Nel primo pomeriggio di ieri il Rijeka è giunto a Razgrad, città di poco più di 50mila abitanti situata nel nord-est della Bulgaria, a una sessantina di chilometri dal confine con la Romania e a circa 130 chilometri dalle sponde del Mar Nero. È qui che stasera, mercoledì 30 luglio, alla Huvepharma Arena andrà in scena il match di ritorno del secondo turno preliminare di Champions League contro il Ludogorets (calcio d’inizio alle 19.30, diretta tv MaxSport 1). Dopo lo 0-0 maturato a Rujevica entrambe le squadre saranno chiamate a prendersi qualche rischio in più anche se la contesa, visto l’equilibrio dell’andata, potrebbe tranquillamente allungarsi ai supplementari, se non anche alla lotteria dei rigori. Per quanto riguarda la formazione, Đalović potrebbe confermare in toto l’undici di partenza del primo round. Non è tuttavia da escludere qualche cambio nel reparto avanzato con Čop (o Jurić) schierato al vertice dell’attacco e Fruk arretrato nel suo ruolo naturale di fantasista, ma sulla questione il tecnico montenegrino è stato abbastanza chiaro (“In questo momento Fruk è il nostro miglior attaccante”), facendo intendere che l’ex Gorica agirà nuovamente da falso nueve. A meno che la rifinitura di ieri sera non gli abbia fatto cambiare idea…
Sfida da 50:50
Quella di stasera sarà una partita speciale soprattutto per Dominik Yankov. Il trequartista bulgaro ha vissuto sei stagioni al Ludogorets, conquistando altrettanti titoli nella Parva liga. A Rujevica era rimasto panchina, ma stavolta Đalović potrebbe concedergli un po’ di spazio. “A nessun giocatore piace stare in panchina, però sono arrivato da poco e non è facile entrare subito in un sistema di gioco ben consolidato, ma sto dando il massimo in ogni allenamento per cercare di conquistarmi il posto. Poi ovviamente l’allenatore farà le sue scelte. Fisicamente sono a posto. Anzi, sono proprio al 100% – racconta uno dei volti nuovi del Rijeka 25/26, il quale due giorni fa ha spento 25 candeline –. Il passaggio del turno sarebbe un bel regalo di compleanno, però sappiamo che sarà dura. Conosciamo tutti le qualità del Ludogorets. Li abbiamo studiati a fondo individuandone pregi e difetti. È una sfida da 50:50, anche se loro avranno il vantaggio di giocare in casa. Ma sarà dura anche per loro. Il Rijeka è una squadra molto ben strutturata. Ci sono giocatori che hanno alle spalle un’importante esperienza internazionale e giovani di grande talento. Tempo libero? Zero. Allenamento, riposo e poi di nuovo in campo per un’altra seduta…”.
Per lui sarà un mix di emozioni. “È incredibile che le prime due partite dopo il mio ritorno in Europa siano proprio contro la mia ex squadra. Sarà strano ritrovare il Ludogorets da avversario, ma sono anche felice di rivedere tanti amici ed ex compagni di squadra. Per me è una partita speciale e ci terrei tanto a giocarla però, ripeto, è una scelta che spetta all’allenatore. Lì ho vissuto sei anni stupendi, coronati da tanti trofei e anche da qualche premio individuale. Rivincita? Nessuna rivincita. Il Ludogorets mi ha dato tanto sia come calciatore che come persona e sarò sempre grato alla società per aver creduto in me. E se per caso dovessi segnare non esulterò. Per rispetto. Non sarebbe giusto dopo i tanti anni trascorsi lì”.
Si dice che i tifosi degli “aquilotti” non siano particolarmente caldi… “È vero, ma questo vale per il campionato. Nelle partite in Europa il discorso cambia perciò mi attendo uno stadio pieno, soprattutto considerando che in ballo c’è la qualificazione in Champions”.
Popcorn e hot dog
Yankov fa poi un interessante paragone con la MLS americana, dove ha trascorso l’ultimo anno e mezzo difendendo i colori del Montreal. “Lì la cultura del calcio è diversa rispetto all’Europa. Le partite sono più uno show per famiglie. Non ci sono tifoserie organizzate, bensì la gente va allo stadio per godersi lo spettacolo tra popcorn e hot dog. Gli stadi sono sì pieni, ma l’atmosfera è completamente diversa che in Europa. Per quanto riguarda invece l’aspetto tecnico, molti sottovalutano la MLS, che è in realtà un campionato competitivo, molto fisico e vi militano tanti giocatori forti. Per me è stata un’esperienza molto formativa mettersi alla prova in una realtà diversa da quella a cui ero abituato”
La compagine di Razgrad ha la strana abitudine di cambiare guida tecnica dopo ogni stagione. “Capitava anche ai miei tempi. Sinceramente non l’ho mai capito. La società non è mai soddisfatta fino in fondo e quindi è alla costante ricerca di qualche nuova soluzione”.
Yankov ha collezionato 17 presenze con la maglia della Bulgaria, anche se l’ultimo gettone risale a due anni fa contro il Montenegro nelle qualificazioni agli Europei 2024. “L’obiettivo è tornare presto nel giro della nazionale. Ora che sono tornato in Europa sarà più facile per il selezionatore seguire le mie prestazioni in campo. Chi è il presidente della Federazione? Georgi Ivanov. Sì, lo so che ha lasciato un bel ricordo al Rijeka”, sorride il 25enne nativo di Toronto, il quarto bulgaro nella storia del Rijeka dopo Vencislav Hristov, Valeri Bojinov e il già citato Georgi Ivanov.
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