Rijeka-Lokomotiva: a Sebenico in palio la Coppa Croazia

Stasera (ore 20,30 HRT 2) i fiumani vanno a caccia del loro sesto successo in Coppa Croazia

I giocatori del Rijeka con la Coppa Croazia conquista un anno fa a Pola

Per il Rijeka la stagione che sta per concludersi, prolungata dal coronavirus, sarà buona oppure ottima? Dipenderà dall’esito della partita di stasera allo stadio Šubićevac di Sebenico contro la Lokomotiva. In palio c’è la Coppa Croazia, vinta cinque volte dai fiumani che se la sono aggidicata anche lo scorso anno. La stagione sarà comunque buona, grazie al terzo posto in classifica che garantisce i preliminari di Europa League. Quelli per la Champions sono stati mancati per pochissimo, proprio a causa della Lokomotiva che ha chiuso al secondo posto.
Quindi, stasera scendono in campo la seconda e la terza in campionato per cui non è possibile indicare chi sia favorito, soprattutto in virtù del fatto che sugli spalti non ci sarà pubblico a causa delle ormai note ragioni sanitarie. In un contesto normale il Rijeka sarebbe sicuramente avvantaggiato dal sostegno dei tifosi che, dalla parte opposta, il club zagabrese non ha mai avuto. Considerati i suoi risultati, non solo in questa stagione, è evidente che non ne abbiano nemmeno bisogno. Come ci ha detto Franko Andrijašević, fantasista del Rijeka nonché l’ex di turno, i giocatori la carica se la danno a vicenda, il sostegno arriva dallo spogliatoio e in campo, anche senza avere il tifo che tutti gli altri hanno, se la cavano egregiamente.
Sarà la prima finale di Coppa a porte chiuse, però troveremo di fronte due squadre in buona forma che sanno dare vita a sfide avvincenti. Nel corso del campionato appena terminato sono in perfetta parità, con una vittoria ciascuno e due pareggi. L’ultimo scontro diretto è stato giocato a Rujevica il 16 giugno quando sugli spalti di Rujevica era tornato il pubblico. La gara è terminata in parità, 2-2, ed è stata una delle più belle di quest’anno, almeno per lo spettatore neutrale.
Rožman: «Siamo pronti»
“Siamo arrivati fin qui, fino a dove volevamo arrivare. Siamo reduci da un buon periodo e ci presentiamo all’appuntamento in condizioni eccellenti. Ci siamo lasciati alle spalle quattro vittorie consecutive e altrettante prove positive. Devo elogiare i giocatori per il loro impegno nel corso dell’intera stagione. Vorrei che venissero premiati con un successo in questa finale. Prevediamo una partita dura, contro una squadra veloce, ma credo che la mia squadra sia pornta. L’ultimo match contro di loro, tra l’altro, credo sia stato gradevole”, è l’annuncio dell’allenatore del Rijeka Simon Rožman che avrà a disposizione quasi tutti. Non c’è il difensore Smolčić e, quasi sicuramente, il capitano Gorgon, fermo per guai muscolari. “Dovremo prestare molta attenzione e quindi fare ciò che sappiamo in attacco. Dovremo essere veloci nel trasformare le azioni difensive in quelle verso la porta avversaria, con l’accento sui calci piazzati, ma alla fine ci vorrà anche un pizzico di fortuna. La cosa più importante, e che osservo tra i miei giocatori, è la fame di vittoria. Non parlerei di tattiche, di quelli che sono i punti di forza degli avversari, anche per non rischiare di pronunciare le ultime parole famose. Ci conosciamo bene a vicenda e non farei il nome di questo o quell’altro giocatore. Pensiamo al modo in cui affrontare la squadra, studiano il loro atteggiamento. Spetta a noi imporre il nostro gioco e i nostri ritmi fin dalle prime battute. Peccato che non ci possa essere il pubblico per completare lo spettacolo. Ora auguro ai ragazzi di divertirsi e di sapercela mettere tutta”.
Per il portiere Ivor Pandur è la prima finale da titolare. Lo è diventato lo scorso inverno in seguito all’infortunio di Andrej Prskalo. Una volta tra i pali l’estremo difensore cresciuto nel vivaio fiumano non ha più voluto togliersi la maglia da titolare. Ha il sostegno del tecnico Rožman, ma anche quello dello stesso Prskalo, uno che si è preso tante soddisfazioni, a partire dal titolo e dalla Coppa vinti tre anni fa, sapendo a sua volta aspettare in panchina. Ha solo vent’anni, ma già capace di imporre una certa autorità comunicando con i compagni. “Devo sentirmi molto riconoscente per la possibilità che mi viene data in questo momento importante in cui possiamo aggiudicarci un trofeo. Andiamo a Sebenico convinti, sapendo che la Lokomotiva è una squadra forte, ma lo siamo anche noi. Emozionato? No -, risponde Pandur -, ma non vedo l’ora, come i miei compagni di scendere in campo e conquistare un altro trofeo. Spero di non avere una serata troppo impegnativa”.

Facebook Commenti