Rijeka, in montagna si costruiscono le vittorie

La squadra di Fausto Budicin e Dragan Tadić conta gli ultimi giorni di ritiro a Kranjska Gora. Domani l'amichevole con lo Sparta Praga e giovedì il rientro a Fiume

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Rijeka, in montagna si costruiscono le vittorie
Il Rijeka al lavoro a Kranjska Gora: si provano gli schemi

Nel fresco del ritiro in montagna si costruiscono le vittorie. Sarà anche una frase fatta, banale, ma la scelta di svolgere la preparazione circondati da alberi, torrenti e boschi è dettata dalle condizioni climatiche ideali, dalle moderne strutture sportive dove svolgere gli allenamenti e dalla qualità dell’accoglienza. Eppoi, in montagna la sera si riposa meglio, la notte si dorme alla… grande e di giorno si corre sì a un caldo intenso, ma meno umido (e affaticante) e si suda anche di meno (se possibile…). Temperatura perfetta, insomma, altro che il solleone sulle rive del Quarnero – anche se ieri è arrivato un po’ di fresco con la pioggia – dove anche respirare diventa quasi quasi un’impresa.

È il caso del Rijeka, che concluderà domani il suo soggiorno nella tradizionale base a Kranjska Gora dopo dodici giorni di lavoro all’ombra delle Alpi Giulie. Il quartier generale è quello abituale, l’albergo Kompas. Seduto in terrazza a prendersi un caffè incontriamo Srećko Juričić – ex diesse e oggi consigliere del presidente Damir Mišković – con tanto di maglia a manica lunga addosso, che si trova a Kranjska Gora con la squadra come rappresentante del club di Rujevica. “Svolgiamo qui il ritiro da tantissimi anni e abbiamo sempre trovato ottime condizioni di lavoro e una bellissima accoglienza. Ci sentiamo come a casa nostra – ha detto il “biondo” della generazione d’oro del Rijeka –. Non abbiamo proprio nulla da ridire per quanto riguarda il soggiorno, tutto funziona alla perfezione”. Gli abbiamo fatto notare che abbiamo “sbagliato strada” capitando all’allenamento del Luton Town, squadra della Championship inglese. “Anche loro sono da anni ospiti fissi a Kranjska Gora ed è qui che abbiamo concluso il trasferimento del portiere Simon Sluga”, ha ammesso Juričić.

Srećko Juričić.
Foto: Željko Jerneić

I due campi a disposizione del Rijeka per gli allenamenti sono poco distanti dall’hotel che ospita la comitiva fiumana, il che permette allo staff tecnico di lavorare anche in due gruppi. A disposizione dell’allenatore Fausto Budicin e del direttore tecnico Dragan Tadić, entrambi sul campo a dirigere i lavori, ci sono complessivamente 26 giocatori, compresi i tre portieri, in quanto i due juniores Bodetić e Kukoč sono rientrati a Fiume, come pure il difensore Galešić, che ha rimediato una commozione cerebrale nell’amichevole con il Radnički Kragujevac. A proposito, il bollettino medico è il seguente: tra sette giorni Galešić si sottoporrà a una nuova visita medica e in caso di esito positivo ritornerà nel gruppo. Ben più grave è invece la situazione del terzino colombiano Solano, che resterà ai box almeno sei mesi a causa di un ginocchio malconcio, lo stesso che gli aveva già provocato non pochi problemi la scorsa stagione. A proposito Dragan Tadić precisa: “Se possibile ritorneremo sul mercato perché siamo un po’ deficitari sulla fascia destra, quella di Solano, e ci mancano gli esterni”.
Gli obiettivi che si devono raggiungere a Kranjska Gora? Smaltire tossine, recuperare tono muscolare, abituarsi alla fatica ma soprattutto, nel caso concreto del Rijeka, creare un gruppo daccapo, visto che quello della scorsa stagione è stato rivoltato come un calzino dal calciomercato. La squadra è praticamente nuova e lo è anche lo staff tecnico, quindi il processo d’inserimento di chi è stato chiamato a sopperire alle numerose e importanti partenze è un processo che richiede tempo e pazienza. Per questo motivo è necessario curare vari aspetti: psicologico (farsi conoscere e conoscere i nuovi giocatori, amalgamare il gruppo), tecnico-tattico (migliorare la tecnica individuale, spiegare il sistema di gioco) e fisico-atletico. Prima di rientrare a Fiume, la squadra dell’allenatore Fausto Budicin e del direttore tecnico Dragan Tadić – chiamati a sostituire l’ex Goran Tomić – oggi sconfinerà nella vicina Austria, a Villaco, per l’ultima amichevole prevista nel corso del soggiorno sloveno, ma anche la più impegnativa di quelle fin qui disputate in quanto l’avversario sarà lo Sparta Praga, il club più titolato della Repubblica Ceca e terzo nell’ultimo campionato. Conclusa questa fase inizierà quella che viene definita la settimana tipo di allenamento, che precede i primi impegni ufficiali, con la prova generale in agenda sabato alle ore 20 a Rujevica contro il Koper.

