Srećko Juričić: «Orlando, esempio di tifoso e giornalista»

Srećko Juričić, direttore sportivo del Rijeka. Foto: Željko Jerneić

“Lui è stato il vero esempio, un faro per i più giovani, di come si ami e rispetti il club per il quale si tifa, mantenendo allo stesso tempo l’obiettività che ogni giornalista deve indubbiamente avere ogni qualvolta scrive e riporta una notizia”. Srećko Juričić, attuale direttore sportivo del Rijeka, ricorda così il compianto Orlando Rivetti. “Noi due eravamo legati da una specie di filo molto sottile visto che mi ha seguito professionalmente per tutta la mia carriera, dai tempi quando facevo il calciatore sino a quando allenavo e facevo il dirigente. Orlando l’ho conosciuto meglio agli inizi degli anni Settanta, non ricordo esattamente se nel 1971 o 1972, quando mi consegnò di persona il trofeo per la vittoria del Rijeka al torneo Pero Radaković. Di lui potrei dire veramente tante cose belle, ma mi limito a sottolineare il fatto che quando avevo bisogno di qualcosa, lui c’era sempre. E questo non capita spesso, soprattutto nel calcio d’oggi. Inevitabile che talvolta sei bersaglio della critica, ma Orlando lo faceva sempre in modo soft e molto costruttivo, senza mai andarci giù pesantemente. E questa era una delle sue doti più grandi di giornalista, ma soprattutto di uomo: criticare sì, ma senza mai offendere. Lo dico per esperienza personale, che il suo modo di commentare arrivava dritto al destinatario. Purtroppo, per il giornalismo nostrano non è un bel periodo visto che negli ultimi mesi se ne sono andate tante persone che portavano il Rijeka nel cuore. Giornalisti, ma forse ancora prima tifosi, che per dovere professionale dovevano fare il proprio mestiere”, ricorda Juričić in riferimento a Mišo Cvijanović, Cvjetan Ivanković, Ivica Kovačević e lo stesso Orlando Rivetti.

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