3.maj, bagliori di salvezza

Dusko Marusic/PIXSELL

FIUME | Prosegue l’attuazione del piano per salvare il 3.maj ideato dal direttore, Edi Kučan. Dopo aver completato la commessa delle sezioni di navi per l’italiana Fincantieri, sta per essere messo in atto il contratto con il cantiere di rimessaggio Viktor Lenac di Kostrena. Nello stabilimento situato nella Baia di San Martino (Martinščica) in questo periodo c’è penuria di tubisti e, come tante volte in passato, si sono rivolti al 3.maj per un aiuto. Si tratta di sostituire le tubature degli impianti per la manipolazione delle acque di zavorra di tre navi appartenenti allo stesso armatore straniero. Al cantiere navale di Cantrida già da giorni si stanno preparando i tubi, lunedì gli operai si sono recati in officina per prendere in dotazione gli utensili di cui avranno bisogno, li hanno poi depositati in grandi casse di legno, che sono già state trasportate al Viktor Lenac. Il responsabile del settore di equipaggiamento delle navi in seno al 3.maj, Predrag Kulaš, ieri ha affermato che le trasferte degli operai sono imminenti e che il piano per salvare il 3.maj, ideato dal direttore Kučan, sta andando nella direzione giusta.

Problemi logistici

Saranno 25 in totale, gli operai del 3.maj che lavoreranno a Kostrena: 10 tubisti, 10 marinai, 5 tra meccanici e fabbri. Siccome le paghe arretrate non sono ancora arrivate, si è presentato il problema di come farli arrivare a destinazione e riportarli indietro. Il direttore Kučan ha contattato la Città di Fiume, che ha concesso un autobus dell’Autotrolej. Sicché gli operai timbreranno il cartellino al 3.maj, poi saranno trasportati al Lenac, da dove ripartiranno nel primo pomeriggio per tornare a Cantrida e timbrare il cartellino in uscita. Il direttore si è premurato anche del pasto di chi lavorerà a Kostrena: il proprietario del servizio di ristorazione è lo stesso in entrambi gli stabilimenti e Kučan ha concordato che i cantierini del 3.maj potranno continuare a ricevere il pasto gratuito anche durante la trasferta.
Soddisfazione per un ulteriore passo verso la salvezza è stata espressa anche da Juraj Šoljić, a capo del Comitato sindacale per la salvaguardia del 3.maj nonché membro del Consiglio di vigilanza dello stabilimento. Dopo aver confermato sia l’invio di 25 operai al Viktor Lenac, sia l’ingaggio dell’Autotrolej, nonché i pasti caldi agli operai, ha rilevato che “si tratta di un contratto per un lavoro che richiederà circa 3 settimane di tempo. Il pagamento avverrà sul conto del 3.maj, con la specifica che il denaro dovrà essere versato sul conto di chi ha svolto i lavori”.

La parola al governo

Il sindacalista ha affermato che, dall’ultima udienza al Tribunale commerciale (il 4 luglio), altri 5 o 6 creditori hanno sbloccato il conto dello stabilimento di Cantrida. “Domani mattina (oggi, per chi legge) invieremo al governo e al Ministero dell’Economia la lista dei creditori che non hanno ancora deciso di sbloccare il nostro conto in banca. Starà poi al governo, decidere se rinunciare a sbloccare il conto del 3.maj (non sono stati versati né i contributi né le tasse per quest’anno). Noi, cioè sia il direttore, sia i Sindacati, ci abbiamo messo l’anima per cercare di far sopravvivere l’azienda. La decisione finale se salvarci spetta ora al governo. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente tutti coloro i quali hanno deciso di sbloccare il conto del 3.maj e quelli che, in precedenza, non lo hanno bloccato. Perché se il conto è bloccato, non possiamo produrre, dunque tutti sono in perdita. Lo sblocco significa poter lavorare normalmente, pagare gli operai e, pian piano, saldare i debiti”, ha concluso Šoljić.

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