Dal 2026 i proprietari di veicoli in Croazia dovranno fare i conti con un aumento significativo della tassa annuale per l’uso delle strade pubbliche, riscossa al momento dell’immatricolazione. Il nuovo regolamento, messo in consultazione dal Ministero dei Trasporti, introduce un rincaro che non si vedeva da oltre vent’anni, con impatti rilevanti soprattutto per chi guida un’auto privata.
Sebbene l’attenzione si sia concentrata sull’aumento della tariffa base, che passa da 28,50 a 40 euro, la vera chiave del rincaro sta nei numerosi coefficienti applicati alla tariffa stessa. È infatti il prodotto tra questi coefficienti e la tariffa base a determinare il costo finale che i cittadini pagano al momento del rinnovo del libretto. E i numeri parlano chiaro: gli aumenti saranno consistenti, riporta 24sata.
La categoria più colpita è quella delle auto private. In media, il rincaro sarà del 60%, ma la cifra varia sensibilmente in base alla cilindrata. Per le piccole utilitarie con motore inferiore a 1000 centimetri cubici, la tassa salirà a 38,40 euro, con un incremento di 14,40 euro rispetto all’importo precedente. Modelli diffusi come Fiat 500 0.9, VW Up o Toyota Aygo 1.0 rientrano in questa fascia.
Molto più nutrita è la categoria delle auto fino a 1600 cc, una delle più comuni nel Paese: qui la tassa passerà a 79,60 euro, con un aumento netto di 30 euro. Ne fanno parte ad esempio Renault Clio 1.3 o VW Polo 1.2. Per i veicoli fino a 2000 cc l’incremento è ancora più marcato, 36,70 euro in più ogni anno, mentre i proprietari di auto più potenti arriveranno a pagare tra 159 e 255 euro annui. In questa fascia rientrano modelli come Audi A4 2.0, BMW 320d o, tra i più costosi, Porsche Cayenne 3.6 e Mercedes S350.
Rincari anche per camion, bus e motociclette
Gli aumenti non riguardano solo le auto. Per i piccoli veicoli commerciali l’incremento medio è del 28%, con nuove tariffe comprese tra 80,40 e 237 euro a seconda della categoria. I camion e i mezzi pesanti pagheranno tra il 12 e il 17% in più, mentre per gli autobus l’aumento varia dal 12 al 19%.
Restano invece esenti i ciclomotori, mentre i motocicli vedranno salire la tassa da 10 a 18 euro l’anno. Curiosamente, l’unica categoria per la quale è previsto un risparmio è quella delle piccole roulotte trainate dalle auto, per le quali la tassa verrà ridotta.
Le cause del balzello
Secondo il Ministero dei Trasporti, il rincaro era inevitabile. Le tariffe non venivano aggiornate dal 2003, mentre i costi di manutenzione delle strade sono aumentati sensibilmente nel corso degli anni. Le amministrazioni provinciali, responsabili di circa 21.000 chilometri di strade, hanno chiesto con forza l’adeguamento, lamentando risorse insufficienti per far fronte alle loro obbligazioni, dalla manutenzione ordinaria alla gestione invernale.
Un esempio emblematico è quello della Regione della Lika e di Segna, che deve gestire circa 1500 chilometri di rete stradale. Secondo il Ministero, mantenere le vecchie tariffe avrebbe reso impossibile garantire standard di sicurezza e manutenzione adeguati.
Maggiorazioni automatiche legate all’inflazione
Il nuovo regolamento introduce anche una novità di lungo periodo: l’importo base di 40 euro verrà aggiornato automaticamente in base all’inflazione registrata l’anno precedente. Ciò significa che a partire dal 2027 la tassa potrà aumentare ogni anno senza necessità di modificare nuovamente il regolamento.
Le stime governative indicano che, grazie agli aumenti, le amministrazioni provinciali dovrebbero incassare circa 77,4 milioni di euro aggiuntivi. In totale, si prevede che saranno disponibili quasi 270 milioni di euro all’anno per la manutenzione delle strade locali.
La misura, che inevitabilmente peserà sulle tasche degli automobilisti, punta tuttavia a rafforzare un sistema di infrastrutture stradali che da anni soffre di sottofinanziamento. L’impatto sulle famiglie sarà immediato, ma il governo auspica che i benefici per la sicurezza e la qualità della rete stradale siano percepibili già nel medio periodo.
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