La sfida di giovedì sera a Rujevica col Celje è un appuntamento con la storia. OK, gli sloveni non sono certo il Real Madrid, però in caso di successo per il Rijeka si spalancherebbero le porte degli spareggi di Conference League, il che vorrebbe dire “svernare” in Europa, cosa accaduta una volta sola nella storia del club, e più precisamente nella lontana stagione 1979/80 quando i fiumani raggiunsero i quarti di finale della Coppa delle Coppe, dove a sbarrare loro la strada fu la Juventus di Trapattoni e dei futuri campioni del mondo Zoff, Cabrini, Gentile, Scirea, Causio e Tardelli. Non esattamente degli ultimi arrivati… Perciò sì, non è affatto esagerato parlare di appuntamento con la storia.
I biancocrociati sono reduci dai successi contro Mladost Ždralovi e Vukovar tra Coppa Croazia e campionato. Certo, battere una formazione di terza divisione e il fanalino della SHNL dovrebbe essere il minimo sindacale per la squadra detentrice del doblete, però nel calcio le cose cambiano in fretta e in questa stagione così tribolata è appena la seconda volta che la truppa di Sanchez riesce a mettere insieme due vittorie di fila, dopo quelle contro Sparta Praga e il derelitto Osijek.
«È difficile ripetersi»
“Dobbiamo assolutamente battere lo Celje perché in caso contrario ci toccherebbe giocarci la qualificazione al play-off in Polonia contro lo Shakhtar Donetsk e lì sarebbe durissima – spiega Toni Fruk, che abbiamo intercettato durante la Notte bianca, il tradizionale appuntamento pre-natalizio in cui si tirano le somme dell’anno agli sgoccioli –. Vogliamo chiudere già adesso il discorso qualificazione in modo da evitare ulteriori stress, anche perché abbiamo altre due partite di campionato prima della sosta invernale e non possiamo permetterci di lasciare altri punti per strada. Abbiamo bisogno di continuità e queste ultime due vittorie ci danno fiducia, anche per il gioco espresso. Siamo in crescita e vogliamo conquistare il maggior numero di punti possibili in queste quattro partite che ancora ci restano”.
Il fantasista della nazionale non è mai banale nelle sue dichiarazioni e infatti ammette con grande onestà che la prima parte di stagione è stata molto deludente. “Non ci nascondiamo: è stato un girone autunnale decisamente al di sotto delle aspettative. Sicuramente il fatto di giocare su tre fronti ha inciso. Abbiamo anche un po’ sacrificato il campionato per concentrarci sulle coppe europee. Sia chiaro, questa non è una giustificazione perché disputare una competizione europea era il nostro obiettivo. Dopo il doblete abbiamo posto l’asticella molto in alto e, credetemi, è difficilissimo ripetere una stagione come quella scorsa. Credo che soltanto tra qualche anno realizzeremo fino in fondo ciò che abbiamo ‘combinato’ nella scorsa stagione. Dinamo e Hajduk troppi lontani? Possiamo ancora recuperare terreno, anche se non sarà facile. Però dobbiamo essere più continui perché non puoi giocare una partita bene e quella dopo male. Ecco, quello che ci serve è un po’ più di continuità”.
Sul confine
Il grande sogno di Toni si chiama Mondiale 2026, con la rassegna nordamericana che si staglia all’orizzonte. Lui è uno di quei giocatori che si trovano sul confine, ancora in lotta per assicurarsi il posto sull’aereo che il prossimo giugno porterà la Croazia oltreoceano e affrontare Inghilterra, Panama e Ghana nella prima fase. “Dipende tutto da me. Farò tutto il possibile per conquistarmi il posto. Prima però bisogna riportare in alto il Rijeka. E se il Rijeka starà nuovamente laddove deve stare, allora anche per me sarà più facile guadagnare la convocazione. Il girone? Direi molto interessante. Magari un po’ più tosto rispetto ad altri, però la Croazia è fortissima e può battere chiunque”.
Sulle convocazioni Dalić è stato molto chiaro: solamente coloro che giocano con continuità nei rispettivi club andranno al Mondiale. Restando al Rijeka Fruk sarebbe praticamente certo del posto, ma il mercato di gennaio potrebbe portarlo lontano da Rujevica, in una società che forse non gli garantirebbe un posto da titolare, mettendo di fatto a rischio la sua presenza iridata. “È inutile fare questo tipo di ragionamenti. Poi ognuno è libero di pensare ciò che vuole. La verità è che non so cosa succederà a gennaio. Se dovesse arrivare un’offerta che soddisfa sia me che le richieste della società, va benissimo. Se invece non dovesse arrivare, andrà benissimo lo stesso. Al Rijeka sto bene e se dovessi restare ne sarei felice e convinto che nella seconda parte di stagione io e i miei compagni potremmo toglierci tante altre soddisfazioni”, conclude il miglior giocatore del campionato croato.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