Dragan Tadić e Fausto Budicin davanti al pullman societario

E il calendario d’inizio stagione non è certo un alleato del Rijeka, quindi la cura dei dettagli assume una grande importanza. Dal 16 al 31 luglio sono in programma cinque partite, di cui due con gli svedesi del Djurgarden nei preliminari di Conference League e tre di campionato (doppia trasferta a Sebenico e Spalato e impegno interno con il Gorica). “Effettivamente il calendario non ci dà una mano – dicono all’unisono Budicin e Tadić –, ma dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco e mettercela tutta. Recriminare non ha nessun senso”. Come dire, rimboccarsi le maniche e… pedalare. A proposito di campionato, tra le “quattro grandi” il Rijeka è quello che ha cambiato di più. “La Dinamo si è rafforzata, in fin dei conti ha preso il ‘nostro’ Drmić, mentre Hajduk e Osijek hanno mantenuto l’ossatura della scorsa stagione con qualche innesto – spiegano i nostri interlocutori –. Eppoi, attenzione a Gorica e Lokomotiva, squadre per nulla banali”. E in questa storia dove troviamo il Rijeka? “La società tende sempre ai massimi obiettivi anche se non abbiamo la bacchetta magica per ricostruire un gruppo dall’oggi al domani. Vogliamo dare il massimo in ogni partita, poi alla fine faremo i conti”. L’arrivo di Budicin e Tadić sulla panchina fiumana è stata accolta con favore dall’opinione pubblica. “Un motivo in più per fare bene. Abbiamo immediatamente sentito la fiducia dei tifosi e cercheremo di ricambiare tanto affetto. Ma la legge del calcio è implacabile: contano soltanto i risultati. È una grande sfida, per noi due e per la squadra”.
Il modulo nel calcio, che si tratti del 3-5-2, 4-4-2, 5-3-2 e via dicendo conta oppure si ferma alla numerologia del sistema di gioco? “Mah, diciamo che lo schema tattico se lo vede soltanto una volta partiti da centrocampo perché gli aspetti della partita cambiano in continuazione – è il parere di Dragan Tadić –. È molto più importante trovare il ruolo adatto a un giocatore e spiegarne il movimento all’interno dello stesso”. E poi rivolgendosi a Budicin: “Fausto, ma tu capisci lo schieramento tattico che viene adottato dall’Atalanta di Gasperini oppure dal Torino di Jurić. Io no”.

Ci vuole anche un po’ di divertimento con il calcio-tennis

Giovedì, come detto, il Rijeka farà ritorno a casa e il giudizio sul ritiro è positivo. “Siamo soddisfatti dell’impegno e del comportamento del gruppo. C’è tanta energia positiva perché, in fin dei conti, siamo tutti consapevoli che abbiamo una grande occasione che vogliamo sfruttare”, hanno concluso Dragan Tadić e Fausto Budicin.

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