Rijeka, novanta minuti per coronare il sogno

Conference League. Stasera (ore 21, diretta tv Arenasport 1) in Polonia contro lo Shakhtar Donetsk basterà un pareggio per accedere agli spareggi. In caso di sconfitta la qualificazione dipenderà da una serie di risultati

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Rijeka, novanta minuti per coronare il sogno
Toni Fruk. Foto Željko Jerneić

I calciatori del Rijeka si preparano a scrivere un nuovo capitolo della propria storia europea. Stasera, giovedì 18 dicembre (ore 21, diretta Arenasport 1), i biancocrociati scenderanno in campo per la terza volta in assoluto in Polonia nell’ambito delle competizioni continentali, ma per la prima volta sotto l’egida dell’UEFA e, allo stesso tempo, senza affrontare una squadra polacca. Lo Shakhtar Donetsk, per ragioni ormai note legate alla situazione nel proprio Paese, disputa le partite casalinghe europee lontano dall’Ucraina e Cracovia diventa così una nuova e significativa tappa sulla mappa dei viaggi europei del Rijeka.
Da Bytom a Cracovia: la storia continua

Dopo le trasferte storiche di Bytom nel 1965 e di Chorzów nel 1977, il club quarnerino giocherà dunque anche a Cracovia, con un obiettivo di grande prestigio: conquistare la qualificazione alla fase a eliminazione diretta delle competizioni europee e “svernare” in Europa per la prima volta dal 1980. Proprio in quella stagione, rimasta scolpita nella memoria dei tifosi, la squadra guidata da Miroslav Ćiro Blažević eliminò Germinal Beerschot e Lokomotiv Košice in Coppa delle Coppe, prima di fermarsi ai quarti di finale contro la Juventus nel marzo del 1980.

Alla vigilia della sfida contro lo Shakhtar, valida per l’ultimo turno della fase campionato di Conference League, la situazione di classifica sorride al Rijeka. La qualificazione alla fase a eliminazione diretta è ormai molto vicina e, in determinate combinazioni di risultati, potrebbe arrivare persino senza una vittoria o un pareggio. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché aumenta sensibilmente le possibilità di rivedere il calcio europeo a Rujevica nel mese di febbraio, a distanza di ben 46 anni dall’ultima volta. Un traguardo che avrebbe un forte valore simbolico e sportivo per il club e per l’ambiente.

Sanchez: «Sarà dura, ma siamo motivati»

Consapevole dell’importanza dell’appuntamento è anche l’allenatore Victor Sanchez, che alla vigilia non ha nascosto il rispetto per l’avversario, ma nemmeno l’ambizione del suo gruppo. “Ci aspetta una partita estremamente difficile contro una squadra che dispone di un budget molto elevato e di giocatori di altissimo livello. Per noi, però, questo rappresenta una motivazione ulteriore. Quando affronti squadre dalle quali, per potenza economica e qualità dell’organico, ci si aspetta quasi automaticamente la vittoria, per me è uno stimolo speciale. Crediamo nelle nostre qualità e daremo il massimo per giocarci le nostre chance”, ha spiegato il tecnico spagnolo.

Sanchez ha poi ribadito l’atteggiamento con cui il suo Rijeka affronterà la gara: “Non importa quanto possano essere ridotte le possibilità di entrare tra le prime otto. Noi andremo a cercare la vittoria per restare in corsa, anche se con margini minimi. Il nostro obiettivo è essere parte di questa storia e continuare il nostro percorso europeo”.

Fiducia nel gruppo e niente calcoli

Pur evitando di entrare nei dettagli tattici, che restano materia di spogliatoio, l’allenatore madrileno ha delineato le principali caratteristiche dello Shakhtar: “Parliamo di una squadra che gioca con il classico 4-3-3, con un modello di gioco molto chiaro e riconoscibile. Amano il possesso palla e dispongono di calciatori di grande qualità, tra cui molti brasiliani. Tutti conoscono le straordinarie capacità tecniche dei giocatori carioca: durante la mia carriera ho lavorato con molti di loro e so bene cosa possono offrire. Ci aspettiamo una costruzione del gioco ben definita, un dominio attraverso il possesso e l’utilizzo frequente del portiere, che pressa molto alto. In fase offensiva hanno elementi forti nell’uno contro uno, con grande qualità nel passaggio e nella finalizzazione”.

Nonostante il valore dell’avversario, Sanchez trasmette fiducia: “Sarà una sfida molto impegnativa, ma crediamo in noi stessi, nel lavoro di squadra e nello sforzo collettivo. Pensiamo di poter disputare una partita competitiva e di avere le nostre occasioni. Non vogliamo fare calcoli prima del tempo: giocheremo la partita e solo dopo guarderemo la classifica per analizzare la situazione”.

Periodo particolare della stagione

Il tecnico ha infine fatto riferimento anche a un periodo di stagione particolarmente singolare, segnato da due partite interrotte. “Da una di queste esperienze, quella contro lo Sparta Praga, non abbiamo tratto insegnamenti negativi. Dobbiamo sempre pensare in modo positivo e concentrarci su ciò che possiamo controllare. A Pola la partita è stata sospesa a causa della nebbia, ora è stata riprogrammata e noi saremo pronti quando arriverà il momento”, ha concluso Victor Sanchez.

Fruk, osservato speciale

La sfida di Cracovia rappresenta molto più di un semplice impegno europeo per il Rijeka. È anche una vetrina potenzialmente decisiva per Toni Fruk, pronto a catturare l’attenzione dei grandi club su un palcoscenico seguito da osservatori e agenti internazionali.

Lo Shakhtar, squadra dal forte pedigree europeo e dal gioco aperto, è l’avversario ideale per esaltare le qualità del centrocampista offensivo croato. Non è un caso che intorno a Fruk circolino sempre più voci di mercato: dopo un iniziale accostamento alla Premier League, l’interesse sembra ora concentrarsi su Bundesliga e Liga.

In particolare, si parla di contatti con club come Stoccarda e Villarreal, realtà alla ricerca di giocatori polivalenti e tatticamente affidabili. Toni risponde perfettamente a questo profilo grazie alla sua versatilità: può agire da trequartista, falso nove, mezzala offensiva o ala interna, unendo qualità tecnica, senso dello spazio e freddezza sotto porta.

Il Rijeka è consapevole che il valore del giocatore è in crescita e la sessione di mercato invernale viene indicata come un possibile momento chiave per il trasferimento, al di là delle ambizioni europee del club e della concreta possibilità che Fruk, restando in Croazia, sia convocato da Zlatko Dalić per il Mondiale.

Dirige l’esperto inglese Taylor

A dirigere il match sarà il rinomato arbitro inglese Anthony Taylor, forte di 415 partite dirette in Premier League. Taylor vanta precedenti con il calcio croato: ha diretto la Dinamo Zagabria nelle qualificazioni contro lo Zhalgiris nel 2014, la sfida contro la Juventus nel 2016 e, nella scorsa stagione, la vittoria contro lo Slovan Bratislava.
Il fischietto inglese ha inoltre arbitrato la nazionale croata all’ultimo Mondiale, nel pareggio contro il Belgio, e nella sconfitta contro la Turchia nelle qualificazioni al Campionato europeo.

Ad assisterlo allo stadio Miejski im. Henryka Reymana di Cracovia ci saranno i connazionali Adam Nunn e Lee Betts, con Thomas Bramall nel ruolo di quarto ufficiale. Al VAR opereranno Michael Salisbury e Matthew Donohue.

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