La “colonnina di mercurio” sul cellulare segna 18 gradi, c’è un filo di vento, mentre nel cielo il sole gioca a nascondino con le nuvole. Tutt’attorno si innalzano imponenti le Alpi Giulie, compreso l’iconico Tricorno, il simbolo non solo della regione ma di un Paese intero. Sulle vette più alte si scorge qualche piccola e isolata chiazza colorata di bianco. In montagna il cambiamento climatico (o per essere più corretti crisi climatica, come ci insegnano meteorologi e climatologi) è più evidente che in altri luoghi. Purtroppo è ormai una battaglia persa, un processo irreversibile. Ma non divaghiamo…
Poco più in là si snoda la mitica e ripidissima Podkoren 3, una delle piste di gigante più toste e impegnative della Coppa del Mondo di sci alpino. Anche d’estate, nonostante sia sprovvista del suo caratteristico candido mantello bianco, fa un certo effetto ammirare quelle sue pendenze che sfiorano il 60%. Ma non divaghiamo…

Salto di qualità
Siamo a Kranjska Gora, sede del ritiro del Rijeka, che suda agli ordini di Radomir Đalović e dei suoi collaboratori in vista dell’inizio della nuova stagione ormai alle porte. È qui, a oltre 800 metri di quota, nel triangolo in cui si incontrano Slovenia, Italia e Austria, che i campioni di Croazia stanno mettendo benzina nel motore. Ora che l’anticiclone nordafricano ha finalmente mollato la sua morsa opprimente, le condizioni sono davvero ideali per allenarsi. L’esordio stagionale si avvicina a grandi passi. La data è già da parecchio tempo cerchiata col rosso sul calendario: martedì 22 luglio, ore 20.45, Rujevica, andata del secondo turno preliminare di Champions League. Vengono quasi i brividi a pensarci essendo appena la terza volta dei fiumani in quella che è “l’anticamera” della massima competizione europea per club, dopo la prima nel 1999 e la seconda nel 2017. E l’obiettivo non è fare da comparsa e retrocedere subito nei preliminari di Europa League. La fase campionato è un sogno che va alimentato, altrimenti che gusto c’è? La stagione ai nastri di partenza vedrà i biancocrociati chiamati a difendere il doblete. Nello sport riconfermarsi è la cosa più difficile, ma non è certo una missione impossibile. Dopotutto, come ripete spesso quella vecchia volpe di Matjaž Kek, “il Rijeka non è inferiore né all’Hajduk né alla Dinamo”. E se lo dice il tecnico più longevo e vincente della storia del Rijeka, quelle parole avranno pur un peso, giusto? L’appetito vien mangiando e l’accoppiata campionato-Coppa ha fatto crescere ambizioni e aspettative. Il doblete rappresenta la base da cui ripartire per compiere un ulteriore salto di qualità. Un salto di qualità europeo. Ebbene sì perché non ci si può più nascondere: il Rijeka deve tornare a disputare una coppa europea. Sia per rimpinguare le casse societarie che per moltiplicare il valore dei suoi giocatori, da monetizzare poi in sede di mercato. La qualificazione manca da cinque anni, dal girone di Europa League con Napoli, Real Sociedad e AZ Alkmaar in piena pandemia. Un’astinenza troppo lunga e stavolta l’obiettivo non può essere fallito perché la strada è tutta in discesa. Quantomeno per la fase campionato di Conference League. Se l’anno scorso ce l’hanno fatta formazioni provenienti da Armenia, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Finlandia, Galles, Irlanda, Irlanda del Nord, Islanda, Kazakistan, Moldavia, Serbia, Slovenia… Insomma, il Rijeka deve riuscirci a mani basse! E se così sarà, ad attendere Zlomislić e soci saranno addirittura 32 partite soltanto nella prima parte di stagione. Praticamente un campionato intero concentrato in cinque mesi. Per la gioia del tifosi, ma anche dei giocatori perché va bene la stanchezza per essere in campo ogni 3-4 giorni, però c’è molto più gusto a giocare le partite piuttosto che allenarsi.

Le «bastonate» di Đalović
Ma torniamo a Kranjska Gora. La squadra si presenta al campo di allenamento alle 10.15. Ci tornano alla mente le parole di Majstorović rilasciate in una recente intervista: “Đalović ci bastona!”. Metaforicamente parlando, si intende. Ormai lo sanno anche i sassi che il tecnico montenegrino è un sergente di ferro e in tutta sincerità ci piacerebbe vederlo mentre “bastona” i propri giocatori, ma non è la nostra giornata fortunata. Il motivo? Il giorno prima c’è stata l’amichevole di 120 minuti contro i belgradesi del Čukarički (persa per 2-0) e quindi il programma prevede soltanto una seduta di scarico. Attivazione atletica, un po’ di corsa e tanto stretching. “La preparazione procede bene – racconta Radomir Đalović, sereno nonostante il KO del giorno prima contro la compagine serba –. La sconfitta ci sta perché la stanchezza si fa sentire, però al di là di questo abbiamo regalato loro entrambi i gol, che sono stati il frutto di errori individuali. Nel primo tempo abbiamo creato tante occasioni e colpito un palo e anche nella ripresa, quando abbiamo cambiato l’undici di partenza, la squadra mi è piaciuta. È stato comunque un test utile che ci ha permesso di sperimentare qualche variante nuova e provare alcuni giocatori fuori ruolo. In fondo le amichevoli servono proprio a questo. Ad ogni modo, meglio perdere un’amichevole che una partita ufficiale. La cosa più importante è che non ci siano infortuni”.

