Rijeka. Un desiderio chiamato bomber

Là davanti manca un attaccante di riferimento e Jakirović dovrà essere un mago nel tirare fuori un coniglio dal cilindro

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Rijeka. Un desiderio chiamato bomber
Jorge Obregon. Foto: RONI BRMALJ

Il tempo vola e la ripresa del campionato è ormai dietro l’angolo. Mancano infatti dieci giorni al ritorno in campo del Rijeka, che aprirà la seconda parte della stagione al Gradski vrt contro l’Osijek. In attesa della prova generale con gli ungheresi dell’Honved, in programma venerdì a Rujevica, i biancocrociati hanno fin qui disputato cinque amichevoli, di cui l’ultima è stata l’inedita maratona di 105 minuti con il Gorica. E proprio l’incrocio con il fanalino di coda, terminato a reti inviolate, ha fornito spunti e indicazioni molto interessanti sul nuovo corso targato Sergej Jakirović. La prima cosa che salta all’occhio è la condizione atletica, con la squadra apparsa decisamente fresca e tonica, lontana parente di quella abulica che era andata puntualmente in debito d’ossigeno nei finali di partita. In queste settimane di preparazione il tecnico di Mostar e il suo staff hanno insistito soprattutto su questo aspetto per costruire un Rijeka pronto a correre 90 minuti più recupero, come promesso dallo stesso Jakirović al momento del suo insediamento. Il secondo punto riguarda la difesa, la seconda più battuta del campionato con 27 gol incassati in 17 partite (peggio ha fatto solamente la Lokomotiva subendone 29). Qui i giochi sono praticamente fatti, con la linea a quattro davanti a Labrović che si presenta con Grgić a destra, Vukčević sulla sinistra e il neoarrivato Dilaver al centro. L’unico nodo da sciogliere riguarda il partner da affiancare a quest’ultimo e che vede i vari Krešić, Smolčić, Galešić, Dujmović e Vlasenko giocarsi un posto nello starting eleven. In attesa del pieno recupero di Mitrović. Ad ogni modo, contro i “tori” il reparto arretrato è parso molto solido concedendo un’unica vera occasione alla formazione di Željko Sopić. Il terzo punto riguarda infine l’attacco, che tuttavia continua a essere la nota dolente. Il fatto che contro l’ultima della classe, e per di più nell’arco di 105 minuti, la squadra non solo non abbia trovato la via del gol ma abbia complessivamente prodotto molto poco, deve far scattare un campanello d’allarme. Nei dieci anni della gestione Mišković non è mai mancato un bomber che garantisse 15-20 gol a stagione (Benko, Kramarić, Gavranović, Čolak, Drmić), stavolta invece un faro là davanti manca eccome. Siccome è improbabile che in questo mercato di riparazione sbarchi a Rujevica un centravanti di peso capace di garantire un cospicuo bottino in termini realizzativi, è chiaro che Jakirović dovrà essere un mago nel tirare fuori un coniglio dal cilindro. In assenza di un attaccante in grado di buttarla dentro con una certa continuità, toccherà ai centrocampisti offensivi (Janković, Halilović, Vrančić, Liber) e agli esterni (Bogojević, Marin, Ampem, Djouahra) partecipare maggiormente alla fase offensiva e rifornire di palloni giocabili colui che verrà schierato al vertice dell’attacco. Che poi il principale rebus da risolvere riguarda proprio quest’ultimo ruolo.

