremier Davor Božinović, ha sottolineato come l’obiettivo sia quello di conciliare sicurezza, rispetto dei diritti e necessità economiche, in un contesto segnato da una forte domanda di manodopera.

Mercato del lavoro e tutele

Secondo il Ministero, le nuove regole dovrebbero consentire una risposta più rapida ed efficace alle esigenze del mercato del lavoro, riducendo al tempo stesso il carico amministrativo per aziende e istituzioni. L’intento è anche quello di rafforzare la protezione dei lavoratori stranieri e favorire la permanenza di chi è già occupato, evitando situazioni di sfruttamento o precarietà eccessiva.

Una linea che riconosce implicitamente quanto l’economia dipenda ormai in modo strutturale dalla forza lavoro proveniente dall’estero, soprattutto in settori come l’edilizia, il turismo e l’industria manifatturiera.

Cambiare lavoro diventa più semplice

Accanto agli obblighi, arrivano però anche alcune aperture. I lavoratori stranieri potranno cambiare mansione all’interno della stessa azienda, non più solo nei settori considerati carenti di manodopera, e avranno la possibilità di cambiare datore di lavoro dopo sei mesi senza dover richiedere un nuovo permesso.

Restano però dei limiti territoriali: chi ottiene un permesso per un’occupazione considerata “deficitaria” non potrà lavorare in aree dove quella stessa professione non è ritenuta tale o dove non è stato effettuato il test del mercato del lavoro.

Tempi più lunghi e nuove soglie

I tempi per il rilascio dei permessi di soggiorno e lavoro vengono estesi fino a 90 giorni. Viene inoltre ampliato il periodo di disoccupazione consentito durante la validità del permesso: fino a tre mesi, che diventano sei per chi è in possesso del permesso da oltre due anni.

Importanti semplificazioni riguardano anche il lavoro stagionale. I permessi, finora limitati a un anno, potranno avere una validità triennale se riguardano lo stesso lavoratore e lo stesso datore di lavoro. In questo arco di tempo, il lavoratore stagionale potrà essere impiegato fino a 90 giorni all’anno o fino a nove mesi complessivi. Anche i permessi per motivi di studio passano da uno a tre anni.

Più controlli sui datori di lavoro

Le modifiche introducono criteri più stringenti anche per le aziende. I datori di lavoro inseriti in una “lista nera” a seguito di irregolarità accertate non potranno ottenere nuovi permessi per un anno. Sarà inoltre il datore di lavoro, e non più il lavoratore straniero, a dover comunicare elettronicamente la cessazione del contratto alle autorità competenti.

Vengono rafforzati i requisiti economici: il conto dell’azienda non dovrà risultare bloccato per più di 30 giorni e sarà necessario dimostrare un flusso finanziario adeguato negli ultimi dodici mesi. Per le persone giuridiche la soglia minima è fissata a 100mila euro, per le persone fisiche a 40mila.

Cambia anche il rapporto tra lavoratori locali e stranieri: per ottenere il via libera all’assunzione di un cittadino di un Paese terzo, almeno il 10 per cento dei dipendenti dovrà essere composto da cittadini croati, dell’area economica europea o della Svizzera.

Meno permessi rispetto al passato

Secondo i dati del Ministero, dopo le modifiche introdotte lo scorso anno si registra un leggero calo nel numero dei permessi rilasciati. Nei primi nove mesi del 2025 ne sono stati concessi poco più di 136mila, contro quasi 159mila nello stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che potrebbe indicare un primo effetto delle nuove regole, in un equilibrio ancora fragile tra bisogno di manodopera e controllo dei flussi.

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