Rijeka. «Squadra paga e addormentata»

Victor Sanchez non ha lesinato critiche alla propria squadra alla vigilia della sfida con l’Istra 1961. «Doblete? Il passato conta zero», sottolinea il tecnico spagnolo del Rijeka

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Rijeka. «Squadra paga e addormentata»
Victor Sanchez è ancora a secco di vittorie in campionato. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

La figuraccia col fanalino Vukovar è stato il punto più basso di questo disastroso primo scorcio di stagione. Più basso anche del KO casalingo col Shelbourne e della “manita” incassata a Salonicco col PAOK. Giunti a questo punto non si può che risalire. O almeno è ciò che si augurano a Rujevica alla vigilia del derby con l’Istra 1961. È vero che il Rijeka si trova in un periodo di transizione ma questo non giustifica il penultimo posto in classifica, che altro non è che la naturale conseguenza di una squadra allo sbando. Essendo arrivato in corsa Victor Sanchez si è ritrovato con un gruppo di giocatori che non ha scelto, ma il compito di ogni allenatore è far emergere i pregi della propria squadra e al tempo stesso nasconderne i difetti. Insomma, tirare fuori il massimo dal materiale umano che si ha a disposizione. Ci sta qualche inciampo in questa fase di passaggio, però non di navigare nei bassifondi della classifica. Non per la squadra campione in carica.

“È una partita che va oltre i tre punti se pensiamo alla rivalità con l’Istra – dice il tecnico dei biancocrociati, ancora a secco di vittorie in campionato –. Andiamo avanti in questo nostro percorso cercando di migliorare e di correggere gli errori. La classifica è quella che è, però ci sono ancora tantissimi punti in palio e in campionato ciò che conta non è come lo inizi bensì come lo finisci. Abbiamo tutto il tempo per recuperare e tornare in alto. Ciò che più mi interessa in questo momento è l’approccio, ovvero come si comporta la squadra sia in partita che in allenamento”.

Derby spagnolo
Rijeka-Istra sarà anche un inedito derby a tinte spagnole in panchina tra Victor Sanchez e Oriol Riera. “Riera è stato un mio giocatore al Deportivo La Coruña – ricorda l’allenatore madrileno –. Sarà bello ritrovarci da avversari. A fine partita avremo modo di parlare un po’. Istra? Hanno cambiato allenatore e la sola partita con l’Osijek non è sufficiente per farci un’idea chiara. Non sappiamo se contro di noi cambieranno qualcosa. Ad esempio prima di noi il Vukovar aveva cambiato allenatore, il quale ha operato un paio di cambi. Sono cose frequenti nel calcio. L’Istra comunque ha un sistema di gioco ben consolidato avendo cambiato poco in estate perciò non mi aspetto grandi sorprese”.
Per quanto riguarda la formazione, Kreilach è indisponibile mentre Radeljić e Lasickas sono rientrati in gruppo, ma andranno comunque valutati. “In termini di condizione fisica c’è un marcato disequilibrio perché ci sono giocatori che hanno disputato tantissime partite e altri che non hanno giocato per niente. La condizione atletica è un fattore chiave. Abbiamo il campionato, la Coppa Croazia e dalla prossima settimana anche la Conference League perciò avremo bisogno di tutti i giocatori. Stiamo lavorando per cercare di trovare il giusto equilibrio e dare minuti a tutti”.

Disconnessi
Sono diversi i fattori ad aver inciso sulle scialbe prestazioni in campo. Il principale, secondo Sanchez, sarebbe l’appagamento dopo la conquista del doblete. “Dopo aver speso tanto per raggiungere un grande obiettivo, è naturale che il cervello si disconnetta. Inconsciamente entri in una comfort zone. Continui a spingere, ma ogni tanto vai in black-out. E queste pause non puoi permettertele. In partita ogni singolo giocatore deve rimanere sul pezzo per 90 minuti più recupero perché se abbassi la guardia anche solo per cinque minuti rischi di mandare tutto all’aria. Per ripetersi non basta metterci lo stesso impegno della scorsa stagione, ce ne vuole molto di più. Ed è proprio questo che sto cercando di inculcare nella testa dei ragazzi. Il passato conta zero. Dopo averci battuto ho visto i calciatori del Vukovar esultare come se avessero vinto la Champions. Ecco, quello stesso entusiasmo e quella stessa fame ce la deve avere il Rijeka. Nella scorsa stagione la squadra volava, ora invece è un po’ addormentata…”.
Uno dei giocatori che si è involuto di più è Devetak. Il terzino serbo è irriconoscibile e totalmente fuori forma e tra gli addetti ai lavori sono in tanti a invocare il giovane Bodetić. “Io non chiudo la porta a nessuno. Dipende tutto da lui, da come si comporta in allenamento. Il campo è l’unico metro di giudizio. Però bisogna anche tenere presente che Bodetić ha caratteristiche più offensive, più da ala che da terzino. Yankov? Sta attraversando un momento difficile e gli siamo vicini. Un passo alla volta ne uscirà”, ha concluso l’allenatore del Rijeka.

Rijeka-Celje trasferta… lampo
I 120 chilometri in linea d’aria che separano Fiume e Celje si coprono in circa un’ora e mezza di macchina, traffico permettendo. Una trasferta che per i tifosi sloveni somiglierà più a una gita fuori porta piuttosto che a un viaggio europeo. Il prossimo 11 dicembre Rijeka e Celje si incroceranno a Rujevica nella quinta giornata di Conference League. Una sfida che si colloca al quinto posto delle trasferte più brevi della fase campionato delle coppe europee nella stagione 2025/26. Al primo posto di questa speciale classifica troviamo Friburgo-Basilea (53 km, primo turno di Europa League), seguita da Drita-Shkendija (62 km, quarto turno di Conference League), PSV-Union SG (106 km, primo turno di Champions League) e Bayer Leverkusen-PSV (115 km, secondo turno di Champions League). Ma qual è la trasferta più breve di sempre tra due club di Paesi diversi nelle coppe europee? Il primato appartiene a Malmö e Copenaghen, separate da appena 41 chilometri e unite dal ponte di Øresund. Le due squadre si sono affrontate più volte in passato, l’ultima lo scorso agosto nel terzo turno preliminare di Champions League. Nulla a che vedere con le 9 ore di volo e i 6.900 chilometri che i kazaki del Qairat hanno dovuto percorrere la scorsa settimana per raggiungere Lisbona e fare visita allo Sporting nella giornata inaugurale di Champions League.

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