Matija Frigan
Con l’addio di Vučkić, emigrato dall’altra parte del mondo in Thailandia, il Rijeka si ritrova ora con un unico centravanti che fin qui ha saputo andare a segno più di una volta – Matija Frigan. Essendo una seconda punta non è esattamente compatibile nel 4-2-3-1 di Jakirović, però si tratta di un giocatore duttile in grado di ricoprire più ruoli, anche sulle corsie esterne, dov’è stato provato con il Gorica. Al di là della giovane età (è un classe 2003) e della relativa inesperienza, questa squadra ha bisogno eccome delle sue qualità e delle sue giocate. Il problema però è che il suo futuro potrebbe essere lontano da Fiume. Le sue prestazioni non sono infatti passate inosservate e sul tavolo ci sarebbero già delle offerte dalla Serie A e pure da oltreoceano. Sicuramente la sua cessione rappresenterebbe una bella boccata d’ossigeno per le casse societarie, ma d’altra parte perdere il miglior attaccante in rosa, in un reparto già in grossa difficoltà, sarebbe un colpo difficile da assimilare.

Marco Djuričin
Nel test con il Gorica Jakirović ha lanciato Marco Djuričin dal primo minuto. La punta austriaca è giunta in chiusura del mercato estivo nel tentativo di raddrizzare una situazione di classifica già compromessa e con la squadra fuori dall’Europa. Neanche il tempo di ambientarsi che per lui sono iniziati i guai fisici che lo hanno allontanato dal campo. Alla fine ha collezionato solamente 5 presenze totalizzando 181 minuti, senza gol né assist. Contro i tori ha confermato di non avere esattamente il vizio del gol, ma in compenso sa difendere palla, giocare spalle alla porta e aprire spazi per i compagni. Tutte caratteristiche che, unite alla sua esperienza internazionale, possono tornare molto utili a Jakirović, soprattutto a partita in corso.

Jorge Obregon
Dopo aver vissuto una stagione intera all’ombra di Drmić, sarebbe toccato a Jorge Obregon raccogliere la pesante eredità del bomber elvetico. Peraltro l’inizio faceva anche ben sperare visto che proprio un suo guizzo aveva deciso l’esordio in campionato in casa dello Šibenik. Peccato però che quello allo Šubićevac sia stato l’unico lampo. Poi è sparito. In 13 presenze (la maggior parte delle quali entrato dalla panchina) ha messo insieme solamente 299 minuti. Riuscirà Jakirović a ritrovare quell’Obregon che aveva stregato gli uomini mercato del Rijeka quando ancora indossava al maglia del Varaždin?

Deni Jurić
Fin dal suo arrivo il tecnico di Mostar ha insistito molto sull’ingaggio di Deni Jurić, giudicato il profilo ideale per il ruolo di terminal offensivo nel suo 4-2-3-1. Certamente avrà avuto i suoi buoni motivi nel richiederlo a gran voce, tuttavia, l’attaccante dal doppio passaporto croato e australiano non si presenta con le migliori credenziali dato che nei sei mesi trascorsi al Gorica ha timbrato il cartellino solamente una volta in 13 presenze. Jakirović è però convinto di poter ritrovare il Jurić di due stagioni fa quando faceva sfracelli allo Šibenik, prestazioni che poi gli sono valse la chiamata della Dinamo.

Niko Gajzler
E chiudiamo il cerchio con Niko Gajzler. Il giovane centravanti ha fatto il suo esordio nel massimo campionato nel finale dell’ultimo derby a Rujevica con l’Hajduk e dopo nemmeno 30 secondi ha sfiorato il gol con una sventola da fuori che ha fatto la barba al palo. Con i suoi gol ha trascinato la formazione juniores al titolo di campione d’inverno issandosi in testa pure alla classifica marcatori con 12 centri (in realtà sarebbero 15, ma la tripletta contro il Rudeš gli è stata cancellata in seguito all’assegnazione dello 3-0 a tavolino in favore degli zagabresi). Numeri che al momento non sembrano impressionare Jakirović, ma in caso di addio di Frigan ecco che per lui potrebbero aprirsi prospettive decisamente interessanti.

Niko Gajzler con la maglia della nazionale Under 19.
Foto: MARKO LUKUNIC/PIXSELL

Chi sarà dunque l’attaccante titolare il prossimo 21 gennaio alla ripresa del campionato contro l’Osijek? Il casting è aperto…

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