Stasera Rijeka-Kolos: In palio i play-off di Europa League

Simon Rožman: «Come una semifinale mondiale»

L’allenamento di ieri sera del Rijeka a Rujevica

“Ho detto chiaramente ai miei giocatori che abbiamo di fronte partite che possono rappresentare per noi una semifinale e una finale mondiale. Così la penso e questo è ciò che cerco di trasmettere alla squadra”. Simon Rožman non usa le classiche frasi di circostanza per illustrare l’importanza della partita di stasera (ore 20.45) a Rujevica, nella quale il Rijeka affronterà gli ucraini del Kolos di Kovalivka nel terzo turno preliminare di Europa League. La partita con il Kolos rappresenta la semifinale, quella, si spera, dei play-off con una tra Copenhagen o Piast Gliwice, la finale, ovvero l’ultimo scalino prima del paradiso (soprattutto finanziario) chiamato fase a gironi. Ecco perché dalle parti di Rujevica si percepisce una certa tensione, che si spera possa trasformarsi in energia positiva.

Simon Rožman

Decideranno i dettagli
“Devo fare i complimenti alla squadra per come sta lavorando negli ultimi dieci giorni. Non vediamo l’ora che la partita inizi per dimostrare di che cosa siamo capaci di fare – prosegue Rožman –. Abbiamo in squadra diversi giocatori d’esperienza e di qualità, che sanno come comportarsi in partite e situazioni del genere. Ci sono poi i tanti giovani, che danno energia alla squadra e che hanno una voglia matta di mettersi in luce in palcoscenici importanti. Mi aspetto una partita molto equilibrata, nella quale a decidere saranno dei dettagli. Il Kolos sembra forse un outsider, ma soltanto sulla carta. Noi dobbiamo pensare a sé stessi, a come affrontarli al meglio. Siamo favoriti e non lo neghiamo, pertanto dobbiamo comportarci come tali anche in campo. Ogni qualvolta ci abbiamo messo grinta e passione nelle partite importanti abbiamo finito per festeggiare. Queste sono anche le mie principali aspettative per la sfida con il Kolos. L’undici di partenza? L’ho in testa ormai da diversi giorni. Speriamo che qualche infortunio dell’ultima ora o i test per il Covid-19 non rovino i piani. Sbagliare formazione sarebbe pericoloso, per di più che non ci saranno cinque cambi a disposizione, ma tre. La freschezza fisica sarà pertanto un fattore molto importante”, dice Rožman, aggiungendo: “Ho visto alcune loro gare e posso dire che non mollano mai. Sono ben organizzati, hanno una buona disciplina tattica e spesso colpiscono in contropiede e sui calci piazzati. Il punto di forza mi sembra la difesa, composta da gente di grande esperienza”.

Andrijašević: «No problem»
Per la gara di stasera il tecnico sarà costretto a rinunciare agli infortunati Arsenić, Yateké, Ristovski, Iglesias e Prskalo, oltre che a Halilović, fuori almeno per i prossimi sei mesi. Franko Andrijašević era praticamente in dubbio fino a ieri, ma il capitano ci sarà, pronto a dare il proprio contributo. Per lui si tratterà della prima partita europea con la maglia del Rijeka, per giunta forse in un ruolo non particolarmente suo, quello del “falso nueve”. “Negli ultimi giorni ho notato alcuni cambiamenti significativi e credo che con il Kolos si vedranno i miglioramenti. Il possibile ruolo di prima punta? Ovvio che sono pronto a ricoprire qualsiasi posizione, sono sempre a disposizione dell’allenatore. Per natura prediligo partire da dietro, sottraendomi così alla diretta marcatura dei difensori avversari, ma il ruolo di prima punta non è certo una novità assoluta per me. Non lo vedo come un problema. Ho agito spesso anche come attaccante aggiunto, d’altronde più di una volta ho fatto da spalla a Čolak”. L’assenza dei tifosi sarà un fattore penalizzante, ma una spinta potrebbe arrivare comunque. “Ho sentito negli ultimi giorni che i nostri tifosi saranno presente all’esterno dello stadio, nel… bosco. Non è la stessa cosa come sugli spalti, ma ci aiuterà sicuramente. Mi ricordo della famosa semifinale di Coppa Croazia con l’Osijek: loro erano sì fuori, ma noi in campo li sentivamo eccome”, analizza Andrijašević, riservando poi un pensiero ad alcuni ormai ex compagni di squadra: “Mi fa piacere che Gorgon e Čolak abbiano realizzato dei trasferimenti decisamente vantaggiosi per entrambi, se lo sono meritati. Possiamo e dobbiamo ringraziarli per quanto hanno dato al Rijeka. Adesso voltiamo pagina. Al loro posto sono arrivati alcuni giovani in cerca di un trampolino di lancio: servirà del tempo per integrarli, ma ci serviva un po’ di linfa nuova. La situazione è questa, e non è un alibi bensì la realtà. Credetemi, chiunque scenderà in campo onorerà la maglia del Rijeka”.

