Rijeka. Un pareggio che serve poco

Foto: Roni Brmalj

Era il 25 aprile 2017 e a Rujevica arrivava l’Osijek, in piena corsa per il terzo posto con l’Hajduk. Il Rijeka era invece in lotta con la Dinamo per il suo primo titolo nazionale. Oggi, esattamente quattro anni dopo, lo scenario era identico, ma a parti inverse. Allora finì 2-0 per il Rijeka grazie ai gol di Bezjak e Andrijašević, con i fiumani che compirono il passo decisivo (+8, complice la sconfitta degli zagabresi a Koprivnica) verso un sogno destinato a diventare realtà. Stavolta, nell’ambito della 31ª giornata, non ci sono stati né vincitori né vinti, per un pareggio (0-0) che non serve troppo a nessuna delle due contendenti. Il Rijeka perde infatti il terzo posto, scavalcato dal Gorica, mentre l’Osijek vede ridursi sempre di più le speranze di gloria.
Tomić perde per squalifica Čerin (sostituito da Pavličić), ma ritrova Drmić, subito titolare. A Bjelica dei titolari manca il solo Kleinheisler, mentre Mierez è la punta di diamante. A centrocampo c’è Bočkaj, che in passato aveva spesso saputo far male ai fiumani. L’Osijek inizia decisamente meglio e nell’arco di un minuto crea due palle gol. Al 4’ Capan blocca un tentativo di Bohar, la palla arriva a Pilj, la cui conclusione viene deviata in angolo dal blocco fiumano. Sugli sviluppi dell’azione Mierez lascia partire una bordata da pochi passi, ma Nevistić si supera e neutralizza la minaccia. Il messaggio degli slavoni è forte e chiaro, a cospetto di un Rijeka che fatica a trovare il pallino del gioco. I quarnerini soffrono l’aggressività e la velocità degli ospiti, agendo principalmente di rimessa. Al 18’ è Bohar a sfiorare il vantaggio, stavolta con una conclusione dal limite. I padroni di casa si vedono per la prima volta al 20’: Murić lavora un pallone, si gira e calcia alto da posizione favorevole. Alla mezz’ora è il turno di Erceg, ma la mira è sbagliata. Il primo tempo si chiude con il quasi autogol di Danijel Lončar e il colpo di testa di Andrijašević, di poco alto.
Il copione non cambia troppo nemmeno nella ripresa, anche se il primo tentativo è di Štefulj, che non impensierisce troppo Ivušić. Al 55’ Cheberko stende Muriće Jović comanda il calcio di rigore, convalidato poi anche dal VAR. Dal dischetto batte lo stesso numero 7, ma Ivušić intuisce e respinge. In campo sale la tensione e fioccano le ammonizioni. Nell’arco di pochi secondi S. Lončar si prende il giallo, mentre D. Lončar sfiora di testa il vantaggio (bravissimo Nevistić). L’Osijek prende corraggio e torna a premere sull’acceleratore, seppur mancando di mordente. Inizia il solito festival delle sostituzioni, ma è Mierez a mettere i brividi a Nevistić con un semigirata alta. Poi ci prova Pilj, sempre con lo stesso esito. Le due squadre provano a vincerla, ma gli errori in fase di palleggio e di mira sono tantissimi. Come se l’emozione e l’imperativo dei tre punti giocassero brutti scherzi a entrambe. Lo 0-0 sembra quasi scontato e non può far felici nessuna delle due squadre. Il Rijeka interrompe così la serie di sei successi di fila in campionato e nei prossimi due turni sarà atteso da impegni difficilissimi: prima ci sarà la trasferta al Poljud e poi a Rujevica arriverà la Dinamo. Soltanto allora capiremo se il terzo posto finale sarà realtà, come del resto anche la qualificazione alla neonata Conference League.

RIJEKA (4-2-3-1): Nevistić, Tomečak, Capan, Galović, Smolčić, Pavičić, S. Lončar, Štefulj (dal 75’ Menalo), Andrijašević, Murić, Drmić (dal 69′ Kulenović). All.: Goran Tomić.
OSIJEK (3-4-3): Ivušić, Cheberko (dal 73’ Lopa), D. Lončar, Škorić, Silva, Pilj, Jugović, Bočkaj, Bohar, Erceg (dal 73’ Santini), Mierez. All.: Nenad Bjelica.
ARBITRO: Jović di Zagabria.
NOTE: stadio Rujevica. Ammoniti: Erceg, Capan, Andrijašević, Jugović, S. Lončar, D. Lončar, Santini, Smolčić, Škorić, Murić. Espulso D. Lončar al 91’ per doppia ammonizione. Al 57’ Ivušić para un rigore a Murić.

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