Victor Sanchez si presenta: «Voglio vincere anche qui»

Il Rijeka ha presentato ufficialmente il suo nuovo allenatore,. Il 49enne madrileno ha vinto diversi trofei con Real, Deportivo e Olimpija, e ora vuole ripetersi anche a Fiume

0
Victor Sanchez si presenta: «Voglio vincere anche qui»
Victor Sanchez nella sua nuova "casa" a Rujevica. Foto Ivor Hreljanović

Con un “Dobro jutro” (“buon giorno”) in perfetto croato, Victor Sanchez del Amo si è presentato ufficialmente come nuovo allenatore del Rijeka nel corso della conferenza stampa tenutasi al centro stampa Orlando Rivetti di Rujevica. Al suo fianco il direttore sportivo Darko Raić Sudar, che ha introdotto il 49enne tecnico spagnolo, ex Olimpija Lubiana. Dato che la gara dei sedicesimi di Coppa Croazia in casa del Maksimir (16.30), inizialmente programmata per mercoledì prossimo, è slittata, Sanchez debutterà sulla panchina biancocrociata in campionato, davanti ai suoi nuovi tifosi, sabato 13 settembre a Rujevica con la Lokomotiva (19.45).

“Prima di tutto voglio ringraziare il club, il presidente Damir Mišković, il direttore sportivo qui presente e il suo assistente Antonini Čulina. Per me è un onore entrare a far parte di questo progetto: è una grande sfida, ma anche un’enorme opportunità. Sono entusiasta di iniziare a lavorare, ho ancora dentro di me lo spirito del giocatore e questo alimenta la mia passione per il ruolo di allenatore”, le prime parole di Sanchez.

Il nuovo tecnico conosce già bene l’ambiente del Rijeka: appena un anno fa, con l’Olimpija Lubiana, eliminò i fiumani dai play-off di Conference League con un netto 6-1 complessivo. Proprio quell’esperienza fu per lui un momento chiave della carriera: “Quel risultato è stato storico per noi. Ma ora il Rijeka rappresenta un grande passo avanti: un progetto ambizioso e vincente, in cui si sono già ottenuti risultati straordinari. Ho imparato al Real Madrid che la cosa più difficile non è vincere, bensì continuare a farlo. E questo sarà il nostro obiettivo”.

Sanchez succede a Radomir Đalović, con il quale non c’è ancora stato un contatto diretto: “Non ci siamo sentiti, ma lo capisco. È un momento difficile per qualsiasi allenatore. Ho grande rispetto per lui, come calciatore e come tecnico. Ha fatto una stagione incredibile, vincendo il double. Gli ho anche scritto per congratularmi. È una leggenda di questo club e sono certo che tornerà ad allenare ad alti livelli”.

Con il cambio in panchina, anche lo stile di gioco del Rijeka dovrebbe diventare diverso. “Punteremo su un calcio più compatto e organizzato, sia in fase difensiva che offensiva. Per vincere bisogna segnare più di tutti, ma anche subire meno. Lavoreremo da subito su una nuova filosofia, costruendo un’identità chiara. Dovremo gestire tante partite, anche in Europa, e questo richiederà l’impiego di molti giocatori. Per me non esistono titolari e riserve: esistono solo giocatori pronti a dare il massimo, dal primo minuto o entrando a gara in corso”, ha concluso il neoallenatore.

Al fianco di Sanchez ci sarà il suo fidato assistente, Ramiro Munoz Calva, mentre il resto dello staff viene definito in queste ore. Il primo allenamento sotto la nuova guida tecnica è previsto per questa mattina a Rujevica, ovviamente senza i giocatori impegnati con le rispettive nazionali.

Raić Sudar: «C’è sempre un piano B»

Durante la conferenza stampa, il diesse, Darko Raić Sudar, ha risposto alle domande in merito alla rosa presentata per la Conference League e al lavoro svolto dal club sul mercato estivo. “La lista è stata inviata e il mercato è ancora aperto per poco. Sarei felice se restassero tutti. Abbiamo acquistato nove giocatori e crediamo di avere una buona squadra. C’erano alcune idee per rinforzare ulteriormente la rosa, ma ho voluto puntare solo su veri innesti. Vedremo nei prossimi due o tre giorni se accadrà ancora qualcosa, ma il tempo ci dirà tutto”.

Tra le questioni più discusse, anche quella legata alla presenza di un possibile vuoto a centrocampo, davanti alla difesa.

“Oltre a Petrovič, abbiamo anche Dantas. Dejan è un classico numero sei, ma può giocare anche da otto. Avevamo valutato l’arrivo di un altro giocatore per quel ruolo, ma così facendo Petrovič sarebbe finito in panchina. Per quanto riguarda il difensore centrale, vale lo stesso discorso: se arriva come rinforzo, allora deve giocare. Valutiamo sempre se chi arriva è realmente più forte di chi già c’è. Non sono mai stato favorevole ad acquistare tanto per farlo”, ha sottolineato Raić Sudar.

Un altro tema caldo riguarda la permanenza di alcuni giocatori dati in partenza: “Diversi ragazzi stavano valutando un trasferimento, ma sono rimasti. Questo ha naturalmente un impatto, lo capisco bene: anch’io sono stato un calciatore e tutti abbiamo delle ambizioni. Janković, Fruk, Radeljić… avremmo potuto cedere qualcuno, ma dipendeva da offerte e valutazioni. L’obiettivo era centrare l’Europa. Alcune situazioni non si sono concretizzate e non abbiamo voluto forzare. Sono contento per la squadra, anche se probabilmente il presidente avrebbe preferito qualche cessione per motivi di bilancio. Sono partiti solo Selahi e Djouahra, e ne sono arrivati nove. Ho fiducia in questa rosa, e sarà il tempo a dire se abbiamo fatto bene”.

In chiusura, un commento anche sulle indiscrezioni legate al tecnico Sanchez: “No, non è vero. Abbiamo sempre avuto un piano B. I colloqui con l’allenatore sono iniziati solo due o tre giorni fa, come lo ha confermato anche lui. È nostro dovere pianificare tutto ciò che può accadere… o non accadere”.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display