I dubbi di Škorić
Gli unici a lavorare a parte sono Mile Škorić e Silvio Ilinković: il primo è alle prese con un problema al ginocchio che si trascina dalla scorsa stagione, il secondo per un guaio agli adduttori rimediato nel primo test precampionato contro gli sloveni del Primorje a Rujevica. Quanto a Škorić, non è da escludere che il centrale che vanta la partecipazione all’Europeo 2020 decida di appendere gli scarpini al chiodo. “Škorić è per noi un giocatore importante e faremo il possibile per recuperarlo. Se dovesse tornare al 100% sono convinto che proseguirà la sua carriera”, aggiunge il tecnico montenegrino, che poi parla dei nuovi arrivati. “Se li abbiamo ingaggiati è perché sono forti. Ora sta a loro ripagare la nostra fiducia. L’asticella è posta molto in alto e da loro ci aspettiamo grandi cose. Dantas? Lo seguivamo da tempo. Possiede qualità importanti. Ovviamente è ancora un po’ indietro di condizione e contro il Čukarički ha giocato mezz’ora. È un giocatore duttile che può ricoprire tutti i ruoli a centrocampo”.

«Passerà il Ludogorets»
Nel frattempo il Ludogorets ha piegato la Dynamo Minsk per 1-0 nella sfida d’andata del secondo turno preliminare di Champions League. La qualificazione si deciderà quindi al ritorno, ma Đalović ha pochi dubbi su chi troverà di fronte il prossimo 22 luglio a Rujevica. “Passerà il Ludogorets. È una squadra forte che ha in rosa tanti stranieri, soprattutto brasiliani. Hanno anche diversi nazionali ed è una squadra abituata a disputare le coppe europee. Ad assistere alla partita a Razgrad c’erano il diesse Raić Sudar e il mio assistente Čagalj perciò avremo a disposizione tutte le informazioni del caso. Sarà dura, però parliamo della Champions e quindi non potrebbe essere altrimenti”.
L’obiettivo è accedere alla fase campionato di una competizione europea e l’allenatore del Rijeka non si nasconde. “Sì, l’obiettivo è quello. È un traguardo alla portata, però tanti pezzi dovranno comunque incastrarsi. Ci vorrà un po’ di fortuna nei sorteggi, bisognerà vedere la rosa che avremo a disposizione perché ci saranno altri arrivi e cessioni, evitare infortuni, ecc. Rinforzi? Siamo al lavoro per rinforzare ulteriormente la squadra”, fa sapere Radomir Đalović.
Sognando il Mondiale
Oltre che da Đalović, Martin Zlomislić e i suoi compagni di reparto Aleksa Todorović e il “baby” Vito Kovač si fanno bastonare pure dal preparatore dei portieri Ivan Vargić. “Ci fanno penare entrambi – scherza il capitano biancocrociato –. Battute a parte, si lavora davvero bene. Stiamo crescendo di condizione e non ci sono infortuni. Ovviamente è presente un po’ di stanchezza, che è venuta fuori contro il Čukarički, però è normale che sia così in questa fase della preparazione. I miei compagni di reparto? Aleksa è il futuro portiere titolare del Rijeka, Vito invece ha 17 anni, è un portiere di talento però la strada per raggiungere determinati livelli è ancora lunga”.
Anche “Zloma” è consapevole che ad attendere i fiumani è una stagione super impegnativa, ma proprio per questo molto stimolante. “Le aspettative sono molto più alte dopo la conquista del doblete, che ora dovremo cercare di difendere. E poi vogliamo qualificarci in una coppa europea. Vediamo come andrà in Champions, che è un palcoscenico molto prestigioso con tutte squadre forti. Abbiamo visto la partita tra Ludogorets e Dynamo Minsk. I bulgari sono oggettivamente più forti. Hanno dominato e quell’1-0 gli sta sicuramente stretto”, ha infine aggiunto il Martin Zlomislić, il quale sogna anche la qualificazione al Mondiale con la sua Bosnia ed Erzegovina. “Siamo partiti alla grande vincendo le prime tre partite, però non abbiamo ancora incontrato le due nazionali più forti del girone, ovvero Austria e Romania. Il Mondiale sarebbe un qualcosa di pazzesco”.

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