«Il vantaggio del Kolos? L’assenza del pubblico»
Affermare che stasera il Rijeka partirà con il favore del pronostico può anche starci, ma sostenere che il Kolos sia un outsider, il classico agnello da sacrificare, sembra assolutamente fuori luogo. Non si può farlo per una squadra che ha collezionato ben sei vittorie nelle ultime sette partite. L’unica sconfitta risale infatti alla prima giornata di campionato, un 3-1 il casa dei pluricampioni di Ucraina dello Shakhtar Donetsk. Per il resto soltanto successi, tra i quali anche il 2-0 alla Dynamo Kiev, una delle pretendenti al titolo nazionale. Alla vittoria in casa dell’Aris Salonicco è seguito giorni fa il 2-1 esterno in campionato con il Rukh Vynnyky, con il tecnico Ruslan Kostyshyn che ha schierato nell’occasione la squadra di riserva onde far riposare gran parte dei titolari per la gara di Europa League. Già di per sé il successo in Grecia è un risultato di tutto rispetto, contro una formazione che ha un bilancio nettamente superiore e che partiva pure con il favore del pronostico dalla sua parte. Il Rijeka è, insomma, avvisato…
“Il nostro allenatore ha appositamente voluto lasciare a riposo alcuni titolari, ma coloro che sono scesi in campo hanno dimostrato di poter contare in ogni momento su di loro. Il Kolos non ha soltanto undici giocatori a disposizione, bensì una rosa ampia e competitiva”, dice il 23.enne attaccante Denis Antyukh, autore di una delle due reti in casa dell’Aris e una delle principali minacce per la porta di Ivan Nevistić. A Rujevica l’obiettivo è uno solo: “Abbiamo visionato alcune partite del Rijeka, si tratta di una squadra che ha qualità tecnica, ma ritengo comunque che abbiamo tutte le carte in regola per superare il turno. Vogliamo arrivare ai play-off e poi provare a entrare nella fase a gironi. A Fiume, come del resto a Salonicco, il nostro vantaggio saranno le tribune vuote. Sappiamo benissimo quanto i tifosi possano spingere una squadra in campo, e quelli di Aris e Rijeka lo avrebbero fatto sicuramente. Così, invece, per noi sarà un po’ più facile”.
“Ci aspettiamo una partita difficile, ma differente rispetto a quella in Grecia. L’Aris ha forse più qualità individuale, mentre il Rijeka è superiore come collettivo – ha detto in conferenza stampa a Rujevica l’allenatore Ruslav Kostyshyn, un uomo di… poche parole visto che a malapena rispondeva alle domande dei tre giornalisti presenti –. Sono dell’avviso che le informazioni che abbiamo ricevuto sulla squadra fiumana ci basteranno per preparare bene la partita. Non mi esprimerò sui loro pregi e difetti, ma in questa fase della competizione ogni dettaglio è importantissimo. Ritengo che siamo fisicamente pronti, però ciò può significare poco o nulla. Dobbiamo aspettare l’inizio della gara per capire quale squadra è più forte”.

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