Valle costruisce la memoria dell’Istrioto: arriva la Casa Vallesa

Comune, Comunità degli Italiani e Unione Italiana insieme per un progetto che punta a trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio linguistico e culturale

177
0
Valle costruisce la memoria dell’Istrioto: arriva la Casa Vallesa
Foto Roni Brmalj

La tutela della lingua e della cultura locale passa anche attraverso la creazione di nuovi spazi dedicati alla memoria e alla valorizzazione del patrimonio immateriale. È questo l’obiettivo del progetto per la realizzazione della “Casa dell’Istrioto – Casa Vallesa”, presentato oggi, mercoledì 30 settembre, a Valle, nell’ambito della 14ª edizione del Festival dell’Istrioto. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Valle, la Comunità degli Italiani di Valle e l’Unione Italiana e si inserisce nel più ampio progetto dei centri interpretativi dell’istrioto promosso dall’UI.

Durante l’incontro è stata presentata la proposta di lettera d’intenti, il cui testo è stato definito e concordato tra le parti. Non si è invece proceduto alla firma prevista inizialmente: il documento dovrà infatti essere sottoposto all’approvazione degli organi competenti, a partire dal Consiglio comunale di Valle e dall’Assemblea dell’Unione Italiana.

La futura Casa Vallesa troverà spazio in un edificio situato accanto alla chiesa di Valle, già individuato dal Comune. Secondo quanto spiegato dal presidente della Comunità degli Italiani di Valle, Fabrizio Fioretti, l’intenzione è trasformare la struttura in un vero e proprio museo linguistico dedicato al dialetto vallese.

L’allestimento dovrebbe raccontare la vita e la cultura della comunità attraverso mobili e oggetti capaci di restituire ai visitatori un’immagine della Valle di un tempo. A questi elementi tradizionali si affiancheranno strumenti multimediali, con la possibilità di ascoltare direttamente il vallese, dando così alla lingua una presenza concreta all’interno dello spazio espositivo.

“L’obiettivo è mantenere la lingua e la cultura del posto”, ha spiegato Fioretti, sottolineando il valore di un progetto che intende rivolgersi non soltanto alla conservazione della memoria, ma anche alla sua trasmissione alle nuove generazioni e ai visitatori.

La Casa Vallesa si inserirà inoltre in un contesto destinato a cambiare nei prossimi anni. Una volta conclusi i lavori di rinnovamento del campanile della chiesa, è prevista la realizzazione di una nuova piazza in pietra antistante l’edificio religioso, contribuendo a valorizzare ulteriormente l’area nella quale sorgerà il futuro centro.

Foto Roni Brmalj

Un progetto che guarda all’intero territorio

Per Paolo Demarin, presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, la proposta di Valle rappresenta una nuova tappa di un percorso più ampio. Il progetto dei centri interpretativi dell’istrioto è stato infatti avviato in altre località dell’Istria, con l’obiettivo di creare una rete di luoghi dedicati alle diverse parlate e alle specificità delle singole comunità.

Dopo Gallesano, dove l’UI ha avviato il progetto attraverso l’acquisto di uno stabile e una prima fase di restauro, e Sissano, dove è stato acquistato un altro edificio, l’attenzione si concentra ora su Valle. In questo caso la formula prevede un partenariato: il Comune metterà a disposizione l’edificio individuato, mentre l’Unione Italiana parteciperà con un finanziamento, il cui importo dovrà essere definito in relazione ai contenuti e agli interventi necessari per la Casa dell’Istrioto.

Il percorso non si fermerà però a Valle. Demarin ha ricordato che sono già state avviate iniziative anche a Dignano e Rovigno, con l’obiettivo di completare progressivamente una rete di centri interpretativi. Ogni località, ha spiegato, dovrà avere una propria peculiarità e un carattere distintivo, all’interno di una concezione di “museo diffuso” capace di valorizzare le diverse espressioni dell’istrioto.

Dalla tutela alla valorizzazione

Il progetto assume un significato più ampio anche alla luce del riconoscimento delle parlate istriote come bene immateriale protetto della Repubblica di Croazia. Per le Comunità degli Italiani e per l’Unione Italiana questo comporta anche un impegno concreto nella divulgazione, nella tutela e nella promozione di questo patrimonio linguistico.

L’obiettivo, dunque, non è soltanto creare singoli spazi museali, ma costruire un sistema in grado di raccontare la storia delle diverse comunità attraverso la lingua, gli oggetti, le tradizioni e gli strumenti contemporanei. Una volta definiti tutti gli edifici e completata la progettazione, l’intenzione dell’UI è inoltre quella di preparare un più ampio progetto europeo.

La Casa Vallesa rappresenta quindi un nuovo tassello di questo percorso. Il prossimo passaggio sarà l’approvazione formale della lettera d’intenti da parte degli organi competenti, dopodiché potrà entrare nella fase operativa il progetto per trasformare l’edificio accanto alla chiesa in uno spazio dedicato alla lingua, alla memoria e all’identità vallese.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display