La ricetta per conquistare il secondo titolo della propria storia è semplicissima: vincere tutte e tre le partite che mancano alla fine. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo un oceano. La prossima fermata del Rijeka nella corsa al trofeo più ambito è lo Šubićevac di Sebenico, teatro quest’oggi della sfida col fanalino Šibenik nel quadro della 34ª giornata della SHNL (calcio d’inizio alle 17). È il classico testa-coda che da un lato vede i fiumani chiamati a difendere il primato in classifica dagli assalti di Dinamo e Hajduk, e dall’altro i sebenzani che non possono più permettersi di lasciare punti per strada se vogliono continuare a tenere ancora accesa la fiammella della salvezza. Sulla carta non c’è storia, ma non sarà affatto facile tornare dalla Dalmazia con in tasca l’intera posta in palio. Il successo nel turno scorso contro il Gorica (2-1) ha permesso ai biancocrociati di interrompere la striscia di tre sconfitte consecutive e di ritrovare la fiducia necessaria per questo rush finale. Quello contro i “tori” è stato un match dai due volti: un primo tempo giocato su ritmi elevatissimi e un secondo “in controllo” dopo aver speso tanto nel primo, forti anche del 2-0 all’intervallo. Nel finale però la punizione capolavoro dell’ex Halilović aveva riaperto i giochi facendo anche temere la beffa. Lo stesso Đalović ha sottolineato che nel corso della partita le forze vanno distrubuite in maniera più bilanciata e quindi spalmate su uno spezzone più ampio di partita, in modo da non arrivare senza più benzina nelle gambe nel finale.
Sette diffidati
La trasferta in casa dell’ultima della classe nasconde numerose insidie, a partire da un avversario ancora vivo e che crede nella salvezza, sebbene l’impresa sia ormai disperata, a maggior ragione dopo i due punti di penalizzazione inflitti dalla Commissione disciplinare della Federcalcio (ma che potrebbero venire restituiti la prossima settimana). Nonostante tutto gli arancioni continuano a lottare e lo dimostra il fatto che sono imbattuti da tre giornate, in cui hanno raccolto una vittoria e due pareggi. Inoltre, nell’ultimo confronto a Rujevica avevano strappato un pari (1-1) mentre nella prima sfida allo Šubićevac erano stati piegati da una magia di Devetak al termine di una partita molto combattuta ed equilibrata. Dal canto suo il Rijeka sarà costretto a fare a meno degli squalificati Janković e proprio Devetak. Ma potrebbero non essere gli unici assenti dato che in settimana altri due giocatori si sono fermati in allenamento (Đalović ovviamente non ha voluto fare nomi) e le cui condizioni andranno valutate. La buona notizia è invece il rientro dalla squalifica di Fruk e Oreč, che avevano saltato il Gorica. Ad ogni modo, è molto difficile ipotizzare quale sarà l’undici di partenza. Da considerare infine che ci sono anche sette diffidati (Butić, Manev, Menalo, Petrovič, Rukavina, Selahi, Zlomislić), e quindi a rischio per il big match con l’Hajduk al Poljud. Prima però ci sarà l’andata della finale di Coppa Croazia col Slaven Belupo in programma mercoledì prossimo, ma il Rijeka non può e non deve fare questo tipo di calcoli.
«Vicini a qualcosa di grande»
Tra infortuni e squalifiche ad approfittarne è stato Luka Menalo, diventato ormai un titolare fisso, grazie anche alla sua duttilità. Un giocatore polivalente in grado di ricoprire più ruoli, terzino o ala non fa alcuna differenza, come nemmeno se sulla corsia di destra o su quella opposta. Insomma, un jolly preziosissimo in questo finale di stagione, lui che è stato match winner in pieno recupero (e in dieci uomini) a Rujevica contro il Varaždin. “Il mio compito è quello di aiutare la squadra, indipendentemente dal ruolo nel quale vengo schierato – dice il 28enne ex Dinamo, alla seconda esperienza al Rijeka dopo la prima vissuta nella stagione 2020/21–. In un certo senso sia noi che loro ci troviamo in una posizione simile, nel senso che siamo entrambi obbligati a vincere questa partita nella corsa ai rispettivi obiettivi. Lo Šibenik ci aveva già fatto tribolare quest’anno e anche allo Šubićevac ci sarà sicuramente da soffrire e mi aspetto perciò anche tanta tensione in campo. Il doblete? Siamo molto vicini a qualcosa di grande. L’obiettivo è quello, ma come sempre continuiamo a ragionare una partita alla volta”.
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