Srđan Grahovac: «Più che il bel gioco ci servono i punti»

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Srđan Grahovac: «Più che il bel gioco ci servono i punti»

FIUME | Arrivi e partenze fanno parte della vita di ogni squadra professionistica, ma soprattutto dei club più piccoli, che vivono in buona parte della vendita dei pezzi migliori. Dall’arrivo del presidente Damir Mišković al timone del Rijeka ne sono giunti a decine e partiti altrettanti, ma l’allenatore è sempre rimasto lì, crisi o non crisi. Questa volta, dopo sei gare senza vittoria, Matjaž Kek, campione di Croazia con il Rijeka e campione di longevità sulla panchina di un club in continuità, si è ritirato.
Domani si va a Zaprešić per affrontare nell’anticipo dell’11ª giornata l’Inter, squadra superata agevolmente lo scorso 3 agosto nella seconda di campionato. A quel 4-0 non aveva potuto contribuire Srđan Grahovac, che doveva scontare un turno di squalifica. Con che spirito ci si prepara per questo delicato incontro e come si lavora con il nuovo tecnico Igor Bišćan? “Credo che sia stato un bene andare a Umago per qualche giorno e allontanarsi dalla nostra realtà per ricompattarci e ritrovare la serenità. A Umago – ci ha detto Grahovac –, si è lavorato seriamente, ma in un clima positivo, in un’atmosfera promettente. Con che spirito si va a Zaprešić? Quella del Rijeka oggi è soprattutto una crisi dovuta ai risultati, che non sono stati quelli che speravamo e che ci aspettavamo. Inevitabilmente in queste situazioni arriva la tensione e anche il gioco ne subisce le conseguenze. Occorre uscire da questa spirale e un successo a Zaprešić sarebbe molto importante in questo senso. Abbiamo le qualità per battere l’Inter. Lo abbiamo già dimostrato in questa stagione, ma, come si è visto ultimamente, non vince sempre la squadra migliore”.
Metodi, comunicazione e quindi tattiche sono gli elementi che fanno la differenza tra un allenatore e un altro. “Per quanto riguarda l’assetto tattico non c’è stato il tempo per apportare dei cambiamenti drastici al nostro sistema di gioco. Per il resto, noi giocatori cerchiamo di adattarci seguendo le indicazioni del tecnico. Cambiare allenatore per un giocatore può essere traumatico, ma per i calciatori che hanno un po’ d’esperienza alle spalle, che hanno cambiato squadre e tecnici, questa situazione non dovrebbe rappresentare qualcosa di particolarmente problematico. Forse nel nostro caso è un po’ diverso perché Matjaž Kek è stato allenatore per tanti anni, ma è anche vero che non ci sono molti giocatori nella rosa a essere stati allenati da lui per un periodo più lungo. Questo ora non importa, perché il nostro unico pensiero deve essere rivolto al prossimo impegno in cui cercare un successo indispensabile per riprendere quota in classifica e cacciare i cattivi pensieri”, ha commentato il mediano del Rijeka, interprete di un ruolo chiave nella filosofia di Kek. Da lui e da Čanađija, centrocampisti arretrati, ci si aspetta concentrazione e intraprendenza nel trasformare le azioni difensive in quelle offensive. “Come ho già detto, questa squadra ha la qualità dalla sua parte e durante la sosta credo che abbia recuperato anche qualcuno tra i giocatori acciaccati o infortunati. Comunque sia, a Zaprešić ci andiamo per vincere. Più del bel gioco ora contano i punti”, ha concluso Srđan Grahovac.

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