Rijeka. Maretta a Rujevica

Il club intende multare i giocatori, che si rivolgono al Sindacato

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Rijeka. Maretta a Rujevica
Il Rijeka rimane una polveriera. Foto: RONI BRMALJ

La sosta per il Mondiale, alla quale faranno seguito le vacanze di fine anno, ha permesso al Rijeka di prendere tempo in merito alla scelta del nuovo allenatore. Il nome più gettonato è sempre quello di Sergej Jakirović, attuale tecnico dello Zrinjski Mostar, con il quale ci sarebbe già un accordo di massima. Se a inizio settimana l’affare sembrava ormai prossimo alla conclusione, nelle ultime ore c’è stata una leggera frenata da parte del diretto interessato. Quale potrebbe essere il motivo di un possibile ripensamento da parte del 45.enne tecnico erzegovese? È presto spiegato.

Nella giornata di giovedì il Sindacato dei calciatori della Croazia (UNHS) ha diramato un comunicato nel quale ha espresso la propria preoccupazione in quanto è stato contattato da diversi giocatori del Rijeka (non tutti, diciamolo subito). Motivo? Le possibili multe da parte della società nei loro confronti.

Botta e risposta
Il Sindacato ha invitato la società di Rujevica a esimersi da una prassi ormai tramontata da anni in Croazia, anche perché la FIFA deplora multe nei confronti dei giocatori per il cosiddetto “criterio soggettivo” o, in parole povere, la prestazione insoddisfacente. Al comunicato dell’UNHS ne ha fatto seguito uno della società del presidente Damir Mišković, nel quale si specifica che “il Rijeka agirà sempre in conformità con gli obblighi contrattuali e il regolamento interno, rispettando le norme della Federcalcio croata e quelle della FIFA. Allo stesso tempo, però, tutelerà i propri interessi, senza sminuire i diritti dei dipendenti e dei tesserati a meno che non esista un motivo ben fondato”. Quest’ultimo, facilissimo da interpretare, è il risultato sportivo ottenuto nella prima parte di stagione, con un piazzamento in campionato al di sotto di ogni attesa e l’eliminazione negli ottavi di finale di Coppa Croazia per opera di una squadra di seconda divisione, senza dimenticare la precedente figuraccia con il Moslavina. Il Rijeka sostiene che qualcosa del genere, ovvero le multe ai giocatori, è previsto dal regolamento interno.

Opinione pubblica divisa
Come accade sempre in simili circostanze, la patata bollente divide l’opinione pubblica. C’è chi è d’accordo (la maggioranza), c’è chi esprime qualche perplessità in merito (una piccola parte). A nostro avviso, se esistono i premi partita è giusto che ci siano anche le multe in determinate situazioni. Non può essere sempre e solo l’allenatore (Cosmi) a pagare per tutti, soprattutto perché di tecnici il Rijeka ne ha “bruciati” ben tre (Tadić, Budicin e Cosmi) in pochi mesi. Semmai il problema è la faccia tosta dei giocatori, che avrebbero già dovuto auto-multarsi da soli invece di andare a piagnucolare in giro. Molto più chiara la posizione dei tifosi, che attraverso i social invitano la società a cacciarli via tutti, “promettendo” ritorsioni (sbagliato). E anche qualche ex giocatore, come ad esempio Milan Radović, sposa la linea del club, affermando senza mezzi termini: “Si lamentano per le multe? A questo punto dovrebbero essere puniti ancora più pesantemente”.

Jakirović ci sta pensando?
Eccoci ora tornare al discorso iniziale. Sergej Jakirović, almeno questa l’impressione, ha fatto sapere alla società che intende prendere le redini della squadra soltanto se e quando la situazione sarà ben chiara per quanto riguarda lo spogliatoio, inclusa la possibile “epurazione”. Per ora non è successo nulla, tranne il fatto che Rujevica sembra diventata una polveriera. Ovvio che il tecnico inizi ad avere qualche perplessità, in primis perché lascerebbe una società, lo Zrinjski, primo in classifica, con ottime possibilità di bissare il titolo nazionale e con i rapporti interni praticamente idilliaci. L’esatto contrario di quello che troverebbe al Rijeka. A Mišković la prossima mossa…

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